33-Cantico dei Cantici quino poema

Il Cantico dei Cantici, canta in un susseguirsi di poemi l'amore reciproco di un amato e di un'amata, che si raggiungono e si perdono, si cercano e si trovano. Il Cantico non segue un piano prestabilito. E' una raccolta di canti, uniti solo dal loro soggetto comune, cioè l'amore.
Il Cantico dei Cantici,
canta in un susseguirsi di poemi l’amore reciproco di un amato e di un’amata, che si raggiungono e si perdono, si cercano e si trovano.
Il Cantico non segue un piano prestabilito. E’ una raccolta di canti, uniti solo dal loro soggetto comune, cioè l’amore.

 

5° POEMA

Il quinto poema inizia con un interrogativo da parte del coro sull’identità dell’innamorata, seguito da una lode particolarmente ricca dei due sposi che richiama la gioia dell’amarsi. L’interrogativo è colmo di sorpresa per la bellezza di lei e ricorre a quattro rappresentazioni ricche di poesia:

  • L’aurora che sorge all’orizzonte per indicare lo splendore della donna;
  • La luna che indica una dolcezza tenue e romantica;
  • Il sole per evocare il calore del suo amore;
  • Le schiere di vessilli per esprimere la maestosa impressione che ella crea a chi la guarda.

 Il poema richiama a quattro scene essenziali:

  • La discesa di lui nel giardino delle noci;
  • La danza della ragazza in mezzo a due schiere di compagne;
  • L’invito della fidanzata a uscire in campagna di buon mattino;
  • Il desiderio della sposa di un affetto fraterno.

Lo sposo inizia a manifestare tutta la sua gioia di poter fruire dei frutti della sposa con l’immagine del giardino (simbolo del corpo della sposa). Tanto è lo sconvolgimento che in lui crea questo amore <<da non riconoscersi più>> da sentirsi al limite dell’incoscienza, lui è  folle d’amore.

Interviene di nuovo il coro in cui la ragazza è immaginata mentre canta e volteggia felice e sorridente tra due gruppi di danzatrici. La quadruplice ripetizione del verbo volgiti sembra voler richiamare il ritmo dei passi della ragazza e richiamare sonoramente i suoi giri di danza. La ragazza viene chiamata la Shulammita termine che condensa in se tre orizzonti tematici:

  • Richiama Salomone e la sua donna ( una specie di calco della coppia delle origini);
  • Si collega al vocabolo shalom (pace) come per indicare colei che porta la pace;
  • Evoca l’antica Gerusalemme, Shalèm.

Mentre la ragazza danza lo sposo fa una illustrazione del corpo di lei ricca di meraviglia e stupore (ricca di delizie). Segue una dichiarazione che evidenzia il desiderio dell’uomo di poter salire e gustare i frutti della pianta (la palma).

Ricco di tenerezza è l’invito di lei a recarsi di buon mattino alle vigne per realizzare l’incontro d’amore tanto sospirato. Il loro incontro è descritto come un contatto appassionato di due bocche che si incontrano dove lui sente il profumo del respiro di lei. Durante quell’abbraccio/bacio la sposa manifesta parole di tenerezza all’amato. La ragazza avverte tutta la forza passionale del fidanzato verso di lei non solo sa di amare ma sa di essere amata. Il creato fa da contrappunto ai sentimenti del cuore, alla gioia di un affetto tenerissimo(le mie carezze). Il sogno sta ormai per realizzarsi <<là ti darò le mie coccole e sentirai la forza del mio amore>>. La notte non sarà più la notte dell’ansia ma il tempo di una tenerezza senza fine. Simbolo di questo sogno/realtà sono i profumi forti  come quelle delle mandragore (frutto quasi mitico per i palestinesi pare  che riscaldino il cuore).

A questo punto quasi uscendo dall’estasi dell’amore ritornando con i piedi per terra la sposa avverte la difficile situazione in cui si trova abitando in restrizione della famiglia fin quando non si saranno consumate le nozze. In questo frattempo le manifestazioni affettive sono sotto rigido controllo. Di qui l’anelito della sposa <<oh, se tu fossi un fratello per me!>>, incontrando l’amato per strada la donna potrebbe abbracciarlo e baciarlo senza timore. I termini fratello/sorella fanno pensare ad un’origine comune e all’allattamento al seno di un’unica madre, là dove le persone sono nate e hanno cominciato a vivere l’amore è apertura dei cuori, libertà di giudizio, amicizia profonda e confidenza. La ragazza vorrebbe poter stare con lui in questa dimensione come con i fratelli senza essere giudicata male.

Il messaggio

Il contenuto di fondo del canto è l’esperienza di una viva confidenza sponsale. E’ soprattutto la ragazza che anela a questo tipo di relazione affettiva perché è la più penalizzata dalle consuetudini sociali. Tematica rilevante per i fidanzati di ogni tempo. Il senso di un’amicizia spirituale tra gli innamorati che sia espressione di un amore capace di fiducia e in grado di farli sentire vicini (spesso  non è così lasciando in ombra in valore di compagni di vita vivendo più come confidenti non sapendo mettere tutto in comune). Con il termine amicizia si intende uno scambio elettivo tra i due fidanzati connotato da fiducia, rispetto reciproco, dialogo, confidenze e complicità.  In passato era impensabile l’idea di un’amicizia spirituale dei coniugi per i ruoli che si rivestivano  il marito pater familias che esercitava il suo potere sulla moglie e i figli.

L’amicizia tra gli innamorati va collocata nel contesto di un itinerario che si muove tra i poli dell’eros e dell’agape:

  • Eros inteso come amore di desiderio, di attesa e di ricerca;
  • Agape , amore di gratuità, di benevolenza e affetto, accoglienza nel dono;
  • E philìa, amore di condivisione, scambio paritario di fiducia, sincerità e dialogo.

L’amicizia è la forza, come il lievito, che alimenta la relazione d’amore e aiuta a crescere in un orizzonte di confidenze sempre maggiore. Nel cantico i due si guardano, si ammirano, si cantano, in un clima di amicizia, di amorevolezza e comunicazione affettiva. Usando molti aggettivi affettivi: mio diletto, mio amato, amica mia, compagna mia, sorella mia.

Particolarmente rilevante è la tematica che si evince dal desiderio che prova la fidanzata di poter abbracciare il fidanzato e lasciarsi andare con lui in una tenerezza libera senza restrizioni o limiti. Un desiderio che sfocia in un paradosso <<oh se tu fossi mio fratello>>, la ragazza ricerca la piena confidenza affettiva (senza condizionamenti sociali), in cui le manifestazioni fisiche sono segno dell’amicizia spirituale fra gli sposi. Sussiste infatti una relazione inseparabile tra persona, coppia, amicizia coniugale: la persona sposata è felice se il suo incontro con  il partner funziona e funziona se l’amore è vivo e lo sono i segni che lo esprimono. Ci si può immaginare una piramide dove il vertice è la persona, la coppia la base e lo spazio centrale l’amore nuziale come eros, agape e philìa.                                                         

Persona

                                                   lui     

Eros, agape                philìa


                                               lei

coppia

Il triangolo potrebbe essere rovesciato e sovrapposto in una sorta di stella di David.

L’amore sponsale è vero in quanto atto umano diretto da persona a persona, coinvolgendo l’interezza dell’essere dei due. La verità dell’amore deriva dalla verità della persona. La persona capace di dare e ricevere amore è in grado di costruire una relazione positiva con l’altro da sé. Avendo la vita di coppia molte esigenze, essa accentuerà alcune problematiche piuttosto che risolverle tra quelle che la persona si porta dietro. Per questo è necessario costruire un rapporto di coppia reale, stabile e profondo.

Le relazioni che si possono creare tra i coniugi/fidanzati sono di:

1)sovrapposizione;

2) perdita di una persona nell’altra;

3) due persone in cammino per diventare <<noi>>.

Solo nell’ultimo caso la soggettività non risulta accostata ma integrata in una comunione nuova. Non si tratta di vivere l’uno con l’altro ma l’uno per l’altro e nell’altro.

L’amore fra gli sposi contiene l’amicizia coniugale allo stesso modo in cui l’amicizia coniugale fa crescere l’amore. Sussiste dunque una reciprocità tra amore sponsale e amicizia: più cresce l’una più cresce l’altra e viceversa. Tutto questo è possibile solo se i due fidanzati si educano all’arte dell’affettività sincera, profonda e cordiale intessuta in un linguaggio di sentimenti e gesti di tenerezza.

Caltanissetta 06/12/2014

                                                                                                  Sintesi di Alessandra e Luca Buccoleri

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza