08-Il Perdono Guarisce

«Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato»
«Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita,
era perduto ed è stato ritrovato»

 

IL PERDONO GUARISCE

 

Prima di parlare del perdono come guarigione e riconciliazione, vogliamo soffermarci sulle dinamiche che creano sofferenza, cioè: l’ OFFESA.

L’uomo è stato creato per amare ed essere amato, quando l’Amore non viene corrisposto, scatta l’offesa che inevitabilmente attacca il nostro equilibrio interiore, turbando la ns. coscienza e la comunione viene messa a dura prova. L’offesa congela l’amore, nuoce al nostro essere, si debellare solo riconoscendola e permettendo al Signore di agire in noi mediante il perdono e la preghiera, specialmente se pensiamo anche a quante volte siamo stati noi ad offendere gli altri consapevolmente o inconsapevolmente. Solo attraverso la preghiera personale e comunitaria, la vita sacramentale, l’offesa può essere soffocata sul nascere al fine di evitare ferite e divisioni. La Parola di Dio viene in aiuto alla nostra debolezza e ci indica due aspetti necessari che ci aiutano in tal senso:

  1. 1.     DIMENTICARE L’OFFESA:

“E’ avvedutezza per l’uomo rimandare lo sdegno ed è sua gloria passar sopra alle offese”

(Pr 19.11);

“Perdona l’offesa al tuo prossimo e allora per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati” (Sir 28.2-3)

“Non crucciarti con il tuo prossimo per un torto qualsiasi non far nulla in preda all’ira”

(Sir 10.6).

  1. 2.     PREGARE PER COLORO CHE CI HANNO OFFESO:

“Ascolta, Dio la voce del mio lamento, dal terrore del nemico preserva la mia vita….Meditano iniquità, attuano le loro trame… Ma Dio li colpisce con le sue frecce… Il giusto gioirà nel Signore e riporrà in lui la sua speranza, i retti di cuore ne trarranno gloria” (Sal 64,1-11);

“Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello;… Non ti vendicherai e non serbarai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso”

(Lv 19,17-18);

“Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori perché siate figli del Padre vostro celeste… (Mt 5.44);

“Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano”(Lc 6,27-28)

(altre citazioni in tal senso Rm 12.20; Lc 23.34; At 7.60; Sir 4.10).

 

EFFETTI NEGATIVI DELL’OFFESA

 

Vediamo ora gli effetti negativi e le conseguenze che esse provocano alla ns. vita quando   riceviamo l’offesa:

  • IL GIUDIZIO E LA CONDANNA: tali sono gli atteggiamenti che assumiamo quando riceviamo l’offesa, giudichiamo, condanniamo l’offensore assumendo una posizione di superiorità nei suoi confronti, portandoci infine al vittimismo (leggere Mt 7, 1-5);
  • L’ISOLAMENTO DEL CUORE: se rimaniamo nel giudizio e nella condanna ci esponiamo all’azione del nemico che induce l’anima all’isolamento da Dio, da noi stessi e dagli altri. Infatti è un atteggiamento interiore grave perché il ns. cuore non ama sia interiormente che esteriormente. L’afflizione prende possesso del ns. cuore (Sal 25.16-17; Sal 102.7-8), divenendo sempre più preda del nemico che dilata le situazioni (Leggere Mt 7.15; Rm 2.1-14; Rm 14.10). Un rimedio urgente potrebbe essere quello di parlarne con un sacerdote o persone mature nella fede capaci di saper consigliare e accompagnare l’anima alla pace.
  • RANCORE: dopo l’isolamento del cuore sopraggiunge lo scoraggiamento, la delusione verso quella persona cominciamo ad insultare, imprecare, odiare l’altro sia interiormente che esteriormente con discordie, inimicizie, dissensi, ira divisioni (leggere Gal 5.19) Tale atteggiamento si può chiamare Rancore e provoca ferite nei ns. cuori e solo la preghiera è l’unico deterrente prima che il rancore cresca sempre più in noi.
  • L’ALLONTANAMENTO: quando siamo saturi di rancore è fisiologico il sopraggiungere l’allontanamento da Dio e dalla persona che ci ha ferito, creando uno stato di isolamento ci proietta sempre più in una  solitudine rabbiosa e sofferente. E’ necessario in tal caso non rimanere da soli con questo macigno nel cuore, ma è necessario trovare la forza di tornare al Buon Pastore con il sacramento della Riconciliazione che lascia le 99 pecore per riabbracciare quella smarrita. (Lc 15.4-7).

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE

  • Qual è il mio comportamento quando ricevo un’offesa ? Giudico, condanno, sono avvinto dal rancore isolandomi da chi ha provocato tale sofferenza rinchiudendomi nel vittimismo?
  • Riesco a soffocare in me il rancore attraverso la preghiera per il mio offensore?
  • Credo che la preghiera possa aiutarmi a non cadere nella trappola del nemico che dilata tali situazioni richiamando in noi l’orgoglio ferito?
  • Quale atteggiamento assumere quando riceviamo l’offesa?

IL PERDONO

 E’ la chiave che apre le porte all’amore (Gv 8.12; Mt 5.14; 1 Pt 2.9), poiché l’uomo è figlio della luce e quando riceve un’offesa ripiegandosi su se stesso, si attenua la luce che è in lui, congelando quell’offesa nel cuore fino a quando decidiamo di perdonare. Il perdono è la chirurgia estetica di Dio, per mezzo del quale purifica la nostra anima incanalandoci nella strada della misericordia anziché su quella della vendetta e vivere in pace già su questa terra. “Chi desidera ricevere misericordia in cielo, deve concederla su questa terra” (San Cesario D’Arles).

Ma sappiamo pure quant’è difficile perdonare, infatti è uno dei maggiori ostacoli alla vera vita cristiana: LA MANCANZA DI PERDONO.

Il perdono rende capaci di amare e di crescere, riconcilia con gli altri, cura lo spirito e il corpo. Infatti Gesù ha insistito tanto sul perdono perché il rancore persistente oltre a far perdere la pace del cuore, ha effetti negativi anche sul corpo: depressione, artrosi, gastriti, insonnie, cefalee, ansie. Nel Vangelo di Marco al cap 2.1-12 troviamo la guarigione del paralitico al quale prima Gesù perdona i suoi peccati e poi lo guarisce anche nel corpo, “Alzati prendi il lettuccio e va a casa tua”. Quindi possiamo affermare che il PERDONO GUARISCE, è una Grazia che viene dall’alto che passa in noi e noi la doniamo agli altri avendo la stessa compassione che aveva Gesù.

Volendo sintetizzare vediamo 7 definizioni del perdono:

  1. IL PERDONO E’ SORGENTE DI GUARIGIONE: guarisce infatti le ferite provocate dal risentimento, rinnova le persone, i matrimoni, le famiglie, le comunità, la vita sociale;
  2. IL PERDONO E’ LA CHIAVE:  che apre la porta del ns. cuore a nuovi rapporti con Dio, col prossimo e con noi stessi;
  3. IL PERDONO E’ UNA NECESSITA’: non possiamo fare a meno di perdonare, poiché se non perdiamo a nostra volta non saremo perdonati;
  4. IL PERDONO E’ UNA DECISIONE: non è un sentimento, ma un atto della nostra volontà, decidiamo di perdonare anche se non ce la sentiamo. E’ una scelta d’amore contro l’orgoglio, la superbia e l’amor proprio;
  5. IL PERDONO E’ UNO STILE DI VITA: è lo stile di vita del vero cristiano che accetta di perdonare sempre andando controcorrente e contro ogni logica razionale che grida vendetta;
  6. IL PERDONO E’ UN PROCESSO IN MOVIMENTO: cioè una continua crescita verso la vera libertà interiore, poiché alcune esperienze sono così dolorose da richiedere molto tempo trascorso nel perdono.
  7. IL PERDONO E’ DIMENTICARE: anche se non possiamo cancellare la memoria storica di un evento traumatico, il perdono ci aiuta a ricordare senza ferite sanguinanti nel cuore poiché i primi beneficiari del perdono siamo noi stessi, senza riprendere più fatti passati che sono usati dal maligno per riaccendere nuovi focolai di divisione. Quando si perdona non si rinfaccia.

CHI DOBBIAMO PERDONARE

Come il comandamento ci dice di amare Dio, il prossimo e noi stessi, allo stesso modo dobbiamo esercitare di dare e ricevere (quando l’altro è pronto a farlo) il perdono in queste tre direzioni:

  1. A DIO: a volte si prova risentimento verso Dio per la malattia, la morte le avversità e le disgrazie. Occorre ricordare che Dio ama i suoi figli e non manda croci e sofferenze, dobbiamo umiliarci davanti a Lui poiché l’accusa verso Dio causa danni a noi stessi ostacolando la nostra guarigione;
  2. IL PROSSIMO: La Bibbia parla ampiamente di questo argomento. L’odio non è solo il maggior ostacolo per ricevere la guarigione, ma molte volte è causa di infermità;
  3. SE STESSI: E’ impossibile perdonare gli altri se prima non perdoniamo noi stessi. Perdonare se stessi significa accettarsi in tutti gli aspetti spirituali psicologici, fisici e sociali, con la certezza che Gesù perdona ogni aspetto, ogni errore e quando chiediamo perdono con umiltà, Lui perdona e dimentica, mentre noi stiamo sempre lì ad autoaccusarci, del resto Gesù ha dato la sua vita per noi, perciò il senso di colpa non ha più ragione di esistere.

CRITERI DI DISCERNIMENTO PER PERDONARE

Spesso diciamo di aver perdonato il nostro prossimo, ci siamo pure confessati, ci sono dei criteri di discernimento che ci fanno comprendere se abbiamo veramente perdonato:

  1. RICONOSCERE DI ESSERE STATO OFFESO O AVER OFFESO GLI ALTRI: serve al nostro cuore di rimanere saldo nella misericordia di Dio, solo così noi possiamo continuare ad esserlo per gli altri;
  2. DECIDERE CON FERMA VOLONTA’ DI VOLER PERDONARE: è una scelta irrazionale ma possibile se siamo veramente cristiani, ma soprattutto se riusciamo a pregare con cuore sincero benedicendo colui che ci ha offeso;
  3. LASCIARE AGIRE LA GRAZIA: aspettando i tempi di Dio che maturino nell’altro sentimenti di perdono, saggiando di tanto in tanto la risposta dell’altro al reciproco perdono.

(Sal 33.19).

Due personaggi del Vangelo ci aiutano ad entrare nell’ottica giusta del perdono orizzontale:

  1. Il Servitore spietato (Mt 18.23-35)
  2. L’adultera perdonata (Gv 8.11; Lc 7.37)

Noi in quale dei due personaggi ci identifichiamo?

PERDONARE SENZA CONDIZIONI

Abbiamo molti meccanismi dentro di noi per non perdonare, uno di questi è far finta che non sia successo niente, oppure io ti perdono solo se. Questo non è perdono, perché il vero perdono è incondizionato senza se e senza ma come Gesù sulla croce.

“…io l’ho perdonato ma per me è morto…lui a casa sua ed io a casa mia…”. Oppure entrare in un vortice ancora più grave che è l’indifferenza.

Molte delle risposte alle nostre preghiere non hanno seguito perché sono bloccate dal nostro risentimento. Spesso interpretiamo questo silenzio come una prova a cui ci sottopone Dio per farci più santi.

COSA FARE QUANDO DOBBIAMO PERDONARE QUALCUNO

 Ancora una volta è il Vangelo che ci viene in aiuto:

“Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano”(Lc 6,27-28)

Vi sono 3 passaggi importanti da fare per perdonare:

  1. Amate: non sentimento sdolcinato, vuoto o sentimentalista, ma amore vero e sincero;
  2. Fate del bene a coloro che vi odiano: fare del bene sul serio in base ai bisogni dell’altro;
  3. Benedite coloro che vi maledicono e pregate per coloro che vi maltrattano.

 1° Passaggio :

Entrare nel cuore di Gesù scaricando a Lui la nostra rabbia, poi condividendo con Lui il suo Amore e vedendo quanto Lui ama quella persona che noi fatichiamo a perdonare

“ma a voi che ascoltate ( non a tutti) io vi dico amate i vostri nemici…”

Spesso chiediamo al nostro ” nemico” di cambiare LUI, perché NOI non vogliamo cambiare.

Essere grati a Dio non per il male ricevuto ma per la crescita che attraverso quel male, Dio ha prodotto in noi che abbiamo perdonato.

Più riusciamo ad essere grati a Dio per una ferita che abbiamo subita più siamo guariti.

2° Passaggio:

Entrare in contatto con la persona che Gesù vuole che noi perdoniamo.

Diciamo a Gesù come quella persona ci ha ferito e quali sono i nostri sentimenti, diciamogli tutto, la nostra rabbia, perché vogliamo perdonarla insieme con Lui.

Chiediamo a Dio che AZIONE vuole che facciamo per quella persona ( parlargli, telefonargli, visitarla, scrivergli una lettera, un sms…) Poi proponiamoci di FARLO.

3° Passaggio :

Cosa Gesù chiede al Padre per quella persona? Preghiamo anche noi la stessa preghiera che fa Gesù.

Talvolta facciamo esperienza di ferite che non riusciamo a perdonare subito. Se siamo stati feriti in profondità possiamo decidere di agire subito con AMORE, ma abbiamo bisogno di pregare a lungo cercando di prendere con noi il Cuore di Gesù ed il Perdono di Gesù.

Differenza tra questo insegnamento ed una seduta dallo psichiatra è enorme:

con lo psichiatra si chiede di far venire a galla quello che viene, qui invece diciamo al Signore che sia Lui a farci ricordare ciò che è meglio per noi.

Noi non sappiamo cosa il Signore vuole farci ricordare, a volte è una cosa apparentemente insignificante che viene a galla quando noi chiediamo ” Signore, chi vuoi che io perdoni?”

Affiorano allora dei ricordi che a noi sembrano sciocchi ma che sono le chiavi vere per aprire quelle parti di noi che non sono ancora state toccate dalla grazia e quindi dalla guarigione.

Quando Gesù dice “chi vuole salvare la propria vita la perderà…e chi è disposto a darla si salverà..” pensiamo a tutte le connessioni che ci sono col perdono.

Quando non accettiamo di perdonare in realtà non accettiamo di far morire una parte di noi stessi; questo è l’orgoglio dell’uomo vecchio. E’ questo che deve morire. Se non muore: non risorge.

Questa è la nobiltà del Cristianesimo che è quella stessa di Dio.

Gesù non è soltanto un amico ma è Dio, Gesù sa anche le strade giuste, usa la delicatezza giusta e ci possiamo fidare di Lui. Uno psichiatra può sbagliare, Gesù non sbaglierà mai.

Mettendoci davanti al crocifisso e guardando Gesù che sta soffrendo e sta dando la vita per noi chiediamo a Lui: ” Gesù, chi vuoi che io perdoni?”

La prima persona che vi viene in mente riceviamola come la risposta di Gesù.

Ora parliamo a Gesù dei particolari, quali cambiamenti vorreste che avvenissero in quella persona

prima che siate disposti a concedergli il vostro perdono.

Diciamo a Gesù cosa vorremmo che quella persona smettesse di fare, per che cosa vorremmo che si scusasse con noi, cosa potrebbe fare per rendere più facile il perdono.

Inspirate la potenza di Gesù nel perdonare incondizionatamente ed espirate tutte le condizioni che avevamo posto per perdonare quella persona.

Guardiamo Gesù e diciamogli tutto.

Ora Gesù sta accanto a voi e voi guardate la persona in faccia e ripetete insieme a Gesù:

“Padre perdona xxxxx, non sapeva ciò che faceva” e continuate finché lo dite con la stessa intensità con cui lo ha detto Gesù sulla croce.

PREGHIERA DEL PERDONO

 SIGNORE GESU’ OGGI VENGO A TE PER CHIEDERTI LA GRAZIA DEL TUO PERDONO, DONAMI LO SPIRITO SANTO, CHE E’ SPIRITO DI AMORE E DI PERDONO, PERCHE’ MI SOSTENGA E MI GUIDI IN QUESTA PREGHIERA DI PERDONO E MI DIA LA FORZA DI PERDONARE TUTTI, COME TU HAI PERDONATO. OGGI TI CHIEDO DI POTER PERDONARE TUTTE LE PERSONE DELLA MIA VITA, SO CHE TU MA NE DARAI LA CAPACITA’ E LA FORZA.

TI RINGRAZIO PERCHE’ MI AMI E DESIDERI LA MIA FELICITA’.

OH SIGNORE IO TI CHIEDO PERDONO PER TUTTE LE VOLTE CHE HO PENSATO CHE ERI TU LA CAUSA DELLE MIE DISGRAZIE (MORTE, MALATTIE, DIVISIONI FAMILIARI, PROBLEMI ECONOMICI). E’ POSSIBILE CHE IO ABBIA CONSERVATO QUESTI RISENTIMENTI VERSO DI TE. TI CHIEDO PERDONO PER NON AVERTI AMATO CON TUTTO IL CUORE, TUTTA LA MENTE, CON TUTTE LE MIE FORZE E PER NON AVER AMATO IL MIO PROSSIMO COME ME STESSO.

SIGNORE GESU’, GRAZIE ALLA TUA MISERICORDIA, IO POSSO PERDONARE ME STESSO PER I MIEI SBAGLI, LE MIE CADUTE E LE LORO CONSEGUENZE. PERDONO ME STESSO PER TUTTE LE CHIUSURE CHE HO VERSO DI TE, VERSO GLI ALTRI E VERSO ME STESSO. PERDONO ME STESSO PER TUTTE LE VOLTE CHE HO FATTO SCELTE SBAGLIATE, PER TUTTE LE VOLTE CHE HO DATO SPAZIO ALLA TRISTEZZA, PER AVER CALUNNIATO, GIUDICATO, OFFESO, NON AVER PERDONATO E AMATO GLI ALTRI. TI CHIEDO PERDONO PER IL MIO EGOISMO, MANCANZA DI RICONOSCENZA, PER NON AVER FATTO BUON USO DEI DONI CHE MI HAI DATO, PER L’ATTACCAMENTO AI BENI MATERIALI, PER LA MIA SESSUALITA’ DEVIATA, PER ESSERMI ALLONTANATO DA TE. SIGNORE MI AFFIDO ALLA TUA MISERICORDIA.

SIGNORE GESU’ PERDONO ME STESSO QUANDO NON MI ACCETTO COSI’ COME SONO: LA MIA PERSONA FISICA, PERSONALE E FAMILIARE. PERDONO ME STESSO PER TUTTE LE VOLTE CHE NON HO ACCETTATO UNA PARTE DEL MIO CORPO, DEL VISO, DISPREZZANDO L’OPERA DELLE TUE MANI, LA MIA SESSUALITA’, I MIEI COMPLESSI, SENSI DI COLPA SENSI DI INFERIORITA’, I MIEI EGOISMI. MI PERDONO DI TUTTO SIGNORE, MI ACCETTO COSI’ COME SONO E MI AFFIDO AL TUO AMORE MISERICORDIOSO.

IO PERDONO MIA MADRE…..

IO PERDONO MIO PADRE

IO PERDONO MIO MARITO/MIA MOGLIE

IO PERDONO I MIEI FIGLI

IO PERDONO I MIEI INSEGNANTI E PROFESSORI

IO PERDONO I MIEI VICINI DI CASA

FRA QUESTE PERSONE IDENTIFICHIAMONE UNA CHE CI HA OFFESO PARTICOLARMENTE: SIGNORE GESU’, TI PREGO IN MODO PARTICOLARE PER OTTENERE LA GRAZIA DI PERDONARE QUESTA PERSONA CHE MI HA OFFESO DI PIU’, IO TE LA PRESENTO, TU SAI CHE NON RIESCO A PERDONARLA, MA COL AIUTO LA VOGLIO PERDONARE DI CUORE E TI PREGO DI BENEDIRLA.

DOPO AVER CHIESTO AL SIGNORE LA GRAZIA DI PERDONARE, CHIEDIAMOGLI ORA LA FORZA DI CHIEDERE PERDONO A LUI E AGLI ALTRI PER IL MALE CHE NOI ABBIAMO FATTO(IN QUESTO MODO IL PERDONO DATO E RICHIESTO PUO’ GUARIRE E LIBERARE).

SIGNORE GESU’ COL TUO AIUTO OTRA VOGLIO CHIEDERE PERDONO A OGNUNA DI QUESTE PERSONE CHE HO RICORDATO, PERCHE’ NEMMENO IO LE HO SAPUTE AMARE, CAPIRE, PERDONARE E AIUTARE. ALLA PRIMA OCCASIONE IN CUI LE INCONTRERO’ CHIEDERO’ LORO PERDONO PER AVERLE GIUDICATE, CRITICATE, CALUNNIATE, PER AVER RIVELATO I LORO DIFETTI, ERRORI E CONFIDENZE.

PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO

 

GRAZIE SIGNORE, PERCHE’ TU VUOI LA MIA FELICITA’;

GRAZIE PERCHE’ MI STAI LIBERANDO E RINNOVANDO CON IL TUO AMORE;

GRAZIE PER LA POTENZA DI GUARIGIONE CHE STA PASSANDO NELLA MIA VITA;

GRAZIE PERCHE’ MI STAI ACCOGLIENDO TRA LE TUE BRACCIA COME IL PADRE CHE ASPETTA IL SUO FIGLIO;

CONTINUA A DONARMI IL TUO SANTO SPIRITO PERCHE’ ILLUMINI E RIMPIA CON IL SUO AMORE PER SEMPRE LA MIA VITA;

AMEN,  AMEN, AMEN.

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