25-Cos’è l’Aborto

La legge 194/78 lo chiama IVG, ma che cos'è davvero l'aborto procurato?
La legge 194/78 lo chiama IVG, ma che cos’è davvero l’aborto procurato?

 

COSA E’ L’ABORTO

 

È l’intervento chirurgico più diffuso e spesso viene praticato solamente perché la donna vuole evitare preoccupazioni, cerca di vivere comodamente e ci tiene alla propria cosiddetta felicità. In questa epoca in cui dominano il vantaggio e la comodità personale, l’aborto ci viene presentato come un modo “semplice e veloce” per eliminare “un problema fastidioso”.

I consulenti in materia di aborto non dicono la verità alle donne su quello che stanno per fare a loro e ai loro bambini, l’aborto è un intervento delicato che può dare luogo a complicazioni e non è privo di rischi.

Dopo un aborto nella donna aumenta la possibilità di futuri aborti spontanei, di nascite premature, di sterilità e di gravi disturbi emotivi. Invece di dire queste cose, si tende a ridicolizzare le paure delle donne a far sembrare che l’operazione è priva di pericoli. Quando un bambino diventa persona?  Con la fecondazione, e cioè quando i 23 cromosomi dello sperma si uniscono con i 23 cromosomi dell’ovulo. Non si deve aggiungere nient’altro. tranne il tempo e il nutrimento.

“Se  presso di me alcuna richiesta sarà valida per indurmi  a somministrare  veleno alcuno, ne darò mai consigli di tal genere similmente non opererò sulle donne allo scopo d’impedire il concepimento e di procurare l’aborto.”

Questa dichiarazione fa parte del giuramento di Ippocrate che i medici hanno assunto da secoli come modello morale per disciplinare la propria vita impegnata a guarire. Un medico che pratica l’aborto ha detto: “La prima volta mi pareva di essere un omicida, ma poi ho fatto la stessa cosa molte altre volte. Certo, i soldi erano importanti e poi quando cominciai a considerare queste donne come animali e questi bambini come semplice tessuto, è stato semplice”. La Bibbia spiega che si tratta di un irrigidimento della coscienza, di un indurimento del  cuore. Questo succede quando ci rifiutiamo di ascoltare la voce interna che ci dice:

“c’è qualcosa che non va “.

Se continuiamo a soffocarla prima o poi non la sentiremo più. come prima reazione tireremo un sospiro di sollievo, invece dovremmo piangere amare lacrime di tristezza perché un pane della coscienza, della comunicazione con Dio è morta. Dio ci dice “prima che io t’avessi formato nel seno di tua madre, io ti ho conosciuto; e prima che tu uscissi dal seno io ti ho consacrato profeta delle nazioni” (Geremia 1,4-5).

Dio non aspetta che un bambino si muova o sia del tutto pronto ad affrontare la vita fuori dalla pancia di sua madre prima di amarlo e riconoscerlo come un piccolo essere umano. Solo Dio ha il diritto di chiamare a sé gli innocenti (Deut. 32.39).

 Solo Lui ha il diritto di aprire o chiudere il grembo di una madre. L’uomo si è appropriato di questo compito divino. Le madri con le loro giustificazioni più o meno valide, i medici con i loro strumenti affilati vogliono scimmiottare Dio. Ci pensano bene perché questo a Dio non piace, anzi Lui ne è profondamente addolorato. Non possiamo infrangere le regole di Dio senza subirne le conseguenze. Ci inganniamo se crediamo che egli non veda.

” In ogni luogo sono gli occhi del Signore, scrutano i malvagi e i buoni” (Proverbi 15,3).

Se stai per commettere l’errore di porre termine ad una vita che ti è stata data come dono di Dio (Sal. 127.3) ti prego di tornare sulla tua decisione. Ti prego di non fare qualcosa di cui ti pentiresti per il resto della vita; non distruggere qualcosa che ti appartiene. Qualunque bambino appartiene a Dio anche se si trova nel tuo grembo. Se in questo momento non ti senti in grado di allevare un figlio ti prego di ripensare alla tua situazione, forse un modo c’e …prega. se dopo sentirai  ancora che non è possibile decidi di essere una

persona che dà, non una che prende: L’ABORTO È UN OMICIDIO

Per quanto se ne dica, non ti sarà facile dimenticare. Se non sei in condizioni di allevare tuo figlio hai la possibilità di fare il regalo più bello: il dono della vita. In  questo modo il dono sarà duplice: prima al tuo bambino e poi, se lo decidi, ad una famiglia che magari aspetta e spera da tanti anni di poter adottare un figlio.

Dio ci ordina di non uccidere (Esodo 20:13) e andare contro la sua  volontà può solo peggiorare le cose. Forse tutti coloro che conosci ti diranno che sarebbe una pazzia tenere questo bambino, ma non saranno loro a dover vivere con il senso di colpa e con il dolore di chi uccide. La scelta spetta a te.

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