09-L’Azione del Maligno nell’Uomo

L'azione del diavolo sui corpi e sulle cose
L’azione del diavolo sui corpi e sulle cose

 

IL DEMONIO ESISTE

 

Il Vangelo, il Catechismo della Chiesa Cattolica e tutta la tradizione patristica parlano spesso dell’azione del diavolo e della sua opera nefasta contro l’uomo e contro la Chiesa.

Il demonio è un essere concreto che: ” va in giro per il mondo come un leone ruggente, cercando le anime da divorare “(1 Pt 5). Chi afferma, poi, “che non esista oppure non importa sapere da dove viene il male o che cosa sia, ma che soprattutto occorre combatterlo e debellarlo, non considera che non si può lottare con effetto sicuro contro una entità, di cui non si sa se esista e quale sia il suo potere reale (cfr. Lc.14,31).

Il diavolo esiste e tutti coloro che ne negano l’esistenza, inconsapevolmente sono suoi collaboratori, perché la prima e vera tattica del maligno è quella di far credere che non esiste, è necessario quindi essere sempre vigilanti.

Nei Vangeli troviamo diversi episodi in cui Gesù instaura una vera battaglia contro il maligno, sia respingendo le varie tentazioni nel deserto (Lc 4), sia affrontando satana direttamente per liberare le anime che gli venivano presentate (Mc.5,2-20; Mc 9,17-29; Lc 13,10-13 ecc).

Nel Catechismo della Chiesa Cattolica(CCC), i demoni sono presentati come angeli, creati buoni, ma che l’esercizio della loro libertà ha reso cattivi. La loro sorte di condanna eterna è irrevocabile. Il demonio induce l’uomo alla disobbedienza, come egli cercò di distogliere Cristo dal compimento della sua missione. Il suo potere è grande, ma limitato. Agisce per odio contro Dio. Può causare gravi danni di natura spirituale ed anche, indirettamente, di natura fisica. Dio permette la sua azione per portarla al suo vero compimento finale.

Nel numero 1673 del CCC, si parla dell’esorcismo contenuto nel Rito del battesimo. Nel numero 2113 viene condannato il satanismo con tutte le forme di divinazione, magia e stregoneria (nn.2116-2117). Parlando della preghiera “liberaci dal Male”, si ricorda che si tratta di una persona satana, il maligno, l’angelo che si oppone a Dio (“dia-bolos: quello che ostacola, che si getta di traverso). E’ l’omicida sin dall’inizio, menzognero e padre della menzogna (n.2852). Quando Gesù si consegna liberamente nella sua ora, è gettato fuori (Gv 12,31). Cerca di fare la guerra alla donna, Maria (Ap 12), ma non può nulla contro la piena di grazia. Allora egli inizia la lotta controla Chiesa.

  1. Agostino nel De Trinitade evidenzia come Cristo sia al centro dei suoi studi demonologici. Dio ha permesso, per giusta ira, che l’uomo peccatore fosse in potere di satana, perché nemmeno il diavolo sfugge alla potenza e alla bontà dell’Onnipotente. Ma Dio, per una benevola riconciliazione ha strappato l’uomo al diavolo attraverso l’opera di giustizia compiuta da Cristo con la morte in croce, mediante “il suo sangue ingiustamente versato dal diavolo e redense i peccatori che avevano bisogno di essere giustificati” (De Trin.4,13,17). Il diavolo però si prende ancora gioco degli uomini perché continua a tentarli e a sedurli nel loro orgoglio, però ignora che delle sue insidie e del suo furore si serve Dio per la salvezza dei suoi fedeli. L’azione di satana si trasforma in strumento di grazia e purificazione per coloro che aderiscono a Cristo così satana, esiliato dal cuore dei fedeli, combatte contro di essi solo nella misura in cui è utile a loro (cfr.1Cor.10,13).

Sul fronte della superbia il diavolo è stato sconfitto perché nella incarnazione Dio ha dimostrato che l’uomo non è inferiore ai demoni ed è stato sconfitto da quella stessa creatura ragionevole che si compiaceva di avere vinto e che discendeva da quella medesima stirpe viziata all’origine e totalmente sotto il suo potere. L’opera salvifica di Cristo offre una luce risolutiva sul problema del peccato e del male: nella loro origine e radice essi sono stati annientati e superati in un processo di salvezza secondo cui l’umanità può trasformare il male in bene, e la lotta contro satana in occasione di crescita e perfezionamento.

  1. Basilio Magno dice che: “Il diavolo ha perso il suo potere in presenza dello Spirito Santo” perché il Paraclito renderà palese al mondo l’avvenuta disfatta di satana e “convincerà” i discepoli e li rassicurerà nell’intimo, che il demonio è vinto, dando loro fiducia nella lotta (cfr. Gv. 16,8.11)

  1. Tommaso d’Aquino eccelso Dottore della Chiesa (e tanti altri Padri della Chiesa), parla con estrema profondità nelle sue opere di queste azioni diaboliche con cui il diavolo arreca danni alle persone, in particolare egli parla anche dei cosiddetti malefici, cioè di opere di magia con cui viene veicolata a noi l’opera cattiva e dannosa del diavolo. Nel caso del maleficio gli uomini che lo fanno si rendono intermediari di satana in particolare per danneggiare qualcuno. Di questa azione malefica in cui l’uomo si fa intermediario di satana ne parlano molti esorcismi, in particolare il famoso vescovo esorcista mons. Andrea Gemma, il quale nel suo libro “Io vescovo esorcista” afferma precisamente l’esistenza di tali malefici. L’esistenza di tale intermediazione può essere considerata come accettata anche dal Magistero Supremo della Chiesa, in certo modo, in particolare se si vede la bolla di Innocenzo VIII datata 9-12-1444.

Tale intermediazione dell’uomo rispetto all’azione di satana, si noti bene, non esce fuori dal Mistero della Provvidenza Divina, come infatti la Provvidenza permette per il nostro bene che altri pecchino o ci spingano al peccato può permettere che altri uomini si uniscano al diavolo per danneggiarci fisicamente, Dio, mentre permette tali malefici, ci dona la forza per sopportare le sofferenze che da essi sono causate o addirittura ci dona la forza per impedire che tali sofferenze ci raggiungano.

Su questo tema è estremamente interessante il testo di presentazione del nuovo rituale per gli esorcismi, che sono le preghiere attraverso cui in particolare la Chiesa Santa Cattolica, e quindi Cristo attraverso essa, realizza la liberazione degli uomini dall’azione del demonio: liberazione dai malefici, dalle vessazioni e dalle possessioni .

 

L’AZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA DEL DEMONIO

L’azione del demonio si divide in ordinaria e straordinaria, ambedue hanno per scopo disturbare e tormentare l’uomo affinché sia allontanato da Dio e non viva felice. Analizziamo adesso nello specifico tale attività del maligno:

  • Azione Straordinaria si divide in : Infestazione, Vessazione e Possessione.
  • Azione Ordinaria è : la tentazione quotidiana a cui tutti gli uomini sono soggetti.

AZIONE  STRAORDINARIA

Infestazione: Si intendono disturbi che si manifestano in alcuni posti (case, uffici, negozi, coltivazioni…) o su diversi oggetti (letti, cuscini, bambole, automobili … e non ultimi animali). Nei propri scritti, Origene dice che in questi casi all’inizio del Cristianesimo si facevano esorcismi.

Attraverso l’infestazione il maligno tormenta l’uomo indirettamente, dal di fuori di se stesso, mediante dei movimenti di oggetti mobili che si spostano da soli, rumori, luci che si accendono e spengono da sole, case o luoghi infestati ed altre cose esterne all’uomo, impedendogli di riposare, attaccando il sistema nervoso della persona o della famiglia, rendendo difficile o addirittura impossibile il normale corso della vita, inducendo l’uomo alla paura, depressione fino alla morte. Il fenomeno presente nelle biografie di numerosi Santi mistici (San Giovanni della Croce, San Giovanni M. Vianney, San Padre Pio da Pietralcina, Santa Gemma Galgani) consiste in battiture, percosse, cadute di oggetti.. ecc…

Vessazione: Si tratta di forme di disturbi saltuari, che possono colpire il singolo o interi gruppi di persone; alla lunga possono tramutarsi in possessione. L’individuo a volte perde la coscienza, si comporta o parla in maniera anormale. Le tipologie di disturbi sono le più svariate: si va dai disturbi dell’umore (arrabbiature improvvise ed immotivate..) a quelli degli affetti, nei rapporti con gli altri, a problemi sul lavoro, disfunzioni nella sfera sentimentale, tendenze ad isolarsi, fino a manie suicide…

La persona afflitta da un male di questo tipo ha insensati pensieri ossessivi, ma non riesce a liberarsene, ha l’anima combattuta. La sua volontà è libera ma oppressa in gran parte da pensieri costringenti e ossessionanti. Si tratta di una serie d’inaspettati assalti che si ripetono in un lungo intervallo del tempo. L’individuo vive continuamente uno stato di esaurimento, disperazione, depressione e di permanenti tentazioni di suicidio. Questi fatti ne condizionano regolarmente i sogni. Solitamente la gente ritiene che questi fenomeni appartengono al settore della psichiatria. Assolutamente comprensibile!

Dobbiamo dire, però, che in alcuni casi né l’adoperarsi di uno psichiatra e né l’aiuto di un medico possono fare qualcosa, il che deve far pensare ad un’azione del diavolo e alla sua presenza. La scienza qui è impotente. Comprendere e distinguere adeguatamente è possibile solo con la misericordia di Dio, attraverso un sacerdote che nella sua attività collabori e preghi intensamente.

Attraverso la vessazione il maligno tormenta l’uomo direttamente l’uomo dal suo interno, attaccandolo sia a livello somatico che a livello interiore, cioè la cosiddetta ossessione diabolica.

 

A livello somatico, la vessazione provoca disturbi di natura psichica, disturbi della personalità, disagi comunicativi e difficoltà relazionali, che spesso non vengono guariti dagli esperti psicologi poiché facilmente scambiati con disturbi psichici in quanto il confine tra patologico e spirituale è molto sottile..

 

A livello interiore la vessazione innesta nel cuore dell’uomo una serie di pensieri e comportamenti malsani, appetiti sessuali aberranti, uccidere i figli o altri bambini, odio e avversione al sacro, verso il

coniuge, mancanza di fertilità coniugale, forti dolori durante l’atto sessuale, disprezzo verso Dio, le sue creature e la vita, fino a indurre l’anima che la vita non è un dono, ma un peso e una sofferenza fino al punto che vale la pena farla finita suicidandosi.

Tale ultima vessazione si innesta nel cuore dell’uomo in maniera impercettibile e in maniera invisibile, e come la goccia scava la roccia, così lo spirito di suicidio lavora ogni giorno dilatando gli eventi negativi della vita, inducendo l’anima al suicidio. Solo Dio può donare e richiedere la vita, Lui è il datore della vita.

Possessione: tale disturbo malefico è molto più raro degli altri due indicati sopra, tormentando l’uomo dall’interno influenzandone la sua volontà, facendo emergere addirittura un’altra personalità, facilmente scambiato dagli psicologi come sdoppiamento della personalità. Infatti la manifestazione patologica e la possessione possono essere inizialmente simili e il discernimento risulta particolarmente difficile sia da parte dei medici che da parte dell’esorcista, ma con un accurato lavoro d’equipe possibilmente medici convertiti debitamente formati anche dal punto di vista spirituale che unitamente ad altri laici possono formare un’equipe di sostegno e discernimento per l’esorcista.

Spesso tante apparenti patologie non rispondono alle cure mediche, mentre risultano particolarmente sensibili alla preghiera di esorcismo che prima di essere strumento di liberazione è soprattutto strumento diagnostico. Infatti i segni di discernimento sono palesemente riconoscibili, sofferenza durante l’uso dei sacramentali, avversione al sacro, dolore all’imposizione delle mani, il crocifisso,la Bibbia che il demonio usa definire un’ammasso di carta.

Quando l’esorcista interroga lo spirito maligno nel nome di Gesù e il potere conferitogli dalla Chiesa, egli risponde soffrendo sottomesso a questa autorità anche proferendo frasi ingiuriose verso il ministro di Dio, alla domanda dell’esorcista del perché del potere che esercita sugli uomini, lo stesso ha risposto: “Io non ho potere sugli uomini, sono loro stessi che me lo danno”. “Voglio distruggere quanti matrimoni possibile, così distruggo i giovani, la Chiesa e la società in un solo colpo” (Frà Benigno Palilla). Queste risposte ci fanno comprendere che tuttavia stiamo combattendo contro uno sconfitto, che può nuocere solo se noi glielo permettiamo, infatti, dopo la venuta di Cristo dice nei Discorsi, S. Cesario di Arles: “il demonio è legato, come il cane alla catena; non può mordere nessuno, se non chi, sfidando il pericolo gli va vicino…Può latrare, può sollecitare, ma non può mordere, se non chi lo vuole. Non è infatti costringendo, ma persuadendo, che nuoce; non estorce da noi il consenso ma lo sollecita”. Pur tuttavia “sarebbe un errore pericoloso relegare il demonio nel mondo della pura fantasia” (CdA.384); da qui la preoccupazione della Chiesa, espressa dalla Congregazione per la dottrina della fede, che “deplora il disagio contemporaneo in cui si trovano i fedeli di fronte al processo di smitizzazione del diavolo operato da alcuni teologi e da loro diffuso in riviste e dizionari”.

La rabbia del demonio contro Dio, viene riversata sui figli di Dio, non sopportando che costoro siano amati da Dio più di lui.

Il menzognero per eccellenza inganna l’uomo con un bene apparente (effetto placebo) per incatenare ancor di più l’anima convinta di aver risolto i propri problemi usando riti magici.

La durata degli esorcismi dipende dalla durata della possessione, spesso tali riti durano anni, il maligno dapprima si nasconde, poi gli viene intimato dall’esorcista di qualificarsi proferendo il suo nome o i loro nomi nel caso vi siano presenti nel corpo più entità.

Un esorcista africano riesce a liberare il posseduto con un solo esorcismo, chiestogli quale fosse il segreto, lo stesso rispose che prima, durante e dopo il rito è sostenuto da una chiesa orante che intercede con insistenza presso Dio.

Da questo si deduce la necessità dell’esorcista di essere accompagnato nel suo ministero da un’equipe debitamente formata spiritualmente in tal senso che lo sostenga spiritualmente con la preghiera, ma anche fisicamente per contenere gli stati di agitazione psicomotoria a cui i posseduti sono colpiti durante l’esorcismo.

Tutte e tre azioni straordinarie del maligno sopra accennate, possono interagire fra loro, sono legate fra loro inveendo sull’uomo contemporaneamente.

 

AZIONE  ORDINARIA

 L’attività ordinaria del maligno è la tentazione, forse la più pericolosa, poiché agendo indisturbato riesce a intrappolare più anime rispetto alla possessione che è più rara, inducendo l’uomo al peccato e staccarlo dall’Amore di Dio. In tale maniera provoca la caduta di molte più anime in maniera invisibile, facendo perdere all’uomo di questi tempi in particolare “il senso del peccato” inculcando nelle menti che tutto oggi è lecito:” che male c’è, tutti lo fanno”, con le mode e stili di vita che piano piano portano alla decadenza spirituale dell’anima: divisioni, mancanza di perdono, schiavitù, denaro, potere, sesso sfrenato, adulterio, alcool, droga, idolatria del corpo, il vestire immorale che induce chi guarda al peccato ecc. In tanti altri modi il maligno cerca di seminare invidie, gelosie e odio pure fra familiari diretti, dilatando i bisogni delle parti.

L’azione ordinaria del demonio lavora in quattro ambiti di vita dell’uomo:

  • ERRORE: seminando l’errore, cerca di scardinare i principi fondamentali della fede, facendo passare per nuovi stili di vita moderne, gravi errori come la perdita della fede, aborto, nozze gay e adozioni di figli di coppie gay, divorzio, separazioni, convivenze, suicidi, politica malata non al servizio dei cittadini con truffe e amministrazioni fraudolente tendenti all’arricchimento a discapito della collettività.
  • PECCATO: la tentazione ha il compito di allontanarci da Dio, ma è anche vero che non tutte le tentazioni vengono dal maligno, ma provengono dalla concupiscenza che genera il peccato e il peccato genera la morte (Gc 1.13-15). Il peccato ci sporca e ci porta all’inimicizia di Dio, quando pecchiamo, siamo noi stessi ad aprire la porta del nostro cuore, infatti il Catechismo della Chiesa Cattolica dice: “Quando pecchiamo lo facciamo con piena avvertenza e deliberato consenso”( CCC n° ??)
  • MALATTIA: attraverso la malattia naturale il maligno semina nei cuori lo scoraggiamento e la paura della morte, rendendo l’anima vulnerabilmente fragile e a poco a poco la induce all’errore più grave che è il suicidio.
  • MAGIA: la tentazione alimenta nell’anima la curiosità nel futuro e dalla facile risoluzione dei vari problemi ricorrendo all’uso di arti magiche che sono in abominio con Dio (cfr. Dt 18.10). Quest’ultima è la sfera più distruttiva e sconvolgente, legando le anime mediante un bene o una guarigione apparente diffondendo negatività anche alla propria discendenza. I giovani a scuola vengono ingannati per gioco dalle sedute spiritiche, mentre il maligno approfitta indisturbato per legare quelle anima a se. La magia poi si divide in magia bianca quando si legano due persone per indurle ad un matrimonio contro la propria volontà, trovare lavoro, ecc. Mentre la magia nera è più grave, poiché porta alla morte della persona per cause mediche non determinate dalla medicina convenzionale.

 

DIFFERENZA TRA ESORCISMO SOLENNE E  PREGHIERA DI LIBERAZIONE

Scacciare i demoni è un potere dato da Cristo a coloro che in Lui crederanno, Coloro che crederanno in me, nel mio nome scacceranno i demoni” (Mc  16,17).

Un potere basato sulla fede, sulla preghiera e sul digiuno che può essere esercitato sia da singoli che da comunità. Sgombriamo subito il campo da eventuali possibili equivoci: non bisogna confondere questo potere, attribuito alla fede, alla preghiera ed al digiuno, con l ‘esorcismo, che è un sacramentale, che è possibile solo ai sacerdoti espressamente autorizzati dai rispettivi vescovi. Dunque ogni credente può pregare per la liberazione, sua e dei fratelli, unendosi anche a gruppi che abbiano questo scopo, è  necessaria tanta fede, tanta preghiera, tanta penitenza e soprattutto perseveranza.

La preghiera di liberazione è diretta infatti al Padre nel nome di Gesù, per la potenza dello Spirito Santo, per l’intercessione della Vergine Maria e di tutti i Santi.

Nella preghiera di liberazione possiamo identificare due estremi : alcuni non accettano la sua efficacia perché non credono che il demonio ci inganni e ci soggioghi. Negano la sua esistenza e di conseguenza la sua nefasta influenza sulle nostre vite. Così facendo, non si rendono conto che non credendo nell’esistenza del demonio sono già cadute vittime dei suoi inganni.

L’altro estremo, non meno importante, è convincersi che la liberazione totale si otterrà con una semplice preghiera di guarigione e liberazione che elimini il male che è in noi.

In realtà non è sufficiente scacciare i demoni, ma è necessario disfarsi di tutti i suoi inganni che motivano la nostra condotta.

La forma efficace per vincere il demonio è quella di liberarci da tutte le catene che ci legano: materialismo, sensualità, egoismo, orgoglio, vanità, menzogna, idolatrie ecc. A cosa serve infatti scacciare un demonio, se poi nel nostro cuore e nella nostra mente restano una miriade di peccati, menzogne e di inganni?

Dunque la preghiera di liberazione non è rivolta solo a persone dedite allo spiritismo, occultismo o cose del genere, ma anche per chi è sotto la signoria del demonio, che, pieno d’orgoglio fa di se stesso un dio, colui che avido, idolatra il denaro e i beni materiali, l’adultero che non può smettere di peccare, il bugiardo che vive ingannando e ingannato, in pratica per tutti coloro che vivono incancreniti nel peccato. La perfetta libertà implica la rinuncia totale a satana e a tutte le sue opere.

Dunque la preghiera di liberazione trova la sua efficacia nella completezza della sua azione, nello spezzare i lacci satanici che tengono legato l’uomo.

La preghiera di liberazione può essere del singolo o del gruppo: un gruppo può essere costituito anche da solo due persone.

Alcuni gruppi già esistono,  è auspicabile che nascano molti altri gruppi che preghino la preghiera di liberazione, possibilmente con la guida di un sacerdote o laici preparati. Coloro che prenderanno questo impegno dovranno vivere nella Verità, rinunciando agli inganni del mondo che si oppongono ai principi evangelici, conducendo una vita conforme al Vangelo, frequentando con assiduità i Sacramenti, pregando in modo semplice, senza gesti o atteggiamenti strani, soprattutto se in gruppo. E’ evidente che oggi lo Spirito Santo voglia suscitare numerosi gruppi intenti alla preghiera di liberazione! Le Preghiere di Liberazione valgono esclusivamente per “l’Auto Liberazione”. Possono essere recitate da chiunque, ma solo come forma di “Preghiera Privata”.

Anche se il fine è lodevole, NESSUNO può attaccare direttamente il demonio per liberare altre persone. Recitare queste preghiere non significa fare un esorcismo: l’esorcismo è solo quello fatto da un sacerdote esorcista come forma di preghiera pubblica, solenne in nome e con l’autorità della Santa Chiesa Cattolica.

Comunque la preghiera di liberazione per eccellenza come il miglior punto di partenza è una buona e sincera CONFESSIONE.

CHE COS’E’ UN ESORCISMO?

L ‘esorcismo è un sacramentale, una forma di Preghiera Pubblica e Solenne che si fa in nome e con l’autorità della Santa Chiesa, per mezzo di un sacerdote per l’appunto esorcista che abbia ricevuto un espresso mandato dal vescovo, o per mezzo del vescovo stesso (tutti i vescovi sono esorcisti), al fine di

per liberare persone, oggetti e case dall’influenza o dalla possessione diabolica, ossia dall’azione straordinaria del maligno, e sottrarre così i soggetti e/o gli oggetti dal suo dominio.

Un esorcista può essere “aiutato” da laici o gruppi di preghiera (come ad esempio i gruppi di “preghiera e liberazione” di cui il vescovo esorcista Andrea Gemma è stato più volte promotore), ma resta chiaro il fatto che per poter effettuare un esorcismo ci vuole il sacerdote esorcista, solo lui può compiere il rito esorcistico e nessun altro!

L’esorcista, inoltre, ha il dovere di ” usare circospezione e prudenza; non deve credere vessato dal diavolo chi invece soffre di una qualche malattia psichica “. Il diavolo, beninteso, rimane lo stesso di sempre e, così, anche i segni della sua presenza nell’individuo che sono: “il parlare lingue sconosciute, mostrare una forza fisica non conforme all’età o allo stato di salute, ed esprimere con la blasfemia un’avversione viscerale a Dio ecc.”.

Ciò non toglie, però, che laddove si possa credere di avere a che fare con una possessione diabolica, si abbia in realtà più spesso a che fare con una malattia psichica; un bravo esorcista saprà certamente discernere in merito. Oggi, poi, sono sempre di più gli esorcisti che utilizzano come strumento di indagine (in merito alla possibilità di una possessione o meno) il rito esorcistico stesso, magari con l’esorcismo breve di Leone XIII.

Perché l’esorcismo, poi, possa essere efficace e realmente di aiuto al posseduto, c’è bisogno che questi abbia la volontà di essere liberato: Dio, nella sua infinita misericordia, è dispensatore di infinite Grazie, ma non può imporcila Grazia. Solola volontà di conversione e la costanza nella preghiera e nella frequenza ai Sacramenti consente l’efficacia dell’esorcismo. Diversamente si dimostra un’inutile fatica.

Non a caso Gesù ci ammonisce: “Quando lo spirito immondo esce da un uomo, se ne va per luoghi aridi cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice: Ritornerò alla mia abitazione, da cui sono uscito. E tornato la trova vuota, spazzata ed adorna. Allora va, si prende sette altri spiriti peggiori ed entra a prendervi dimora; e la nuova condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a questa generazione perversa “(Mt. 12,43).

 

I SACRAMENTALI

Cosa sono ? (note tratte dal Catechismo della Chiesa Cattolica): Mezzi di Grazia, di misericordia di Dio e  di difesa e protezione dal Maligno

1667 – «La santa Madre Chiesa ha istituito i sacramentali. Questi sono segni sacri per mezzo dei quali, con una certa imitazione dei sacramen­ti, sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti ef­fetti soprattutto spirituali. Per mezzo di essi gli uomini vengono disposti a ricevere l’effetto principale dei sacramenti e vengono santificate le varie circostanze della vita».

I TRATTI CARATTERISTICI DEI SACRAMENTALI

1668 – Essi sono istituiti dalla Chiesa per la santificazione di alcuni mi­nisteri ecclesiastici, di alcuni stati di vita, di circostanze molto varie del­la vita cristiana, così come dell’uso di cose utili all’uomo. Secondo le decisioni pastorali dei Vescovi, possono anche rispondere ai bisogni, al­la cultura e alla storia propri del popolo cristiano di una regione o di un’epoca. Comportano sempre una preghiera, spesso accompagnata da un determinato segno, come l’imposizione della mano, il segno della croce, l’aspersione con l’acqua benedetta (che richiama il Battesimo), olio, sale, incenso ecc..

1669 – Essi derivano dal sacerdozio battesimale: ogni battezzato è chia­mato ad essere una benedizione e a benedire. Per questo anche i laici possono presiedere alcune benedizioni; più una benedizione riguarda la vita ecclesiale e sacramentale, più la sua presidenza è riservata al mi­nistro ordinato (Vescovo, presbiteri o diaconi).

1670 – I sacramentali non conferiscono la grazia dello Spirito Santo alla maniera dei sacramenti; però mediante la preghiera della Chiesa prepa­rano a ricevere la grazia e dispongono a cooperare con essa. (Cioè non è l’olio, il sale o altro che è miracoloso, ma la preghiera fatta dalla Chiesa su questi elementi che libera dal maligno.

«Ai fedeli ben disposti è dato di santificare quasi tutti gli avvenimenti della vita per mezzo della grazia divina che fluisce dal mistero pasquale della pas­sione, morte e risurrezione di Cristo, mistero dal quale derivano la loro efficacia tutti i sacramenti e i sacramentali; e così ogni uso onesto delle cose materiali può essere indirizzato alla santificazione dell’uomo e alla lode di Dio».

LE VARIE FORME DI SACRAMENTALI

1671 – Fra i sacramentali ci sono innanzi tutto le benedizioni (di persone, della mensa, di oggetti, di luoghi). Ogni benedizione è lode di Dio e preghiera per ottenere i suoi doni. In Cristo, i cristiani sono benedetti da Dio Padre «con ogni benedizione spirituale» (Ef 1,3). Per questola Chiesa impartisce la benedi­zione invocando il nome di Gesù, e facendo normalmente il santo segno della croce di Cristo.

1672 – Alcune benedizioni hanno una portata duratura: hanno per effetto di consacrare persone a Dio e di riservare oggetti e luoghi all’uso liturgico. Fra quelle che sono destinate a persone da non confondere con l’ordinazione sacramentale figurano la benedizione dell’abate o dell’abbadessa di un monastero, la consacrazione delle vergini e delle vedove, il rito della professione religiosa e le benedizioni per alcuni ministeri ecclesiastici (lettori, accoliti, cate­chisti, ecc). Come esempio delle benedizioni che riguardano oggetti, si può se­gnalare la dedicazione o la benedizione di una chiesa o di un altare, la benedi­zione degli olii santi, dei vasi e delle vesti sacre, delle campane, ecc.

1673 – Quando la Chiesadomanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l’influenza del maligno e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo. Gesù l’ha praticato; è da lui che la Chiesaderiva il potere e il compito di esorcizzare. In una for­ma semplice, l’esorcismo è praticato durante la celebrazione del Battesimo. L’esorcismo solenne, chiamato «grande esorcismo», può essere praticato solo da un presbitero e con il permesso del Vescovo. In ciò bisogna procedere con prudenza, osservando rigorosamente le norme stabilite dalla Chiesa. L’esorci­smo mira a scacciare i demoni o a liberare dall’influenza demoniaca, e ciò me­diante l’autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa. Molto diverso è il caso di malattie, soprattutto psichiche, la cui cura rientra nel campo della scienza medica. È importante, quindi, accertarsi, prima di celebrare l’esorcismo, che si tratti di una presenza del maligno e non di una malattia.

LA RELIGIOSITÀ POPOLARE

1674 – Oltre che della liturgia dei sacramenti e dei sacramentali, la cate­chesi deve tener conto delle forme della pietà dei fedeli e della religiosi­tà popolare. Il senso religioso del popolo cristiano, in ogni tempo, ha trovato la sua espressione nelle varie forme di pietà che accompagnano la vita sacramentale della Chiesa, quali la venerazione delle reliquie, le visite ai santuari, i pellegrinaggi, le processioni, la «via crucis», le dan­ze religiose, il Rosario, le medaglie, ecc.

1675 – Queste espressioni sono un prolungamento della vita liturgica della Chie­sa, ma non la sostituiscono: «Bisogna che tali esercizi, tenuto conto dei tempi liturgici, siano ordinati in modo da essere in armonia con la sacra liturgia, deri­vino in qualche modo da essa, e ad essa, data la sua natura di gran lunga su­periore, conducano il popolo cristiano».

IN SINTESI

1677 – Si chiamano sacramentali i sacri segni istituiti dalla Chiesa il cui scopo è di preparare gli uomini a ricevere il frutto dei sacramenti e di santificare le varie circostanze della vita.

1678 – Fra i sacramentali, le benedizioni occupano un posto importante. Esse comportano ad un tempo la lode di Dio per le sue opere e i suoi doni, e l’intercessione della Chiesa affinché gli uomini possano usare i doni di Dio secondo lo spirito del Vangelo.

1679 – Oltre che della liturgia, la vita cristiana si nutre di varie forme di pietà popolare, radicate nelle diverse culture. Pur vigilando per illu­minarle con la luce della fede, la Chiesa favorisce le forme di reli­giosità popolare, che esprimano un istinto evangelico e una saggezza umana e arricchiscono la vita cristiana. 

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

Nella lettera agli Efesini al cap. 6,10 troviamo l’esortazione di San Paolo per ogni cristiano a partecipare quale soldato di Cristo al combattimento spirituale contro lo spirito delle tenebre che dimora nelle regioni celesti, cioè sopra il nostro capo. “Del resto attingete forza nel Signore……

San Pio da Pietralcina diceva: “se vedessimo quanti spiriti aleggiano nell’aria, il sole si oscurerebbe”.

Tale affermazione ci indica la situazione in cui viviamo, cioè immersi in un folta presenza di entità negative che ci disturbano e ci inducono al peccato al fine di rompere la nostra amicizia con Dio. Per tale motivo ogni battezzato deve indossare l’armatura di Dio per resistere ai dardi infuocati del maligno, il combattimento è arduo e impegnativo, ma Gesù ci garantisce la vittoria, satana è stato sconfitto per sempre da Gesù con la sua morte e resurrezione  anche noi siamo più che vincitori.

Ogni battezzato deve combattere :

  • Contro se stesso: per vincere la concupiscenza della carne (inclinazione al peccato insita nell’uomo), la superbia del cuore, la durezza nel perdonare, purificazione degli occhi, della bocca e del corpo, vincere i vizi capitali con la preghiera e la vicinanza ai sacramenti per vincere le opere della carne che hanno tendenze contrarie allo Spirito (Gal 5.22);
  • Contro le strutture ingiuste di peccato: il mondo appartiene al maligno, lui né è il principe, dilatando la fame di potere e di denaro, (1 Tm 6,9-10) imprigiona tanti figli di Dio in una trappola infernale seminando discredito, divisioni, guerre intestine, supremazia nei confronti del prossimo al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati. Infatti, l’attacco del maligno è maggiore su coloro che esercitano ruoli di potere della politica, della società, nella Chiesa con la pedofilia, satana con i suoi falsi profeti attaccanola Chiesa mediante congiure aspre tendenti a screditare l’opera di Cristo e della Chiesa in questi duemila anni.
  • Il mistero iniquitatis è in atto, anche all’interno della stessa Chiesa così come diceva Paolo VI negli anni 70: “Il fumo di satana è entrato nella Chiesa”. L’opera del nemico è invisibile, la società moderna lo aiuta perché non parla più di lui, e così indisturbato cerca in tutti i modi rovinare l’opera di Dio, l’uomo e il creato.

Nella Gaudium et Spes troviamo che tutta la storia umana è pervasa dal combattimento contro

il male, lotta di Gesù, lotta degli apostoli, lotta dei battezzati fedeli laici di oggi: ” Tutta intera la storia umana è pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta cominciata fin dall’origine del mondo e destinata a durare, come dice il Signore, fino all’ultimo giorno “. (G. S.  37).

 

STRATEGIA  DI  DIFESA E  DI  ATTACCO DEL SOLDATO DI CRISTO

Come una normale battaglia fra due eserciti, si affronta il nemico con una strategia ben precisa, pianificando le varie operazioni di difesa e di attacco. Anche nei confronti del maligno è necessario prevedere per tutto il popolo di Dio una strategia di difesa e di attacco al nemico dell’uomo. Analizziamole nel dettaglio.

Strategia di Difesa: Sia nell’azione ordinaria che straordinaria è necessario intraprendere una attività di difesa dal maligno, anche se si assiste ad una negazione sua dell’esistenza .

La prima importante azione di difesa è quella di non aprire noi stessi le porte all’azione malefica ricorrendo a maghi, fattucchieri, messe nere, riti di profanazione, aderire a sette sataniche, consacrare la propria vita o la famiglia a satana per motivi economici, riti wudoo, pratiche orientali, yoga, sedute spiritiche, rock satanico, amuleti, talismani caricati di negatività consegnati agli ignari destinatari come la soluzione al proprio problema, riducendo la fede in un atto magico.

Queste ed altre pratiche aprono spiragli pericolosissimi al nemico, il quale si presenta immediatamente al fine di distruggere l’anima. La prima grande difesa è quella di fuggire queste occasioni di peccato mortale ci si difende per non essere colpiti. Paolo VI diceva che: “tutto ciò che ci ripara dal peccato ci difende dall’invisibile nemico”. I sacramenti, la vita di preghiera, personale e comunitaria,  portano all’amicizia con Dio, proteggendoci dal maligno.

 

Strategia di attacco: ci sono circostanze in cui non basta difendersi, ma è necessario attaccare, per tale motivo San Paolo scrivendo alla comunità di Efeso, descrive l’importanza e la necessità che ogni cristiano indossi la completa armatura di Dio (Ef 6.10-18), per un vero e proprio combattimento nella fede (1 Tm 6.12). Chi ha incontrato Cristo nella propria vita non può non combattere il nemico di Dio e degli uomini, infatti quando non ci schieriamo con Cristo, inconsapevolmente siamo collaboratori di satana, Dio non sopporta i tiepidi (Ap 3.15-16).

 

Il nostro apostolato: l’evangelizzazione è una forte azione di attacco, infatti accompagnare le anime, le famiglie, i giovani all’incontro personale con Cristo, evita che tanti battezzati cosiddetti non praticanti, vengano intrappolati inconsapevolmente dal nemico poiché loro stessi a volte negano la sua esistenza. A Tal proposito è necessario rievangelizzare i battezzati, presentando il Cristo Risorto dalla morte e vincitore su satana. Per ogni anima o famiglia che intraprende un cammino di fede, di formazione e studio della Parola di Dio, avviene comunque una grande liberazione delle anime.

Possiamo quindi giungere ad una conclusione che se evangelizzare significa portare anime a Cristo, indirettamente le strappiamo al potere di satana, anche se permane in tutti la sua azione ordinaria.

Oltre a questi stili di vita da soldato di Cristo, ci sono in particolare sei armi di attacco, analizziamole nel particolare:

  • Nella sofferenza offerta: sia che sia causata da eventi naturali o causata dal maligno, con atteggiamento di fede matura e incrollabile, ci lasciamo inchiodare alla croce come Gesù, offriamo tale sofferenza a Dio per la conversione dei peccatori, partecipando e completando anche nel nostro corpo di patimenti di Cristo.

Tale offerta delle nostre sofferenze, senza mormorazioni e lamentele, diventa strumento di

santità per la grande gloria futura (Rm 8.18).

Servendo la persona umana: costituisce una valida azione di attacco quando non solo come operai della Vigne del Signore ci adoperiamo ad annunciare il Vangelo, ma servendo la persona umana facendogli riscoprire la dignità di figlio di Dio, il diritto alla vita e alla vita del cuore, cercando di arginare in ogni modo e qualsiasi risorsa le nuove povertà dell’umanità.

  • Servendo la società:secondola Dottrina Sociale della Chiesa, ogni battezzato non può rimanere chiuso nelle sacrestie delle nostre chiese, ma è necessario uscire fuori promuovendo le esigenze della famiglia, sensibilizzando i cristiani a protendere alla sana politica che tenga conto solo e

sempre il bene comune, quando induciamo gli uomini di cultura o di potere a riflettere su

tematiche che riguardano la dignità della persona.

Oppure quando testimoniamo il nostro essere cristiani nel mondo o nel nostro posto di lavoro, svolgendo i compiti affidati con spirito di sacrificio, impegno e anche tra mille difficoltà, il nostro lavoro possa divenire strumento di buona testimonianza di vita cristiana e santità di vita.

  • Al momento della nostra morte: in questo momento ultimo della nostra vita, si svolge una delle più agguerrite battaglie spirituali tra le forze del bene e quelle delle tenebre, così come spesso recitiamo nella preghiera dell’Ave Maria, chiedendo la sua materna intercessione per questo momento delicato per l’anima. Il maligno in questi casi cerca in tutti i modi di strappare l’anima alla Grazia di Dio dilatando la sofferenza e portando l’anima a rinnegare Dio. Bisogna vigilare su noi stessi fino all’ultimo respiro della nostra vita, poiché può succedere che dopo una vita vissuta in Cristo, nell’istante ultimo possiamo cedere alla tentazione del nemico. Chi ha la grazia di sapere l’ora della propria morte, può offrire la propria anima a Gesù  che l’accolga nel

suo Regno. Per quanto le circostanze lo permettono, sarebbe ottimale ricevere i sacramenti e

presentarsi in grazia e con fiducia al cospetto di Dio.

  • Con le preghiere di liberazione………..
  • Con l’arma dell’esorcismo solenne di Leone XIII: tale ultima arma viene usata in casi rari e gravi di possessione, tenendo conto del discernimento che fa l’esorcista prima di procedere, distinguendo fra disturbo spirituale o patologico.

 

CONCLUSIONI

Questa breve riflessione su una tematica delicata e ancor poco conosciuta dalla gran parte dei battezzati, meriterebbe uno studio più approfondito al fine di formare le coscienze e prepararle al combattimento spirituale, affinchè cristiani maturi possano esercitare con le dovute cautele le preghiere di liberazione, avendo la prudenza nel caso si dovessero presentare reazioni particolari di sospendere tale preghiera e rivolgersi all’esorcista.

L’esorcismo solenne invece, dovrebbe essere inserito nella pastorale ordinaria della Chiesa richiamando la triplice attività di Gesù il quale durante la sua missione:

  1. 1.     Annunciava;
  2. 2.     Guariva;
  3. 3.     Liberava.

 

Stessa cosa riguardava gli apostoli, così oggi per alcuni sacerdoti nominati dal Vescovo. Oggi si da poca importanza a tale problema, infatti durante la messa al momento della preghiera dei fedeli, non si trova mai una intenzione di preghiera per coloro che sono disturbati dal maligno, ciò è una grave omissione da parte di alcuni Vescovi che ancora si ostinano a sottovalutare l’aspetto medianico – diabolico, che colpisce il popolo di Dio. Si renderebbe necessario almeno un sacerdote per diocesi che possa consolare e accompagnare i vessati, i quali vanno amati con amore di predilezione, e nel contempo è necessario formare le coscienze a vincere la paura che induce i fedeli a vedere il demonio ovunque.

Questo è il compito della madre Chiesa, illuminare i figli di Dio affinché evitino di rivolgesi ai maghi, fattucchieri, astrologi come le ultime statistiche ci danno risultati veramente preoccupanti:

al nord    41%,

al centro 31%,

al sud      28% .

Molti di questi operatori dell’occulto sono solo dei furfanti imbroglioni, ma alcuni di essi sono dei veri e propri adoratori di satana, con poteri di preveggenza straordinari, che legano sempre più e per sempre le anime al principe di questo mondo di tenebra.

Ecco allora validissimo l’appello di Mons. Gemma Vescovo di Isernia, il quale invita le varie diocesi a preparare sacerdoti per tale ministero accompagnati da equipe di laici ben formati spiritualmente per formare un vero esercito di Cristo che combatte le macchinazioni del maligno.

Fra Benigno Palilla

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza