24-Educare i Figli di Cristo

Viviamo in un tempo straordinario in cui tante abitudini, concezioni, e modalità storiche di convivenza sono entrate in crisi: il matrimonio, la vita consacrata, la scuola, la democrazia, i partiti, le varie forme associative etc. Tutto è in travaglio, e in trasformazione. lasciandoci quindi trasformare dallo Spirito di Cristo, nostra Nuova Umanità.
Viviamo in un tempo straordinario in cui tante abitudini, concezioni, e modalità storiche di convivenza sono entrate in crisi:
il matrimonio, la vita consacrata, la scuola, la democrazia, i partiti, le varie forme associative etc. Tutto è in travaglio, e in trasformazione.
lasciandoci quindi trasformare dallo Spirito di Cristo, nostra Nuova Umanità.

EDUCARE I FIGLI PER CRISTO

 

Ci sono determinate cose che solo i genitori possono fare se vogliono che i loro figli crescano bene e amino Gesù. E’ un compito che richiede grande difficoltà e attenzione. Nessuna cosa veramente buona è stata portata a termine senza difficoltà. Di ogni paziente sforzo i genitori saranno ripagati se sapranno perseverare fino alla fine.

Quello che i genitori dovrebbero fare

1) Inculcate nel cuore dei vostri figli la certezza che voi siete ciò che volete che essi diventino                                  

   Praticate quotidianamente lo stesso amore altruistico e la stessa giustizia che richiedete da loro. Dio ha detto: “Inculca al bambino la condotta

   che deve tenere; anche quando sarà vecchio,  non se ne allontanerà”. Niente può sostituire l’esempio.

2) Seguire Cristo deve essere la condotta di ogni giorno.

I vostri figli devono vedere che siete tanto religiosi in chiesa, quanto a casa, gli stessi a lavoro e quando pregate.

La vostra fede in Dio dovrebbe essere l’atmosfera della casa.

3) Insegnate ai vostri figli ad essere gentili.

La mancanza di delicatezza e di simpatia verso gli altri, dolorosamente visibile in alcune persone, è nient’altro che il risultato delle lacune del loro primo insegnamento in questo campo Non essendo stati corretti sono stati praticamente incoraggiati in piccoli atti di scortesia così pizzicavano il gattino, spaventavano un uccello, dopo tutto ciò, il disprezzare il mendicante o schernire il povero avrà seguito a breve distanza.

4) Sforzatevi di rendere i vostri figli dei buoni lavoratori.

Date loro la possibilità di contribuire al lavoro pratico della casa o del giardino… . Fateli lavorare o giocare per tutte le ore. che sono svegli. Le mani oziose sono strumenti del diavolo.

5) Affidatevi allo Spirito Santo affinché benedica i vostri sforzi.

6) Insistete sull’obbedienza in tutto quello che chiedete.

Abituare a una sottomissione pronta e volenterosa alla vostra volontà prepara ad un obbedienza a Dio e ciò è più importante di qualsiasi altro cosa. Come si fa questo?

  Abitudine all’obbedienza

1) Incominciate presto.

 Un vecchio detto dice: “Se non metti la tintura nella lana, sarà difficile che il vestito acquisti colore”. Anche il

 neonato nelle braccia della madre può già imparare a fare la volontà della madre.

2) Non date troppi comandi.

Assicuratevi l’obbedienza in ogni vostro comando. Quante volte i genitori dicono di fare questo o quello senza neanche aspettarsi di vedere eseguiti i loro desideri? Questo porta i figli a credere che non importa se obbediscono.

 3)Assicuratevi che ogni comando sia alla portata del bambino.

È crudele chiedere ai bambini di fare qualche cosa che superi le loro forze:  stare seduti immobili per un’ora o andare a letto quando c’è qualcosa di entusiasmante.

 4) Mostrate a vostro figlio, in modo comprensibile, la vostra disapprovazione verso ogni disobbedienza.

Non potete lasciare passare inosservata la disobbedienza.
5) Date ai vostri figli punizioni appropriate quando disubbidiscono.

 

Quello che i genitori non dovrebbero tare

  1. l) Non dovere mai dare la priorità a cose materiali e temporali piuttosto che a quelle spirituali ed eterne.

   Non fate spazio a nessun atteggiamento che dia l’impressione ai vostri figli che fare soldi, piacere alla gente, guadagnare la lode

   degli uomini, potrebbero avere maggiore valore che piacere a Dio..
2) non ingannatevi credendo che se i vostri figli vengono lasciati a se stessi svilupperanno naturalmente un   

carattere devoto, santo, che si sacrificherà  come voi desiderate.
Anche se i bambini non vengono al mondo con una indole malvagia, certamente diventano molto presto egoisti e birichini. Bisogna riconoscere questo fatto e affrontarlo con coraggio e fede, non solo per il loro bene, ma per voi stessi.

3) Non crediate che i figli dal carattere risoluto ed energico siano pronti a sottomettere la loro volontà, prima ai genitori poi a Dio,  

   senza paziente e perseverante sforzo da parte vostra.
   Dovete adoperarvi per la loro salvezza e non lasciate che alcuna cosa vi fermi dal perseverare.

4) Non aspettatevi che i vostri figli siano in alcun modo migliori nel carattere e nella condotta, dall’esempio dato da voi, dagli amici o da coloro con cui passano il tempo.
Se permettere loro di associarsi a cristiani superficiali a gente mondana, non sorprendetevi se poi subiranno questi esempi e si allontaneranno da Dio.

5) Non contaminate, l’amore per ciò che è effimero, inculcando in loro la vanità.
Voi farete questo se date loro un assaggio di abiti costosi, e fate loro indossare ogni specie di ornamento. Se li riempite col concetto puerile che loro hanno un viso più carino degli altri, non meravigliatevi se più tardi saranno attirati dai mondo.

Un decalogo per il papa

   (Bruno Ferrero. Bollettino Salesiano marzo 2005)

1°. Il primo dovere di un padre verso i suoi figli e amare In madre. La famiglia è un sistema che si regge sull’amore. Non quello presupposto, ma quello reale, effettivo. Senza amore,  è impossibile sostenere a lungo le sollecitazioni della vita familiare.          Non si può fare i genitori “per dovere”. L’educazione è sempre un “gioco di squadra”. Nella coppia, come con i figli, deve crescere, un accordo profondo, un’intima unione che danno piacere e promuovono la crescita, perché rappresentano una base sicura.            Un papà può proteggere la mamma dandole in “cambio”, il tempo di riprendersi, di riposare e ritrovare un po’ di spazio per se.

2°. Il padre deve soprattutto esserci. Una presenza che significa “voi siete il primo interesse della mia vita”. Affermano le statistiche che, in media, un papà trascorre meno di cinque minuti al giorno in modo autenticamente educativo con i propri figli. Esistono ricerche che hanno riscontrato un nesso tra l’assenza del padre e lo scarso profitto scolastico, il basso quoziente di intelligenza, la delinquenza e l’aggressività. Non è questione di tempo, ma di effettiva comunicazione, esserci, per un papà vuol dire parlare con i figli, discorrere del lavoro e dei problemi, farli partecipare il più possibile alla sua vita. E’ necessario imparare a notare tutti quei piccoli e grandi segnali che i ragazzi inviano continuamente.

3°. Un padre è un modello, che lo voglia o no. Oggi la figura del padre ha un enorme importanza come appoggio e guida del figlio. In primo luogo come esempio di comportamenti, come stimolo a scegliere determinate condotte in accordo con i principi di correttezza e civiltà. In breve, come modello di onesta, di lealtà e di benevolenza. Anche se non lo dimostrano, anche se persino lo negano, i ragazzi badano molto di più a ciò che il padre fa, più che  alle motivazioni. La dimostrazione di ciò che chiamiamo “coscienza” ha un notevole peso quando venga fornita dalla figura paterna.

4°. Un padre da sicurezza. Il papà è il custode. Tutti in famiglia si aspettano protezione dal papà. Un papà protegge anche imponendo delle regole e dei limiti di spazio e di tempo, dicendo ogni tanto “no”, che è il modo migliore per comunicare: “Ho cura di te”.

5°. Un padre incoraggia e da forza. Il papà dimostra il suo amore con la stima, il rispetto, l’ascolto e l’accettazione. E’ vera tenerezza di padre quando dice: “Qualunque cosa capiti, sono qui per te!”. Di qui nasce nei figli quell’atteggiamento vitale che è la fiducia in se stessi. Un papà è sempre pronto ad aiutare i figli. A compensare i loro punti deboli.

6°. Un padre ricorda e racconta. La paternità è vera quando diventa l’isola accogliente per i “naufraghi della giornata”. E’ fare di qualche momento particolare, la cena per esempio, un punto d’incontro per la famiglia, dove si possa conversare in un clima sereno. Un buon papà sa creare la magia dei ricordi, attraverso i piccoli rituali dell’affetto. Nel passato, il padre era il portatore dei “valori”, e per trasmettere i valori ai figli basta imporli con la testimonianza di vita. La vita moderna ci impedisce di farlo. Come si fa a dimostrare qualcosa ai figli, quando non si ha neppure il tempo di parlare con loro, di stare insieme tranquillamente, di scambiare idee, progetti, opinioni, di palesare speranze, gioie o delusioni?

7°. Un padre insegna a risolvere i problemi. Un papà è il miglior passaporto per il mondo “di fuori”. II punto sul quale influisce fortemente il padre,  è la capacita di dominio della realtà, l’attitudine ad affrontare e controllare il mondo in cui si vive. Elemento anche questo che contribuisce non poco alla strutturazione della personalità del figlio. Il papà è la persona che fornisce ai figli la mappa della vita.

8°. Un padre perdona. Il perdono del papà è la qualità più grande, più attesa, più sentita da un figlio. Un giovane rinchiuso in un carcere minorile confida: “Mio padre con me è sempre stato freddo di amore e di comprensione. Quando ero piccolo mi voleva un gran bene; ci fu un giorno che commisi uno sbaglio: da allora non ebbe più il coraggio di avvicinarmi e di baciarmi come faceva prima. L’amore che nutriva per me scomparve: ero sui tredici anni… Mi ha tolto l’affetto proprio quando ne avevo estremamente bisogno. Non avevo uno a cui confidare le mie pene. La colpa è anche sua se sono finito così in basso. Se fossi stato al suo posto, mi sarei comportato diversamente. Non avrei abbandonato mio figlio nel momento più delicato della sua vita. Lo avrei incoraggiato a ritornare sulla retta via con la comprensione di un vero padre.  A me è mancalo tutto questo”.

9°. Il padre è sempre il padre. Anche se vive lontano. Ogni figlio ha il diritto di avere il suo papà. Essere trascurati o abbandonati dal proprio padre è una ferita che non si rimargina mai.

10°. Un padre è immagine di Dio. Essere padre è una vocazione, non solo una scelta personale. Tutte le ricerche psicologiche dicono che i bambini si fanno l’immagine di Dio sul modello del loro papà. La preghiera che Gesù ci ha insegnato è il Padre Nostro. Una mamma che prega con i propri figli e una cosa bella, ma quasi normale. Un papà che prega con i propri figli lascerà in loro un’impronta indelebile.

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza