03-La Fede nella Vita di Coppia

Madonna della neve Frosinone La famiglia cristiana ha il compito di approfondire l’esperienza di uno specifico itinerario di fede rivolto alla coppia
Madonna della neve Frosinone
La famiglia cristiana ha il compito di approfondire l’esperienza di uno specifico itinerario di fede rivolto alla coppia

 

SINTESI DELLA PREDICAZIONE DI DON MARIO CASCONE AL RITIRO QUARESIMALE DEL 10 MARZO 2013

 

LA FEDE NELLA VITA DELLA COPPIA E DELLA FAMIGLIA

“La fede è certezza delle cose che si sperano, prova di quelle che non si devono” (Eb 11,1)

 

Prima di analizzare l’importanza della fede nella vita della coppia e della famiglia, vediamo che cosa è e che cosa non è la fede :

Cosa non è la Fede ?

La Fede non è credere a delle verità astratte; ad una filosofia; nelle proprie emozioni e sentimenti (oggi mi sento bene e credo, domani sto male e dubito); la Fede non è credere ad una mano divina, o ad una forza oscura (fato/destino).

Cos’è la fede ?

La Fede è un dono gratuito di Dio ricevuto nel battesimo ed ha un valore inestimabile, ma come tutti i doni, c’è chi lo accoglie e chi lo rifiuta, va costantemente alimentata con la preghiera personale e di coppia, vita sacramentale ordinata e l’impegno missionario. Unisce la nostra impotenza alla Sua Onnipotenza. Possiamo sinteticamente suddividere la fede in tre punti:

  1. Credere : Credere non in qualcosa di astratto, una forza attiva, un sentimento vago, un portafortuna, una energia, ma è necessario credere in Qualcuno, una persona concreta che cambia la vita : Cristo Gesù;
  2. Confidare : Aver fiducia in Gesù, fidarsi del Suo messaggio e delle Sue promesse, ben sapendo che quel progetto si realizzerà nella nostra vita secondo i Suoi benevoli disegni e secondo i Suoi tempi, mediante il Suo ascolto fiducioso;
  3. Dipendere : Ubbidire alla Sua Parola, facendo la Sua volontà, anche quando ci costa caro, andando controcorrente a certi stili di vita contrari al messaggio evangelico o atteggiamenti di devozionismo e religiosità vuota.

Fatta questa premessa, scendiamo ora nel contesto della fede vissuta dalla coppia e dalla famiglia, in tal senso ci viene in aiuto il Beato Giovanni Paolo II con la Familiaris Consortio, dove al n°  51 così scriveva: “ Soltanto nella fede i coniugi possono scoprire e ammirare in gioiosa gratitudine a quale dignità Dio abbia voluto elevare il matrimonio e la famiglia, costituendoli segno e luogo d’amore tra Dio e gli uomini, tra Gesù Cristo e la Chiesa sposa.”(F.C. n° 51).

Ma di quale fede parlava il Papa ? Non certo di quella fede tradizionale animata da devozionismi la quale seppur contiene una parte di buoni propositi, deve sfociare in una fede matura. Oggi, assistiamo ad una notevole crescita nella cultura e nella formazione scolastica e di pari passo stiamo vivendo un periodo di grande ignoranza della fede, l’opera di scristianizzazione ha raggiunto da tempo il nostro paese. Chiedendo oggi a tanti fidanzati perchè intendono sposarsi in Chiesa, spesso ci si sente rispondere: per ricevere la benedizione di Dio. Sposarsi in Chiesa, consiste nel celebrare il sacramento del matrimonio che rende i coniugi  ministri del matrimonio e segno efficace di salvezza per la Chiesa e la società. Infatti S. Giovanni Crisostomo diceva: Il talamo nuziale è come la Croce di Cristo, poiché così come Cristo si è donato sulla croce per l’umanità, allo stesso modo i coniugi si donano vicendevolmente con un atto di oblazione d’amore. La donazione reciproca degli sposi è un richiamo permanente di ciò che è accaduto sulla Croce.

Alla luce di quanto sopra, possiamo affermare che l’amore di Cristo è:

  • Indissolubile: nessuno può spezzare il legame d’amore tra Cristo e l’umanità;
  • Fedele: Cristo rimane fedele all’uomo nonostante i nostri peccati;
  • Fecondo : Crea vita, in tutti gli ambiti del cuore dell’uomo.

Allo stesso modo il vincolo coniugale cristiano è anch’esso: Indissolubile, Fedele, Fecondo e chi non ha fede o vive una fede tradizionale, celebra un matrimonio valido dal punto di vista canonico, ma infruttuoso dal punto di vista della fecondità, poiché il rapporto sarà da animato solo dalla fragile e limitata razionalità.

l rapporto sarà da animato solo dalla fragile e limitata razionalitàa della fecondità, poichè  per ricevere una benedizione La Fede infatti aiuta i coniugi a vedersi secondo l’ottica di Dio, guardandosi come un dono di Dio l’uno per l’altro. Con la stessa intensità in cui si vive il proprio rapporto con Dio, allo stesso modo dev’essere vissuto il rapporto con l’altro amando il coniuge e i figli fino a dare tutto se stessi.

La Fede aumenta la fiducia reciproca degli sposi, poiché così come ci si allena alla fiducia in Dio, con animo sereno ci si apre alla fiducia dell’altro. Uno dei segni tangibili di fedeltà è la fede nuziale che in maniera maldestra oggi spesso viene tolta dal dito per una scusa qualunque quasi per non sentire il peso e la responsabilità della fedeltà. Sarebbe opportuno ripetere spesso la formula del rito del matrimonio, per ricordare gli impegni che si sono assunti il giorno del matrimonio e testimoniare tale fedeltà portando al dito l’anello nuziale.

La Fede fa vivere il cammino matrimoniale come itinerario di santità, superando le prove della vita con quella fiducia cieca che Gesù non tradisce. Il Papa emerito benedetto XVI nel 2008 ha beatificato i coniugi Martin genitori di Santa Teresina del Bambin Gesù, i quali educarono i figli alla vita di fede e di preghiera come un vero stile di vita di santità genitoriale, che sfociò nella consacrazione delle quattro figlie alla vita religiosa, visto che per ambedue i coniugi fu respinta la domanda di ammissione alla vita religiosa. Il progetto di Dio per queste due anime non era quello di consacrarsi al Signore singolarmente, sperimentare la chiamata alla santità mediante il matrimonio.

La Fede deve plasmare tutta la vita matrimoniale veicolando le scelte e le decisioni di tutta la famiglia con degli atteggiamenti specifici:

  • La Fede deve essere contagiosa per essere trasmessa sia ai figli e a tutti gli altri;
  • La Fede deve essere dinamica, non è statica, o cresce o diminuisce, per tale motivo nessuno può dire di aver sempre la stessa fede, ma si deve alimentare costantemente attraverso la preghiera personale e di coppia, l’ascolto della Parola di Dio, vita sacramentale sana, vita comunitaria e impegno missionario;
  • La Fede deve essere professata apertamente con equilibrio e senza eccessi o costrizioni di fanatismo che rasentano la violenza psicologica, senza assumere atteggiamenti incoerenti con quello che si professa. Infatti la testimonianza di vita è l miglior modo di professare apertamente la fede, così come suggerisce il Card. Tettamanzi : “E’ meglio essere cristiani senza dirlo, anziché dirlo senza esserlo”.

 

LA TRASMISSIONE DELLA FEDE IN FAMIGLIA

La trasmissione della fede in famiglia, non può essere delegata solo alla Parrocchia, ma la famiglia è il primo ambiente in cui il bambino impara ad essere persona umana, prima scuola di umanizzazione del figlio. Infatti i primi anni di vita per i figli sono fondamentali, poiché si comincia sin da piccolissimi ad iniziare il processo educativo e la trasmissione della fede. Infatti in famiglia si sperimenta :

  • La Gratuità dell’Amore di Dio : l’amore che si diffonde in famiglia tra coniugi e genitori figli è gratuito come l’Amore di Dio, cosa non  farebbero i genitori per amore dei figli ?
  • La Trascendenza dell’Amore di Dio : tutti quegli atteggiamenti amorevoli che vanno al di là delle parole, gesti concreti di tenerezza, abbracci, carezze, gentilezza ecc.

La Fede aiuta i coniugi ad amarsi e lo facciano visibilmente in modo tale che i figli lo vedano, affichè maturino atteggiamenti sereni e veritieri in merito al matrimonio cristiano con atteggiamenti carezzoli, abbracci ecc;

La Fede aiuta i genitori ad amare i figli in maniera personalizzata, poiché i figli non sono uguali, sono creature uniche originali ed irripetibili. I figli vanno amati per quello che sono e non per come li vorrebbero i genitori. E’ altamente devastante nel processo educativo (che dev’essere sempre condiviso tra i genitori) fare confronti tra figli (es. : tuo fratello è più bravo di te, queste non le ha mai fatte ecc). Ogni amore per il figlio/a va celebrato calibrandolo su quella specifica personalità rendendolo visibile ognuno per la propria parte.

La Fede aiuta i genitori a saper attendere i ritmi di crescita dei figli, pretendendo spesso atteggiamenti non corrispondenti alla crescita.

La Fede aiuta i genitori ad instaurare con i figli un sereno clima comunicativo, evitando di infondere atteggiamenti di sfiducia o comunicazione di tipo direttivo (tu devi fare….ecc.) con una comunicazione intrisa di gentilezza e verità.

La Fede aiuta i genitori a saper chiedere scusa ai figli poiché nessuno è infallibile.

La Fede aiuta i genitori a passare da una fede individualista ad una fede condivisa in famiglia, cominciando a pregare con i figli sin da piccoli, con la preghiera prima dei pasti anche davanti ad eventuali ospiti, oppure sempre a tavola si può condividere il Vangelo della domenica vincere il pudore per pregare in coppia.

La Fede aiuta il coniuge credente innanzi al coniuge non credente, con atteggiamenti di rispetto profondo e sincero, perché la fede non si può imporre a nessuno. La testimonianza personale, è la migliore predicazione al coniuge non credente, i fatti e non solo parole. Ma di pari passo è necessario pregare il Signore affinché  permetta un incontro personale con l’anima del coniuge non credente, in fondo non esiste un ateismo totale, ma un cristianesimo da scoprire attraverso un incontro personale con Gesù.

La Fede aiuta l’ascolto nella coppia e nella famiglia, che può essere di tre tipi:

  • L’ascolto conoscitivo : si basa sulle informazioni che riceviamo;
  • L’ascolto emotivo : non si limita ad ascoltare solamente le parole, ma anche a sentire le emozioni di chi ci parla, guardarlo negli occhi entrando in empatia con l’altro;
  • L’ascolto esistenziale: sentire su di se la condizione dell’altro caricandosi i pesi e immedesimandosi nella vita dell’altro.

Questi tipi di ascolto sopra indicati, devono essere applicati anche all’ascolto di Dio, si può concludere dicendo : chi sa ascoltare Dio, sa ascoltare anche l’altro.

 Ritiro Quaresimale Oasi Cristo Re

Caltanissetta 11/03/2013 A. D.

Don Mario Cascone

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza