Abbracciami-Cap-4-Scheda-3

Vangelo "In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: -- Come il Padre ha amato me, così anch' io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. --- Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Vangelo
“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
— Come il Padre ha amato me, così anch’ io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
— Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

 

LA SIMBOLOGIA DELL’ABBRACCIO DIVINO

(dal libro Abbracciami – cap. IV pag.82/94)

Negli incontri precedenti  abbiamo parlato dell’abbraccio tenero e amorevole di Dio che si manifesta con le micro metafore dell’aquila, del pastore, del medico e con le macro metafore  della paternità, maternità e nuzialità.

In questo incontro parleremo dell’abbraccio di Dio “benedicente” che si svela con l’incarnazione di Gesù nel grembo della Madonna, con la  passione e morte sulla croce e con la resurrezione cioè il dono della salvezza e della vita eterna. Dio abbraccia  e benedice il suo grembo e con Lei  abbraccia e benedice tutta l’umanità.

Iddio  predilige e  vuole bene dolcemente i piccoli, gli indifesi, i deboli, gli umili, i poveri e di loro si fa di loro protettore  come lo è del suo popolo schiavo in Egitto.

Osea( 11,1) ci ricorda” quando Israele era fanciullo io l’ho chiamato e dall’Egitto ho chiamato mio figlio”

L’abbraccio di Dio  ha caratteristiche genitoriali: Israele è come un bambino a cui il padre insegna a camminare, sempre pronto a sostenerlo “A Efraim io insegnavo a  camminare tenendolo per mano … Io li traevo con legami di bontà, con vincoli di amore; ero per loro come chi solleva un bimbo alla guancia, mi chinavo su di lui per  darli da mangiare (vv.3-4)”

Dio da buon genitore è paziente ed amorevole e non indietreggia mai anche quando i figli non lo corrispondono.

Come detto sopra dice preferisce i piccoli per la loro semplicità, genuinità, purezza difatti li sceglie

come suoi collaboratori:

Mosè è ancora neonato quando viene salvato dalle acque del Nilo  nella prospettiva della liberazione del popolo alla schiavitù egiziana(Es.2,3ss).

Samuele sente la voce di Dio che lo chiama ancora giovanetto (Sam 1-3).

David viene scelto tra i suoi  fratelli maggiori (1Sam 16,1-11).

Geremia è eletto profeta delle nazioni prima ancora di essere generato (Ger,1,5) il Giovan Battista è santificato nel grembo materno (Lc 1,44)

Dio scegli i piccoli, i deboli per confondere le menti dei  forti, dei superbi, dei potenti dei troni,

(Lc 1,51-52) ”un fanciullo chiamato a  divenire segno di salvezza per l’intera umanità”

Nella profezia di Isaia (7,14)  si legge : ”Pertanto il Signore vi darà un segno. Ecco la vergine  partorirà un figlio che chiamerà Emmanuele (Dio è con noi )“

La giovane vergine Maria è prediletta  e abbracciata dal Padre, scelta per concepire il Messia, il Re dei cieli che nascerà in una misera grotta  ricevendo la riverenza, devozione, adorazione, amore e doni semplici da poveri e umili pastori.

E’ la giovane Maria che con animo puro, genuino, innocente  all’annuncio dell’Arcangelo Gabriele dà il suo “”SI””  pieno, senza titubanze, incertezze, senza remore, indugi  con gioia  e  risponde:      “ sia fatto di me quello che hai detto, sono la serva del Signore”

Significativo è l’abbraccio  tra Maria ed Elisabetta, esse si salutano con tenerezza, con delicatezza. Elisabetta la saluta pronunciando “”Benedetta sei tu fra tutte le donne e benedetto è il frutto de tuo seno”” e  Maria risponde con il Magnificat:  ”L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Di , mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi  chiameranno beata……(Lc 1, 46-55) .

Il loro è un abbraccio di due grandi madri che hanno accettato pienamente la volontà di Dio. Elisabetta, anziana, porta in grembo il Battista che sussulta nell’udire la voce di Maria e viene ricolmato di Spirito Santo, per preparare successivamente la venuta di Gesù.

Maria è la giovane vergine che porta in grembo il Messia destinato alla salvezza dei popoli  con la sua passione, morte sulla croce e resurrezione.

L’abbraccio tra Maria ed Elisabetta è il passaggio tra il vecchio e il nuovo, Maria è la nuova arca dell’alleanza tra Dio e gli uomini, un abbraccio di benedizione per tutti i popoli, un abbraccio salvifico per il mondo intero.

Il passaggio tra l’antica e nuova alleanza è rappresentato con l’abbraccio di Simeone quando accoglie Gesù nel tempio, non come profeta, ma come il MESSIA, come  figlio di Dio .

Ed infine abbiamo l’abbraccio tra il padre ed il figliuol  prodigo. Quest’ultimo con l’impeto  della gioventù, abbandona la casa paterna e inebriato di libertà, di indipendenza, attratto e offuscato da  alcool, sesso vive una vita scapestrata, sfrenata. Quando capisce i suoi errori, quando sente il vuoto dentro di se e sente la mancanza della casa paterna la manca di Dio, pentito ritorna.

Grandiosa, misericordiosa è la figura del padre che non lo ha mai dimenticato ed in cuor suo ha sempre atteso, sperato e  pregato per il suo ritorno e quando da lontano lo vede corre, lo abbraccia bacia e ordina di fare festa con i migliori ornamenti e  alimenti.

Così è il nostro Padre Santo, ci aspetta sempre e quando noi peccatori ravveduti, pentiti torniamo  a Lui, ci accoglie con un abbraccio misericordioso, amorevole  e ci dona anche serenità, pace nella mente, nel cuore e la salvezza dell’anima.

Il padre del figliuol prodigo non dimentica neanche  il figlio maggiore che si sente tradito dal comportamento del padre ritenendolo ingiusto, imparziale nei suoi confronti. Difatti gli parla, lo rassicura dicendogli che nulla è cambiato fra di loro e ciò che gli appartiene è sempre suo;  lo riconcilia con se stesso, gli fa allontanare l’astio che prova e gli ricorda l’amore fraterno, familiare e  soprattutto  di scusare  il fratello.

Il perdono è un dono di amore che Iddio ci ha regalato  per amare il prossimo, per la pace e serenità dei nostri cuori, animi. Dio  è tenerezza, amore infinito ci perdona sempre, ci accoglie  nel suo abbraccio  anche i carnefici e i ladroni pentiti (Lc 23,42-43)

E’ così l’annuncio della Scrittura ” Anche se i vostri  peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve. Se fossero rossi come porpora diventeranno lana  ( Is 1,18) “

Caltanissetta 07/12/2014  2^ Domenica di Avvento

 Sintesi di Teresa e Giulio Russo

(Gruppo Sacro Cuore – CL)

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza