Abbracciami-Cap-5-Parte-2

Abbracciato dall'amore
Abbracciato dall’amore

SACRAMENTALITA’ DELL’ABBRACCIO

Cap V  Testo Abbracciami – Seconda Parte

 

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“La sua destra mi abbraccia”(Ct 2,6; 8,3)

Egli mi conduce nella casa del vino,

il suo vessillo su di me è amore!

Sostenetemi con focacce d’ uva passa

Ristoratemi con succo di arance,

perché io sono malata d’amore!

La sua sinistra è sotto il suo capo,

e la sua destra mi abbraccia (Ct 2,4)

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 Questi versi si ricollegano al prologo iniziale del poema. E’ un duetto dove i due sposi assumono un tono di tenerezza appassionata nel loro dialogo, un’esaltazione di lode che evince, prevale e sprofonda nell’amore vivo. Chi parla nei versi di questo duetto è la donna che agogna e quindi fa la sua richiesta di essere condotta, portata, nella “casa del vino”, la cantina, che altro non è che il banchetto di nozze, per suscitare, ricreare in maniera suggestiva l’intimità nuziale.

La relazione tra il vino e l’amore, usate all’inizio del poema come  tenerezza appassionata, fine al dialogo, vengono riproposte ma  con un significato diverso, più profondo, più  intrinseco: la complicità di due sposi in figura di amanti, quindi, non più solo un amore platonico ma un completamento nel donarsi  nell’amore fisico, con l’apertura al futuro nella “casa del vino” che è la casa nuziale, nonché luogo dell’amore.

La giovane sposa vede il suo sposo come un vessillo , velo di colore rosso segno della libertà e della fede, che l’avvolge e diventano un corpo e un’anima sola nella loro unione sponsale.

Inebriata da questi sentimenti , dal pensiero della “casa del vino” che è il simbolo del loro nido d’amore, si percepisce il segno visibile della “malattia d’amore” che ha colpito la donna: << Io sono malata d’amore, aiutatemi, sostenetemi per ora con il cibo che sazia aspettando il fatidico momento >>. E’ qui, in questi ultimi versi, che si raggiunge l’apice della massima espressione e descrizione  dell’abbraccio. << La sua sinistra è sotto il suo capo, e la sua destra mi abbraccia >>, un abbraccio che è abbandono l’uno nell’altra, non più IO, TU  ma NOI, un abbraccio speciale e affascinante, due corpi che abbandonati alla tenerezza dell’abbraccio emergono;  tutto si annulla, tutto si dimentica. Nella scena, in primo piano, solo due giovani che si aprono ad un amore senza tramonto, dentro un quadro di beatitudine dove l’istante dell’abbraccio vissuto in quel momento diventa eterno.  Un  quadro analogo ritorna nel quinto canto, dove la sposa chiede allo sposo di educarla nell’arte dell’amore con l’intreccio dell’intimità dell’abbraccio colmo di tenerezza. Il primo anello, l’attesa, con la tenerezza dell’abbraccio; il secondo anello, l’abbandono totale nell’intimità sponsale in un abbraccio estatico pieno di tenerezza, trascendente in un tempo non più definito ma sono i protagonisti che lo colgono e lo trasformano in un presente ,passato e  futuro. Abbracciandosi, essi si amano, ma l’amore è molto più del loro stesso abbraccio, un abbraccio che da inizio ad un percorso senza fine, alimentato da una fiamma divina (Yah). L’amore è rappresentato con la metafora di un fuoco di vampe di fuoco, un fuoco divino, un fuoco che arde e si accende nel  cuore dell’uomo e della donna, attirandoli l’uno verso l’altra. L’unione di questi due cuori emana una vampata invincibile: la sposa chiama, evoca  il Signore consapevole che questa fiamma d’amore viene solo da lui. Infatti  viene da lui, si fonda su di lui e vive di lui.

LO STRINSI FORTE E NON LO LASCERO’

Nel versetto 3 riappare, con un quadro scenico diverso, l’abbraccio sponsale visto da una ragazza che cerca ovunque il suo amato, nelle realtà del giorno e nei sogni della  notte. Essa vive il dramma dello smarrimento  angoscioso, la tenacia della ricerca e la gioia del ritrovamento. La ragazza si sente una sposa che cerca il suo amato. Nella mente un solo pensiero: “Voglio cercare l’amore dell’anima mia”. Dopo tanto camminare angosciata il brutto sogno finisce, finiscono le notti insonni e nasce un nuovo giorno. La ricerca viene premiata con il ritrovamento dell’amato. Nuovi sentimenti emergono, non più di ricerca ma di affetto e possesso. I verbi che incontriamo sono molto forti : afferrare, stringerlo con forza in un abbraccio intenso: <<lo strinsi forte e non lo lascerò>> e qui giunge il momento culminante dell’intimità.  Il sogno della sposa è quello di abbracciarsi nell’intimo delle sue origini con una nuova alleanza d’amore, dentro la stanza della madre, il luogo nel quale lei per la prima volta ha detto il suo sì alla vita, il luogo dove sua madre l’ha concepita per amore di Gesù; e qui che incomincia a vivere e dove inizia una nuova esistenza con il suo amato. Un abbraccio per dire “rinasco di nuovo con te” e nell’intimità di questo abbraccio silenzioso, chiamato “Amore”, “Amante”, “Estasi” , che nulla e nessuno può distruggere e rovinare, un voglio vivere reciproco per tutta la vita.

                                                                                            (Nuccia e Salvatore Gruppo – San Cataldo)

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