Abbracciami-Cap-6-Parte-1

Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore? Il Signore ...
Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore?

Abbracciami

Capitolo  6  Parte Prima

Attendere la Parola

Signore, la tua bontà mi ha creato, la tua misericordia ha cancellato i miei peccati, la tua pazienza fino ad oggi mi ha sopportato. Tu attendi, o Signore misericordioso la mia conversione e io attendo la tua grazia  per raggiungere attraverso la conversione una vita secondo la tua volontà.

Vieni in mio aiuto, o Dio che mi hai creato e che mi conservi e mi sostieni. Di te sono assetato, di te sono affamato, te desidero, a te sospiro, te bramo aldi sopra di ogni cosa. Amen

 

(Anselmo di Aosta)

 

In ascolto della Parola

  • Mi ha introdotto nella cella del vino e il suo vessillo su di me è amore. 5Sostenetemi con focacce d’uva passa, rinfrancatemi con mele, perché io sono malata d’amore. 6La sua sinistra è sotto il mio capo e la sua destra mi abbraccia. 7Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, per le gazzelle o per le cerve dei campi: non destate, non scuotete dal sonno l’amore, finché non lo desideri.(Ct 2,4-7)
  • Ti condurrei, ti introdurrei nella casa di mia madre; tu mi inizieresti all’arte dell’amore. Ti farei bere vino aromatico e succo del mio melograno. 3La sua sinistra è sotto il mio capo e la sua destra mi abbraccia.  (Ct 8,2-3)

Provocati  dalla Parola

Il Cantico dei Cantici, brevissimo libro in 8 capitoli e 117 versetti, è una sinfonia di canti dell’incontro di due innamorati. I due protagonisti, senza un vero nome, sono tutte le coppie della storia che vivono e ripetono il miracolo dell’amore. Tutto è personale nel cantico: “portami con te”, “amore dell’anima mia”, ”il mio amato è mio e io sono sua”; anche i suffissi hanno una intensità straordinaria.

L’amore del cantico è grande, invincibile, perché è fuoco che viene da Dio, e viene da Dio perché “Dio è amore”, l’amore è come una fiamma, fiamma del Signore.   Il v. 2,6 mostra un vivo dialogo d’amore e di lode tra gli sposi. In questa pericope , in particolare è la donna  che aspira ad essere condotta nella “casa del vino”, la cantina, immagine del banchetto di nozze ed evocazione dell’intimità nunziale. Vino e amore sono strettamente legati in relazione all’incontro amante tra i due e alla loro apertura al futuro. La “casa del vino” è il luogo  dell’amore e, simbolicamente diventa il segno visibile della “malattia d’amore” che  ha colpito la donna: “io sono malata d’amore”; malattia che le consente di chiedere focacce di uva passa e succo d’arance per potere essere sostenuta.

Ma, di straordinaria bellezza è la descrizione dell’abbraccio tra i due. Viene infatti rappresentato come un abbandonarsi l’una all’altro in un “noi” speciale e pieno di fascino. Il quadro si completa nel v. 2,7 dove i due giovani vivono una beatitudine  che li trasfigura e li apre ad un amore senza tramonto eternizzando l’istante vissuto in quell’abbraccio.

Un quadro analogo al primo lo ritroviamo al v.8,2-3  dove la sposa anela all’intimità con lo sposo e chiede che egli lo educhi all’arte dell’amore, in un abbraccio estatico, colmo di tenerezza.

L’Abbraccio nuziale

E’ importante mettere in evidenza il significato e la valenza dell’abbraccio nunziale. Il contatto fisico  rappresenta il principale linguaggio dell’amore di coppia e della sua piena realizzazione. Il contatto pelle a pelle  coinvolge tutto l’io spirituale-corporeo degli sposi, i loro sensi e la loro sensibilità. L’abbraccio in particolare  non essendo circoscritto a un’area limitata tocca la totalità del partner comunicando informazioni al centro emotivo del cervello trasmettendo sensazioni positive all’io spirituale-corporeo. Gli sposi cristiani,  che hanno celebrato il sacramento delle nozze,  hanno ricevuto il dono dello Spirito Santo che li ha innalzati al di sopra di sé per imparare ad amarsi come Cristo ama la Chiesa. L’abbraccio nunziale quindi è la via maestra per rendere viva  e operante la grazia dell’evento nunziale.

Abbracci mancati

….Quante volte ho desiderato un abbraccio……abbraccio che mi fa star bene tutto il giorno……..Senza il tuo abbraccio mi sento persa……ho bisogno di te….. che tu mi stringa a te……….     Questo può essere il grido di una sposa che esprime il dolore  nel caso di abbracci mancati. Una loro prolungata assenza  conduce a creare dei muri fino a sentire il partner lontano o addirittura estraneo. Lo smarrimento del “noi” conduce presto alla monotonia; tutto compreso la sessualità diventa cosa ovvio, scontato e intollerabile. Si ha l’annullamento della coniugalità creativa che consente agli sposi  di rinnovarsi, ogni giorno, nella freschezza del loro amore.

Il linguaggio degli abbracci è, dunque, indispensabile per una nunzialità che voglia condurre gli sposi a reinnamorarsi ogni giorno. Quando questo linguaggio è ridotto al minimo o addirittura cancellato perché ritenuto inutile o frutto di sentimentalismi ingenui, si è difronte ad un segnale di pericolo. In questo caso non bisogna scoraggiarsi, ma piuttosto intraprendere una sana terapia dell’abbraccio.

La cosa più importante che si può fare nei confronti del coniuge in un momento di crisi è amarlo. Se il linguaggio d’amore principale è il contatto fisico nulla è più importante per lui che abbracciarlo mentre piange.  Il contatto fisico comunicherà al partner ciò che le parole non sono capaci di dire, e sarà ricordato molto tempo dopo che la crisi sarà passata. Grazie all’abbraccio  ci si perdona, torna il sorriso e la gioia di amarsi.

La sua sinistra mi abbraccia (Ct 2,6; 8,3)

“La sua sinistra è sotto il mio capo e la sua destra mi abbraccia” …..questo versetto che nel “Cantico dei Cantici” leggiamo come un ritornello i n diversi momenti, indica il desiderio che arrivi finalmente il giorno tanto atteso e si attui quell’intimità nunziale a cui entrambi anelano con tutto il loro affetto. La ragazza vive anticipatamente l’ebrezza di quest’incontro, e lo descrive come una stretta avvolgente che la fa fremere  in tutte le fibre del suo essere.

Il corpo è l’arpa dell’anima, è responsabilità dell’uomo e della donna trarne dolce musica oppure suoni confusi….la dolce musica è un arcobaleno di colori, è intimità, felicità, freschezza, piacere.

(per l’approfondimento leggi : ABBRACCIAMI di Carlo Rocchetta; capitolo 6 d pag.115 a pag.123)

La parola alla  Chiesa

Tertulliano, padre della chiesa vissuto nel terzo secolo, scrisse il “trattato alla moglie” dedicandolo alla sua sposa. E’ una specie di testamento spirituale dove egli trasfuse la sua grande stima per il matrimonio cristiano. Così egli si esprime:

Come descrivere la felicità del matrimonio celebrato davanti alla Chiesa, confermato dal sacrificio eucaristico e sigillato dalla benedizione, al quale assistono gli Angeli e il Padre celeste accorda la sua Grazia?  Che bella coppia formano due credenti che condividono la stessa speranza, lo stesso ideale, lo stesso modo di vivere, lo stesso spirito di servizio! Ambedue fratelli, ambedue al servizio del Signore, senza alcuna divisione nella carne e nello spirito. Sono infatti, due in una sola carne. Essendo una sola carne sono altresì un solo spirito: insieme pregano, insieme si prostrano, insieme fanno penitenza; a vicenda si istruiscono e si esortano, a vicenda si  sostengono. Ambedue intervengono alla santa assemblea insieme partecipano alla mensa divina. Sono uniti nella prova e nella gioia. Uno non si nasconde all’altro, non sfugge all’altro, non è dipeso all’altro. Volentieri visitano chi è malato, aiutano chi ha bisogno. Donano con generosità, si prodigano con  sincerità, attendono agli impegni quotidiani con serietà, non sono muti quando si tratta di lodare il Signore.  Cristo, che tutto vede e ascolta, gioisce; e invia la sua pace. Dove sono loro due, ivi è Cristo; e dov’è Lui non c’è posto per il maligno. (alla moglie 2,6-9).

Testimonianze

Ecco alcuni  trafiletti tratti dalle lettere che santa Gianna Beretta Molla scriveva a Pietro Molla,  durante il periodo di fidanzamento. E poi una breve riflessione di Carlo Maria card. Martini

“Carissimo Pietro, …è meraviglioso, quando si è in alto in alto, con un cielo sereno, la neve bianchissima, come si gode e si loda Iddio.

Pietro, tu già lo sai, mi sento così felice quando sono a contatto con la natura così bella, che passerei delle ore in sua contemplazione.”………  tua Gianna.

 

“… Pietro carissimo, tu sai che è mio desiderio vederti e saperti felice; dimmi come dovrei essere e ciò che dovrei fare per renderti tale.

Ho tanta fiducia nel Signore e son certa che mi aiuterà ad essere la tua degna sposa.

Mi piace spesso meditare il brano dell’Epistola della Messa di S. Anna – “La donna forte chi la troverà?…… Il cuore di suo marito può confidare in lei… non gli farà che bene, né mai gli recherà danno, per tutto il tempo della vita” ecc –

Pietro, potessi essere per te la donna forte del Vangelo! Invece mi pare e mi sento debole. Vuol dire che mi appoggerò al tuo braccio forte. Mi sento così sicura vicino a te!”………    tua Gianna.

 

 “…Mancano solo venti giorni e poi sono…Gianna Molla! Che diresti, se per prepararci spiritualmente a ricevere questo Sacramento facessimo un triduo? Nei giorni 21 – 22 – 23 S. Messa e S. Comunione, tu a Ponte Nuovo, io nel Santuario dell’Assunta. La Madonna unirà le nostre preghiere, desideri, e poiché l’unione fa la forza, Gesù non può non ascoltarci ed aiutarci. Sono certa che dirai di sì, e ti ringrazio.” ………  tua Gianna.

“…Quello che emerge dalla lettura delle lettere di Gianna è un genuino quadretto di “vita familiare secondo il Vangelo”. Come tale, si fonda sul presupposto che la scelta e la vita matrimoniale è grazia e vocazione; trova nel matrimonio il fondamento, il paradigma e il modello di tutta l’esperienza di coppia e di famiglia; si esprime attraverso una vita di fede, di dialogo con Dio, di servizio all’uomo.

Così è stato per Gianna, donna testimone del Vangelo come sposa e madre, che anche nella vita coniugale ha riconosciuto in Gesù il suo riferimento privilegiato…

Le Lettere al marito sono una testimonianza preziosa di spiritualità coniugale e familiare, come autentico cammino di santità: una spiritualità – come ricorda il Direttorio di pastorale familiare per la Chiesa in Italia – “fondata sul sacramento del matrimonio e continuamente alimentata e plasmata dall’Eucaristia”, che “si attua e si esprime non al di fuori della vita coniugale e familiare, ma all’interno di essa, attraverso la realtà e gli impegni quotidiani che la caratterizzano, nella fedeltà a tutte le esigenze dell’amore coniugale e familiare e nella loro gioiosa attuazione”(n. 112)… Carlo Maria card. Martini

 

Domande per la condivisione

Come vivete nella vostra coppia il linguaggio dell’abbraccio e della tenerezza? Come un sentimentalismo ingenuo da ragazzi che può essere evitato o come fiammella che ogni giorno deve alimentare il grande fuoco del vostro amore?

Nella quotidianità  sentite la presenza di Cristo che tutto vede e ascolta e gioisce; e invia la Sua pace?

Hai mai riflettuto sul fatto che il rapporto di coppia non è un cammino che l’uno fa verso l’altro, ma piuttosto un cammino che insieme si fa verso Dio?

Impegno da assumere

Alla luce di quanto detto in questo incontro quale impegno voglio assumere per vivere e migliorare il mio rapporto di coppia?

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza