06-Coniugi Beltrame-Quattrocchi

La prima coppia sposata ad essere stata beatificata dalla Chiesa Cattolica. Non può più essere accettabile che venga negato il giusto riconoscimento alla santità silenziosa e normale di tanti padri e madri. Sono le parole di Giovanni Paolo II nell'ottobre del 2001
La prima coppia sposata ad essere stata beatificata dalla Chiesa Cattolica.
Non può più essere accettabile che venga negato il giusto riconoscimento alla santità silenziosa e normale di tanti padri e madri.
Sono le parole di Giovanni Paolo II nell’ottobre del 2001

 

“GLI SPOSI BELTRAME QUATTROCCHI, UN MAGNIFICAT DELLA VITA CONIUGALE”

E’ la prima coppia dell’età moderna ad essere innalzata agli onori degli altari: modello, segno e profezia di una Chiesa protesa sotto la guida di Maria, alla santificazione di ogni famiglia cristiana.

Non hanno fondato congregazioni, non sono partiti missionari per terre lontane, semplicemente hanno vissuto il loro matrimonio come cammino verso Dio, facendosi santi. Il Beato Giovanni Paolo II li ha beatificati il 21 ottobre del 2001, nel 20° anniversario della Familiaris Consortio. In quell’occasione, per la prima volta nella storia della Chiesa, abbiamo visto elevata alla gloria degli altari una coppia di sposi, Luigi e Maria Luisa, beati “non malgrado il matrimonio, ma proprio in virtù di esso”. Il 12 febbraio 1994, nel dare inizio presso il Tribunale per le cause dei Santi del Vicariato di Roma, alla loro causa di canonizzazione, il Card. Ruini così li presentava:”I due avevano cristianamente consacrato il loro amore coniugale e la grazia del sacramento nuziale, li ha sempre sostenuti mirabilmente nel formare e crescere la loro famiglia”. Il Beato Giovanni Paolo II  si mostrò particolarmente lieto di questa circostanza, perché da tempo desiderava un cammino di santità realizzato da una coppia di sposi, da additare ai fedeli. La beatificazione dei coniugi, è avvenuta non a caso, in occasione della “Giornata della Famiglia”, segnando una svolta “storica”, sul modo comune di concepire la santità: non soltanto appannaggio di suore, sacerdoti e singoli fedeli, ma un cammino aperto e praticabile da tutti gli sposi cristiani, sulla scia dei neo-beati, una coppia borghese che visse a Roma nella prima metà del Novecento.

Un matrimonio benedetto da quattro figli consacratisi al Signore

Luigi Beltrame era nato a Catania il 12 gennaio 1880; adottato da uno zio senza figli, che gli aggiunse il suo cognome, Quattrocchi, si trasferisce con lui a Roma dove studia giurisprudenza. Qui conosce Maria Luisa  Corsini, figlia unica di genitori fiorentini, una ragazza piena di doti:colta, sensibile e raffinata, amante della letteratura, della musica e dell’arte. Le nozze vennero celebrate nella Basilica di Santa Maria Maggiore il 25 novembre del 1905. L’anno seguente nasce il promo figlio, Filippo e così via gli altri 3. Crescendo abbracceranno tutti e 4 la vita religiosa. Papà Luigi, avvocato generale dello Stato, fu professionista stimato e integerrimo; lei mamma Maria Luisa, una scrittrice assai feconda di libri di carattere educativo. Entrambi, avevano a cuore i problemi della società e della nazione: animatori dei gruppi del Movimento di Rinascita Cristiana, avevano aderito anche al Movimento”Per un mondo migliore” di P. Lombardi. Luigi fu amico di Don Sturzo e di Alcide De Gasperi; senza mai prendere la tessera di un partito, esercitò l’apostolato nella testimonianza cristiana nel proprio ambiente di lavoro, laicista e refrattario alla fede, nella profonda bontà che ebbe nel trattare con tutti, soprattutto con i “lontani”, nella sollecitudine verso i bisognosi che bussavano quotidianamente alla sua porta di casa, in via Depretis, sul colle del Vicinale.

Maria Luisa, infermiera volontaria della Croce Rossa, durante le guerre si prodigò instancabilmente per i soldati feriti; catechista attivissima per le donne della parrocchia di san Vitale, organizzò corsi per fidanzati, autentica novità pastorale per quei tempi, quando il matrimonio veniva considerato come qualcosa di scontato, che non esigeva approfondimento né preparazione. Maria Luisa svolse anche un’intesa opera di apostolato con la penna, fece parte dell’Azione Cattolica e di altre aggregazioni di quel tempo.

Appuntamento con il dolore

La serenità della famiglia viene scossa sul finire del 1913, quando Maria è per la quarta volta in attesa, per i  disturbi seri che incontra, vengono interpellati due tra i migliori ginecologi di Roma che consigliano perentoriamente “l’aborto per tentare di salvare almeno la madre”. Le possibilità di sopravvivenza con la diagnosi di placenta previa erano all’epoca appena del 5%. Il rifiuto dell’aborto da parte di ambedue i coniugi fu unanime, affidandosi totalmente alla Provvidenza di Dio con tutta la loro fede. Luigi sa che il bambino che potrebbe nascere ma lui resterebbe certamente vedovo. I mesi della gravidanza sono un rosario di sofferenza e di angoscia preparati al momento che li attendeva. Anche i piccoli capiscono che la mamma potrebbe morire. Dio risponde al di là di ogni umana speranza e così nasce la piccola Enrichetta, la mamma è salva accanto a lei. E’ il lunedì santo del 1914. Questa esperienza di fede nel Signore, la dice lunga quanto al rapporto dei due coniugi con Dio, con notevole crescita nelle virtù cristiane. Prima del matrimonio, Luigi  pur avendo incomparabili virtù di onestà, dedizione e altruismo, non aveva un grande fervore di fede. Dopo questa esperienza, Luigi e Maria partecipano alla Messa e ricevono l’Eucaristia. Trovano sempre il tempo di pregare insieme durante la giornata, alla sera recitano il Rosario con tutta la famiglia.

Uno stile di vita coniugale

 

Non è certo possibile riassumere in poche righe la straordinaria vicenda umana e spirituale dei santi coniugi Beltrame Quattrocchi, la loro esistenza di sposi fu una cammino di santità, un andare verso Dio attraverso l’amore del coniuge. Mezzo secolo di vita insieme, senza mai un attimo di noia, stanchezza e monotonia, ma hanno saputo conservare sempre sapore continuo della novità, il loro segreto ? La preghiera.

Ogni mattina uscendo dalla SS. Messa “mi dava il buongiorno come se la giornata soltanto allora avesse ragionevole inizio. Ed era vero…” ricorda Maria in Radiografia di un matrimonio, il suo libro capolavoro. La recita serale del S. Rosario, l’adorazione notturna, la consacrazione al Sacro Cuore di Gesù solennemente intronizzato al posto d’onore nella sala da pranzo, queste ae altre pie pratiche dei santi coniugi.

Il loro esempio, la loro profonda vita di fede, la pratica della preghiera quotidiana ebbero in famiglia i propri effetti sui figli, che si sentirono tutti e quattro chiamati dal Signore alla vita consacrata. Non senza ragione, perché “la famiglia che è aperta ai valori trascendenti, che serve i fratelli nella gioia, che adempie con generosa fedeltà i suoi compiti ed è consapevole della sua quotidiana partecipazione al mistero della Croce gloriosa di Cristo, diventa il primo e il miglior seminario di vocazione alla vita consacrata al Regno di Dio”, come sapientemente sosteneva il Beato Giovanni Paolo II nell’Esortazione Apostolica Familiaris Consortio al n° 53, che consigliamo di leggere soprattutto noi genitori e sposi, poiché questa esortazione costituisce la magna charta della pastorale familiare della Chiesa del terzo millennio

Per amore di Gesù e della Madonna Benedetta

 

Nel progetto di Dio il matrimonio è vocazione alla santità e offre tutti i mezzi per raggiungerla, la santità che la Chiesa addita ai fedeli è quella di “Si è santi-ha detto Giordano Muraro- non perché si vive inchiostri odorosi di incenso o curando infermi: ma perché si ama”. L’amore è possibile a tutti, anzi il matrimonio e la famiglia sono naturalmente luoghi d’amore. Lo sposato/a può dire a se stesso/a “Dio mi ha mandato nella vita della persona di cui mi sono innamorato, e chiede di servirsi del mio cuore, del mio affetto, della mia tenerezza, della mia dedizione, del mio amore, per portare in lui/lei la Salvezza”. Una storia tra le tante, quella di Luigi e Maria, ma a differenza  di molte unioni di oggi – senza tentennamenti o tradimenti, giacchè il loro matrimonio era saldamente fondato sulla roccia che è Cristo Gesù. “Tutto in comune, con passione e tenerezza, con affetto e reciproca stima” per amore di Gesù e della Madonna Benedetta”come scrivevano nel loro diario di vita familiare. Il 1 novembre 1950 parteciparono alla liturgia di proclamazione del dogma dell’Assunta a San Pietro, trascorrendo molte ore all’addiaccio in preghiera e digiuno eucaristico. Non era poco per due sposi già anziani, tanto più che lui soffriva di cuore. Era il modo per dimostrare alla Vergine il loro amore, a Lei che era “madre affettuosa e prodiga di grazia”.  La vita dei coniugi Beltrame Quattrocchi, fu un continuo alternarsi di “fiat e magnificat”, nelle gioia e nelle preoccupazioni, cresceva la comune fede in Dio e nella Vergine. E’ sta Lei a guidare la loro vicenda di coppia cristiana. Nel 1994 venne aperta la causa di beatificazione e nel 2001 il Beato Giovanni Paolo II li proclamò Beati. Le loro spoglie riposano presso il santuario del Divino Amore a Roma, con un costante afflusso di pellegrini che si recano sulla loro tomba  in preghiera. La Chiesa celebra la loro festa il 25 Novembre anniversario del loro matrimonio.

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