3-Cosa significa Evangelizzare

Che cosa significa Evangelizzare? Significa annunciare il Signore Gesù con parole ed azioni, cioè farsi strumento della Sua presenza e azione nel mondo.
Che cosa significa Evangelizzare?
Significa annunciare il Signore Gesù con parole ed azioni, cioè farsi strumento della Sua presenza e azione nel mondo.

 

 

COSA SIGNIFICA EVANGELIZZARE

Nessuna definizione può essere data alla parola Evangelizzazione senza correre il rischio di mutilarla o impoverirla, ma bisogna abbracciare tutti gli elementi essenziali: rinnovamento dell’umanità e degli strati dell’umanità  in tutte le culture. (Esortazione apostolica Evangelii Nuntiandi Paolo VI n° 17-18-19-20).

In sintesi possiamo affermare cosa significa evangelizzare:

trasformare dal di dentro, rendere nuova l’umanità con la forza sconvolgente del Vangelo:”Ecco io faccio nuove tutte le cose” (Ap. 21,5).

Non una dottrina o una filosofia, ma una persona da incontrare Gesù: Morto; Risorto e Glorificato.

Sempre dall’esortazione Apostolica di Paolo VI, al n°14 troviamo che la Chiesa esiste per evangelizzare, tale invito non è un optional ma è un imperativo, la missione è la ragion d’essere di tutta la  Chiesa e non riguarda solo alcuni cristiani ma tutti i battezzati, se la Chiesa esiste per evangelizzare noi siamo Chiesa, quindi noi esistiamo  per evangelizzare.

In questa missione i laici hanno un posto originale ed insostituibile: per mezzo loro la Chiesa di Cristo è resa presente nei più svariati settori del mondo, come segno e fonte di speranza (Christifideles laici n°7), partecipando corresponsabilmente con i ministri ordinati, religiosi e religiose alla missione della Chiesa (Christifideles laici n°15).

Come Evangelizzare

Ci risponde l’Esortazione Apostolica di Papa Paolo VI  Evangelii Nuntianti al n° 21 dice che la testimonianza di vita riveste carattere primordiale nell’evangelizzazione. Un cristiano o un gruppo di cristiani vivono con amore manifestando comprensione, accoglimento, comunione di vita e solidarietà negli sforzi. Con tale atteggiamento senza parole, questi cristiani fanno salire nel cuore di coloro che li vedono, delle domande:perché sono così? Chi li ispira? Perché vivono in tal modo?

La testimonianza poi va completata e sostenuta con l’annuncio kerigmatico esplicito di Gesù unico datore di vita.(Ev. N.n°22). Non c’è vera evangelizzazione se non nel nome di Gesù, il suo insegnamento, la vita, le promesse, il regno, siano proclamati.

La testimonianza infine non potendo restare astratta e disincantata, raggiunge la massima efficacia, quando colui che la riceve, toccato nel cuore, decide di fare ingresso nella comunità ecclesiale.

La vita nuova non si vive da soli, essa si rivela concretamente mediante l’ingresso in una comunità che è segno di trasformazione in Cristo, infatti colui che accoglie il Vangelo come Parola che salva, lo traduce normalmente in gesti:

1)  adesione alla chiesa;

2)  accoglimento dei sacramenti che manifestano questa adesione mediante

 la  grazia che conferiscono(Ev. N.n.° 23).

Infine, l’evangelizzato inserito in parrocchia diviene a sua volta evangelizzatore (Ev.N. n° 24) trasmettendo la visione pastorale di formare il nostro Timoteo, così come fece Paolo di Tarso, affinché la Parola di Dio che non è incatenata (2 Tim. 2,9b) possa raggiungere gli uomini di  tutte le generazioni.

Infatti noi  non possiamo tacere, “quello che abbiamo visto e udito noi lo annunziamo anche a voi”(1^Gv.1,3) dobbiamo donare la perla preziosa, e mentre glorifichiamo Dio con la nostra testimonianza di vita, la nostra fede si rende sempre più solida, la fede si rafforza donandola (Redemptoris Missio n° 2 Giovanni Paolo II°), divenendo così servi della Parola nell’impegno dell’evangelizzazione  così come indicato dai Vescovi nel loro documento Comunicare il Vangelo ad un mondo che cambia al n° 40.

Lo Spirito Santo artefice di ogni evangelizzazione, Colui che convince e converte i cuori, l’artefice di ogni comunione, ci aiuti sempre a non mostrare una Chiesa divisa da vari movimenti ecclesiali  o associazioni,  ma un solo giardino formato da tanti fiori diversi che rendono onore e gloria a l’unico vero Dio: Gesù Cristo.

Infatti possiamo correre il rischio di presentare la Chiesa frammentata in tanti piccoli recinti, che competono fra loro, divenendo cattiva testimonianza per l’evangelizzato e riducendo il potere dello Spirito Santo.

Infatti: la forza dell’evangelizzazione risulterà molto diluita se coloro che annunciano il Vangelo sono divisi fra loro da tante specie di rottura, infatti se il Vangelo che annunciamo appare lacerato da discussioni dottrinali, condanne reciproche, come potrebbero coloro a cui è rivolta la nostra predicazione non sentirsene turbati, disorientati o addirittura scandalizzati?  In quanto evangelizzatori noi dobbiamo offrire ai fedeli di Cristo l’immagine non di uomini divisi e separati da litigi che non edificano affatto, ma di persone mature nella fede capaci di ritrovarsi insieme al di sopra delle tensioni concrete, grazie alla ricerca comune, sincera e disinteressata della verità (Ev.N. n°77).

Per tale motivo eccoci responsabili, fino ad un certo punto della riuscita  del Vangelo che proclamiamo. (Ev.N n°76).

Quanto detto in questa breve sintesi, riguarda tutti i battezzati e specialmente  le coppie di sposi e fidanzati, con la maggiore responsabilità di rendere visibile dal loro rapporto coniugale e sponsale, l’amore trinitario che incarnano.

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