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Scheda-4.4
“Lo accolse anch’egli tra le braccia e benedisse Dio” (Lc 2,28)

 

Cap 4

L’abbraccio di Simeone

“Lo accolse anch’egli tra le braccia e benedisse Dio” (Lc 2,28)

   Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. 26Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. 27Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, 28anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:

Il Cantico di Simeone

29«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, 30perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, 31preparata da te davanti a tutti i popoli: 32luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».

Profezie di Simeone e di Anna

33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione 35- e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». 36 C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.38 Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

L’OBBEDIENZA DI GIUSEPPE E MARIA ALLA LEGGE

  • – Maria e Giuseppe “obbediscono alle prescrizioni della legge, e lì incontrano lo Spirito          che parla loro attraverso il vecchio Simeone e la profetessa Anna.

Esaminiamo la nostra “obbedienza”, siamo consapevoli che negli strumenti ordinari che la Chiesa ci mette a disposizione possiamo incontrare Dio?

 

LA LUCE DEL CUORE DI ANNA E SIMEONE

  • Simeone e Anna hanno quello sguardo di luce che gli permettere di riconoscere Gesù. Altri avevano visto questa coppia di sposi ma solo loro vedono con occhi diversi.

La frequentazione che abbiamo con le scritture e i sacramenti ci dà questo sguardo di luce per cogliere la presenza e l’azione del Signore nelle varie situazioni e contesti della vita?

Ho quello stesso sguardo di luce che viene dal cuore?

 

IL “SENSO” DELLA VITA NEL CANTICO DI SIMEONE

  3     – Simeone “in un attimo” dà  un senso a tutta la sua vita: ora egli può anche chiudere gli occhi e andarsene in pace. La nostra fede da questo “senso”, orientamento, alla nostra vita? Per meglio dire: ciò che vale veramente la pena di essere vissuto sopra ogni cosa è il mio incontro col Signore? San Paolo direbbe in altre parole: ”tutto io considero una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù”.

Cos’è che per noi ha veramente più valore?

 

L’ABBRACCIO A GESU’ DI ANNA E SIMEONE E IL SUO RI-ABBRACCIO NELLA GIOIA DEI LORO CUORI

  • – Simeone e Anna, per un momento, abbracciano Gesù. Ed essi a loro volta sono riabbracciati dal Signore in un abbraccio di gioia, di pace, di soddisfazione totale.

Come abbraccio Gesù?

Come mi sento ri-abbracciato da Lui nella mia vita?

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza