14-Crisi Coniugale

 

CRISI CONIUGALE

 “Rivestitevi dunque di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro” (Col 3,12-13).

Non esistono periodi particolari. Una coppia può, in qualsiasi momento della sua vita coniugale, trovarsi di fronte a gravi difficoltà. La vita in comune diventa pesante. A poco a poco cresce il malessere… Non ci si parla più, o assai poco. Spesso, sono i figli a rimanere l’unico argomento di conversazione, oppure la vita materiale, che prende un’importanza esagerata a scapito di un profondo scambio di doni. A volte, violenti litigi avvelenano la vita familiare, per altri invece a vincere è il risentimento, la delusione, la perdita di stima per il coniuge. E allora basta un nuovo incontro con una persona che faccia sentire uno dei due coniugi amata e importante sia sul piano professionale psicologico e affettivo, affiché si comincia a pensare di lasciare il coniuge e iniziare una nuova avventura con quella persona che all’inizio sembra perfetta, ma dopo il tempo del fervore, svelerà anch’essa le proprie fragilità, forse più del coniuge stesso, dilatando delusione e fallimento con una vita e la famiglia distrutta irrimediabilmente. Quando la coppia vive un tempo di crisi la trappola di una nuova persona è sempre in agguato, non bisogna cadere in questo inganno, ma anche se intorno a noi tutto fa presagire che non vi è più nulla da fare, bisogna resistere fino al sangue (Eb…) per salvare il proprio matrimonio. Si arriva spesso alla separazione con conseguenze inevitabili: un enorme senso di fallimento, sofferenze incancellabili dei figli, scioglimento della famiglia. Per far fronte alla degradazione del proprio matrimonio ci vuole molta lucidità e coraggio. Ricostruirlo su nuove basi, nuovi propositi da assumere vicendevolmente per rendere felice l’altro, possono unitamente alla preghiera e ai sacramenti essere una opportunità per ritornare ad essere di nuovo felici per coloro che vi si impegnano.

 

CIO’ CHE UCCIDE IL MATRIMONIO

LA CRITICA E L’ACCUSA CONTINUA

Siamo tutti propensi alla critica e all’accusa dell’altro, soprattutto in un mondo che dà importanza alla perfomance e al successo. Chi non è conforme ai modelli del mondo spesso è guardato con disprezzo dai congiunti e quando ci si mette il coniuge è una rovina. Osservarsi a vicenda in maniera con uno sguardo malevolo è il modo più sicuro per creare una distanza che poco a poco diventa sempre più insormontabile.

 

L’INTOLLERENZA

Non accettare la storia dell’altro, non voler comprendere a fondo il suo modo di pensare, non amarlo così com’è, proprio come Dio lo ama, non amarlo per tutti i pregi e per quel che ha di unico e personale, significa rischiare gravi malintesi e incomprensioni. Amarsi non significa tollerare o sopportare che l’altro sia diverso, ma al contrario rallegrarsi per le sue differenze.

LA MENZOGNA PIU’ GRAVE

Esistono molti tipi di menzogna. Si può mentire su ciò che si fa, su ciò che si pensa, su ciò che si è, ma non si può impostare un rapporto se non sulla reciproca trasparenza e verità, raccontandosi tutto, non esistono segreti e menzogne fra coniugi, di nessun genere, perché se dovessero venire alla luce ucciderebbero la fiducia coniugale con conseguenze irreparabili.

LA DIPENDENZA ALIENANTE

L’alcol, droga, pornografia, gioco, attaccamento al sesso e al  denaro, carrierismo, sono alcune  terribili forme di dipendenza. Ma si può anche rimanere dipendenti dai propri genitori, dall’ambiente sociale, dalle abitudini… La dipendenza che si instaura allontana dall’altro e distrugge il rapporto.

L’ACCUMULO DI FERITE

Spesso, sono la tante ferite che distruggono l’intimità della coppia: piccole frasi killer dense di asprezza e durezza di cuore, rancori repressi, provocazioni ripetute. Già gli sposi che si amano, si feriscono involontariamente. Più il dolore è profondo, più la fiducia e l’amore sono compromessi.

 

CIO’ CHE SALVA IL MATRIMONIO

LA TENEREZZA QUOTIDIANA

Incoraggiarsi, ringraziarsi, complimentarsi con parole e gesti di tenerezza e di affettuosità, gareggiare nella stima vicendevole, dovrebbero essere incluso nel programma di tutte le coppie! La Tenerezza è inseparabile dall’intimità sessuale, poiché indica che si è amati dall’altro. Anche il linguaggio carezzevole è necessario, con l’esortazione di Papa Francesco che ci invita a usare nel rapporto di coppia e familiare le tre parole che disinnescano ogni litigio o incomprensione: Scusa, Grazie, Permesso…

L’HUMOR COMPLICE

Ridere di tutto e in primo luogo di se stessi, permette di sciogliere  molti conflitti, senza prendersi troppo sul serio. L’humor aumenta la complicità, apre agli altri. E’ un elemento essenziale dei rapporti amorosi e amicali.

 

UNA PAROLA FIDUCIOSA

SI affrontano sempre i conflitti utilizzando le parole. Quelle che tranquillizzano, rimettono in sesto, riconoscono se è il caso il proprio errore. Parlare apertamente delle proprie ferite, di ciò che fa male è segno di grande libertà interiore, parlarne senza acrimonia, senza usare il “tu” accusatorio, si rivela sempre costruttivo di un rapporto forte. E’ necessario assumere un linguaggio dolce, tenero, gentile e carezzevole, mentre nei conflitti spesso siamo tentati all’asprezza, alla durezza e al disprezzo del coniuge.

UNA SESSUALITA’ VERA

Il piacere sessuale condiviso è un  potente fattore d’intimità e un forte collante. Fare l’amore con piacere e semplicità è il modo più evidente di manifestare amore al coniuge. Donarsi all’altro, con gioia, senza star sempre a pensare che cosa si avrà in cambio è fattore esorcizzante dei conflitti, una vera e propria arte per superare insieme i momenti di crisi. Il rapporto sessuale aiuta la riconciliazione a condizione che sia voluta da entrambi, ma che sia espressione dell’amore che unisce profondamente la coppia oltre le difficoltà. Spesso sostituisce parole difficile da dire, molte coppie ritrovano serenità dopo un sano rapporto. Invece, rifiutarsi al coniuge è segno di un disaccordo che deve essere risolto al più presto.

IL PERDONO

Farsi del male per una coppia è piuttosto normale. Essere capaci di parlarne, di perdonare o di chiedere perdono, richiede molta umiltà. Perdonare non ci risulta spontaneo, è un dono di Dio che passa attraverso di noi per raggiungere l’altro, ma anche una scelta difficile liberatoria che permette di andare avanti, guardando il rapporto da un’altra prospettiva. Il perdono non è indifferenza verso l’errore, né oblio e neppure tollerare l’intollerabile, ma offrire all’altro la possibilità di cambiare. “L’amore è l’unica forza in grado di trasformare un nemico in amico”(Martin Luther King)

LA PREGHIERA E LA VITA COMUNITARIA

Molte coppie sperimentano la forza data da Dio nelle difficoltà. Nella preghiera personale e comunitaria, nei sacramenti si riceve la forza e il coraggio di sperare contro ogni speranza e per affrontare di rinnovare e cambiare il dialogo. Dio viene sempre in aiuto a coloro che glielo chiedono, anche l’aiuto dei fratelli e delle sorelle della comunità, aiuta la coppia a vincere i conflitti sulla base di altre testimonianze di coppia.   Il matrimonio cristiano è un Sacramento, cioè un segno misterioso di Dio: è un’azione di Gesù compiuta dalla Chiesa attraverso la quale Gesù vuole continuare a dire agli uomini che Dio ama in modo totale, unico, tenero, fedele. Nel sacramento del matrimonio l’uomo e la donna che si sono incontrati e hanno scoperto l’amore totale, unico, tenero e fedele come la cosa più bella e più preziosa della loro vita decidono di affidarla a Dio, di metterla a disposizione di Dio perché si fidano (credono) di Dio. Potrebbero tenersela per sè, ma siccome credono, cioè si fidano di Dio, la mettono a disposizione di Dio. Dio accoglie questo dono: interviene nella vita dell’uomo e della donna, li unisce per sempre e affida loro il compito di essere in mezzo agli uomini segno del suo amore totale, unico, tenero e fedele. L’uomo e la donna allora devono camminare sempre insieme nella vita, non possono più perdersi perché a loro è stato affidato il compito grande e bello di essere con la loro vita il segno che Dio non smette di amare gli uomini in modo totale, unico, tenere e fedele, anche se gli uomini si dimenticano di Lui e spesse volte lo tradiscono. Il matrimonio cristiano non è allora un fatto privato che riguarda solo l’uomo e la donna, ma viene celebrato in una comunità e riguarda tutti. Tutta la comunità deve sentirsi responsabile di ogni matrimonio.

 Perché allora tanti Matrimoni celebrati in chiesa non reggono? Lo spieghiamo con un esempio. Il sacramento del matrimonio è come un impianto elettrico che serve per l’illuminazione. L’impianto c’è: è il Sacramento ricevuto, sono i buoni propositi, le tradizioni e tante altre belle cose. Perché funzioni, serve l’energia elettrica e questa energia è la Grazia di Dio che deve scorrere in tutto l’impianto. Per avere l’energia poi, bisogna agire sull’interruttore che, nel nostro caso, è la Fede.
Se uno non alimenta la Fede con la preghiera e un’autentica vita cristiana, è come se il Sacramento non lo avesse ricevuto: l’impianto c’è, ma resta inutilizzato. Ecco perché, nonostante tanta disponibilità e tanta Grazia da parte di Dio, il sistema non funziona: il problema sta tutto nell’interruttore, nell’aprire, dare spazio e fiducia a Dio nella vostra vita familiare.
La sostanza del matrimonio è l’amore: è quindi necessario che gli sposi tengano sempre sotto controllo il termometro dell’amore tra loro. Su questo punto permettetemi di insistere, perché troppo facilmente si crede che il matrimonio stia in piedi anche senza di esso, magari sostituendo l’amore tra gli sposi con quello verso i figli, credendo così che il matrimonio stia in piedi più per senso di responsabilità che per amore.

Nella vita di Dio lo Spirito Santo è il vincolo dell’amore tra l’amante e l’amato. Lo Spirito è unità dell’amore, è pace nell’amore, è stare bene insieme nell’amore, è la gioia della condivisione.

Lo Spirito Santo non solo unifica, ma anche apre al futuro, a ciò che sta fuori, all’altro. L’amore è vero non solo quando unifica, ma anche quando apre.

Lo Spirito Santo è Colui che mentre ci dà la gioia della comunione, ci dà l’inquietudine di aprirci agli altri.

Lo Spirito Santo è Colui che fa vivere all’uomo e alla donna la bellezza dello stare insieme, perché questa bellezza possa essere partecipata ad altri.

Bisogna ricordarlo sempre che l’amore se non è l’impegno di ogni giorno è il rimpianto di tutta la vita. Ricorda allora che

 * amare allora è fare esperienza di Dio, è toccare con mano che Dio vive.

 * gli sposi cristiani guardano a Dio per imparare ad amare e per superare le prove nella fedeltà.

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza