32-Cantico dei Cantici quarto poema

Il Cantico dei Cantici, canta in un susseguirsi di poemi l'amore reciproco di un amato e di un'amata, che si raggiungono e si perdono, si cercano e si trovano. Il Cantico non segue un piano prestabilito. E' una raccolta di canti, uniti solo dal loro soggetto comune, cioè l'amore.
Il Cantico dei Cantici,
canta in un susseguirsi di poemi l’amore reciproco di un amato e di un’amata, che si raggiungono e si perdono, si cercano e si trovano.
Il Cantico non segue un piano prestabilito. E’ una raccolta di canti, uniti solo dal loro soggetto comune, cioè l’amore.

 

4° POEMA

Il quarto poema comincia, con un sogno, in una fredda notte d’estate. Presenta quattro scene intervallate dal coro e dalla ripetizione della formula di alleanza:

  • La prima scena descrive la notte angosciosa della ragazza che lascia fuggire l’amato;
  • La seconda scena parla della bellezza dell’uomo;
  • La terza scena riguarda il patto intimo dei due;
  • La quarta scena parla della bellezza dell’amata e della sua unicità per l’uomo rispetto ad ogni altra donna.

La prima scena del poema inizia, quindi, con un sogno che si trasforma in un incubo per la perdita dello sposo. <<io dormivo ma il mio cuore vegliava>> evidenzia come lei dormiente, assopita desideri nel suo io-profondo (sveglio) l’arrivo dell’amato. Finalmente avverte i rumori dell’amato che si sta avvicinando ma indugia(contrasto tra il desiderio di incontrare l’uomo e la paura a lasciarsi andare). La sposa non si sente pronta al dono di se desidera ma teme. L’amato tenta di aprire la porta da uno spiraglio questo tentativo crea in lei uno sconvolgimento interiore un fremito ma prevale la paura. La porta assume un significato simbolico è separazione ma al tempo stesso apertura all’incontro.  Quando la donna decide di aprire l’uomo è andato via rimane il profumo ma non lui (la porta si era imperlata della mirra lasciata dallo sposo), questo odore aspro e amaro lascia presagire la sensazione di angoscia della donna che inizia a cercare l’uomo in piena notte sfidando i pericoli racchiusi in essa( le sentinelle che cercano di approfittare di lei pensando fosse una prostituta).  La donna comunque continua la sua ricerca gridando al coro delle ragazze di Gerusalemme di essere <<malata di amore>>.  Le ragazze chiedono perché di tanto affanno e lei comincia con la descrizione dello sposo.

Tutto è soffuso di poesia, dolcezza e affetto delicato. Il primo riferimento riguarda lo splendore del volto dell’amato. L’immaginazione del sogno enfatizza ogni elemento,  il giovane è <<tutto delizie>>. Dopo essere passata dal capo ai piedi, ritorna al palato, richiamando i baci dell’amato. A questo punto il coro interroga nuovamente la donna su dove sia il suo diletto.

La donna risponde che il suo diletto è <<sceso nel suo giardino tra le aiuole del balsamo>> . Il giardino rappresenta la sposa stessa con la sua bellezza. Il buio della notte se ne va e comincia un nuovo giorno. Grazie all’intervento del coro la scena si capovolge da una ricerca affannosa si passa a un giardino incantato. La paura iniziale è ormai vinta la sposa è pronta a farsi dono accogliente per lo sposo.

Si passa quindi alla descrizione dell’uomo entusiasta della sua donna, guarda estasiato all’amata e ne tesse le lodi. La donna è paragonata alla città più bella del nord Tirzah ( prima capitale d’Israele  situata in una posizione ridente) e quella più bella del sud Gerusalemme (città madre, città unica). L’amata è incantevole, affascinante e maestosa un susseguirsi di titoli che suscitano nello sposo una sorta di turbamento, come qualcosa di troppo bello. Il cuore della descrizione risiede, comunque, nel proclamare la sposa come unica, lei è per l’amato la sua unica.

 

 

Messaggio

Il corpo nel Cantico è considerato segno visibile di una bellezza interiore (la bellezza del corpo rimanda alla bellezza dello spirito e viceversa). L’io spirituale è l’interiorità del corpo, il corpo la visibilizzazione dell’io spirituale (il corpo da solo non ha senso). Allo stesso modo l’incontro con la corporeità della persona amata implica l’incontro con la sua anima. Il corpo rimanda alla persona e la persona al cuore; un cuore che ama e fa sentire la sua sposa amata.  Quindi lui ha conquistato attraverso la sua bellezza la sua anima. Viceversa la sposa è l’unica che può saziare ogni desiderio di bellezza e di amore del suo uomo ( Il corpo è partecipe dell’amore spirituale).

La nudità corporea implica un’ armonia profonda che richiama la Genesi <<ora, tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie ma non ne provavano vergogna>>. I due amanti si accolgono  e si ammirano grazie alla loro corporeità, indice di attrazione, di reciproca appartenenza e di scambio. Dio  inscrive nell’umanità dell’uomo e della donna la vocazione e la capacità dell’amore e della comunione, creandola a sua immagine. Dio è infatti amore e vive in se stesso un mistero di comunione personale di amore. La rivelazione cristiana conosce due modi specifici di realizzare la vocazione della persona umana, nella sua interezza, all’amore: il matrimonio e la verginità. Sia l’una che l’altra  sono una concretizzazione della verità più profonda dell’essere umano, del suo essere creato a immagine e somiglianza di Dio. Essere creati come icone viventi di Dio significa essere strutturati per la relazione e l’incontro con l’altro da sé. Dio è in se stesso una relazione di Tre che sono uno.

Il corpo è realtà sponsale; il termine <<sponsale>>  infatti significa rispondere, promettersi, offrirsi evoca l’immagine di donarsi a qualcuno a cui ci si promette, ci si offre. I presupposti della sponsalità sono la libertà  e la gratuità. Il peccato in quanto opposizione al progetto divino , trasforma la sponsalità del corpo in tendenza all’appropriazione del corpo  altrui e proprio (creando confusione, fuga da Dio, morte). Dio è l’essere totalmente con gli altri e per gli altri <<nessuno ha un amore più grande di chi dona la vita per i propri amici>>. La sua corporeità è il sacramento di un’oblazione totale, libera e gratuita per il mondo. Il corpo ricevuto nell’incarnazione si fa offerta sulla croce. Gesù è realmente il nuovo Adamo dal cui costato aperto nasce  la nuova Eva, la Chiesa.

Il corpo degli sposi non è un muto spettatore: il corpo ama, come ama il cuore e amano le persone. Gli sposi non solo hanno un corpo ma sono il loro corpo e realizzano la loro vocazione a divenire una sola carne. La corporeità dei battezzati, nel matrimonio , riveste un alto significato sacramentale. Assumendo il termine sacramento nell’accezione comune segno visibile operativo di una realtà invisibile. La mutua donazione/accoglienza della dimensione fisica dell’amore entra nella piena realizzazione dell’evento delle nozze. Se infatti il segno sacramentale del matrimonio è costituito dallo scambio del consenso tra gli sposi, esso richiede la consegna mutua ed effettiva tra i due per un pieno attuari del sacramento. La donazione reciproca  dei due manifesta in pieno il suo contenuto, se segno di amore e tenerezza a immagine del Signore.

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza