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Cap. 2

L’ABBRACCIO TERAPEUTICO

L’abbraccio è un gesto semplicissimo che ci riporta a quei momenti primari della nostra vita in cui eravamo protetti dal grembo materno. Pensate a una mamma che ha in braccio un bimbo: per lei il tempo si ferma, vorrebbe fare tante cose, ma la priorità consiste nel tenere quel bimbo abbracciato. Negli ultimi anni alcuni studi scientifici sia in Italia che all’estero hanno dimostrato che nell’adulto l’abbraccio diventa una vera e propria terapia. Mentre due persone si abbracciano avviene una specie di sincronizzazione celebrale, i tracciati elettroencefalografici che inizialmente sono diversi divengono via via analoghi fino a sovrapporsi ed armonizzarsi tra loro con ripercussioni positive sul benessere psicofisico delle persone. Un ulteriore studio compiuto a Los Angeles dal dottor Katz metterebbe in evidenza che abbracciarsi rafforza il sistema immunitario, combatte lo stress e lenisce le situazioni di panico. Ma a noi spesso capita di voler abbracciare un bambino, perché?  Ebbene perché abbracciando si dà un beneficio e contemporaneamente si riceve un beneficio.

L’abbraccio è la forma terapeutica più intensa: anche le persone che non devono curare qualche ferita diventano più sane, più sincere, più felici.

Dobbiamo riscoprire l’abbraccio affettuoso che è la volontà di farsi vicino all’altro, di accoglierlo nella sua singolarità, non come uno fra tanti, ma con il suo volto, il suo sguardo, con lo stupore per il suo essere unico e irripetibile.

L’ABBRACCIO DEGLI SPOSI

Abbracciare ed essere abbracciati diventa a volte difficile, non è sempre facile, perché i momenti difficili della vita a volte induriscono il cuore.

Anche quando I legami affettivi sono forti capita che si ha difficoltà ad abbracciare l’altro, a volte si tendono  ad eliminare le manifestazioni di affettività. I motivi vanno ricercati per la maggior parte delle volte nel nervosismo e nello stress: prendersela con l’altro coniuge per l’infelicità che ci ha causato un fatto sul lavoro, o per un problema di salute, oppure per un problema economico non serve.

L’abbraccio va accolto e donato proprio quando tra gli sposi vi sono queste ferite perché esso permette di scambiarsi fiducia, rassicurazione e incoraggiamento. Come deve essere l’abbraccio?

E’ un abbraccio che deve venire dal cuore, deve essere trasparente, deve essere rispettoso dell’altro e non per dominarlo. Deve essere un atto libero che deve esprimere rispetto gratuità e generosità.

L’ABBRACCIO AI FIGLI

Chi non ha sperimentato l’abbraccio di una madre? Chi può dire di non averne sentito la necessità, e il desiderio di ritornare a volte nei momenti difficili a quel tipo di abbraccio? Un abbraccio totalmente gratuito in cui il bambino si sente riconosciuto e amato.

Eppure quando i figli crescono per motivi di educazione e  culturali succede che i figli non si abbracciano più pur avendo un affetto molto forte verso di loro.

Ma non è sufficiente che i genitori parlino di affetto, seppure ne parlino, ma è necessario che questo affetto si incarni e si comunichi, ed il gesto più concreto e intenso è l’abbraccio.

Anche i figli infatti portano tante ferite nel loro cuore. A volte sono le discussioni  familiari, a volte i problemi di ogni giorno, a volte portano dentro le incomprensioni e gli errori dei genitori. L’amore che si manifesta nell’abbraccio è capace di curare quelle ferite.

L’ABBRACCIO AD OGNI FRATELLO

La vita moderna fatta di corse per il lavoro, per inseguire il tempo che non ci basta mai, ci ha fatto dimenticare i momenti di  fermarci  per potersi dedicare ai soggetti deboli, ci sono persone che per malattia, per solitudine, per incomprensioni vivono per anni e anni senza ricevere mai una manifestazione di affetto, a volte sono proprio bambini, anziani, ammalati e finanche giovani. Pensate cosa significa non aver mai ricevuto l’abbraccio di una persona che fosse anche la propria madre.

Dobbiamo imparare a trovare le occasioni di abbraccio per ogni fratello o per ogni sorella che pensiamo ne possa avere bisogno, anche se non sanno di averne bisogno, perché attraverso il nostro abbraccio si esprime anche l’abbraccio di Dio all’uomo.  Dobbiamo abbracciare,  ed essere abbracciati da loro, con un cuore aperto, orientato ad amare, ricco di empatia e simpatia, cordialità e affetto.

L’ABBRACCIO:   SEGNO DI :   GRATUITA’ –  UMILTA’ – PERDONO

Ci vuole tanta umiltà per donare e per accogliere un abbraccio, perché bisogna vincere a volte l’indifferenza per l’altro; a volte bisogna vincere l’indurimento del proprio cuore; a volte perché bisogna oltrepassare i propri pregiudizi e vincere le proprie rigidità mentali; a volte, ancora,  perché bisogna passare sulle offese ricevute e saperle perdonare.  Nell’abbraccio infatti  è nascosto il valore del perdono prima verso se stessi, per superare  quegli schemi mentali che ci impediscono di andare verso l’altro, e poi riuscendo a perdonare chi ci sta di fronte.

L’ABBRACCIO  DI DIO E’ PER OGNI CREATURA

Abbracciarsi nella verità, nella sincerità dei cuori, nel rispetto reciproco, nella gratuità e trasparenza, dunque,  significa rendere Dio vivo e presente. Nell’abbraccio due persone sperimentano l’unità  e l’amore. E nell’unità e nell’amore Dio è sempre presente col suo spirito. Dio è presente anche col suo perdono.

Le braccia distese di Cristo sulla croce non sono il grande abbraccio di Dio al mondo con il suo perdono?

E nella parabola del figliol prodigo non è il Padre che per primo corre incontro al figlio e gli getta le braccia al collo?  “Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò”. (Lc 15,20).

Ogni persona deve aprire il cuore a Dio, il Suo amore è certo e reale, per lasciarsi abbracciare da lui e abbracciarlo con tutto il suo essere, e poi lasciare che questo amore ricevuto fluisca verso ogni fratello, sorella, sposo, figlio in un abbraccio che esprime il senso di gratuità, lo stupore e la gioia dell’incontro, la liberalità generosa e creativa.

CL 09 Ottobre 2014  A.D.                           Giuseppina e Adriano (Gruppo San Domenico Savio – San Cataldo)  

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