10-La missione della Famiglia

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LA MISSIONE DELLA FAMIGLIA :

PER UNA TENEREZZA CHE EVANGELIZZA

 

 

Andate in tutto il mondo e annunciate il Vangelo ad ogni creatura (Mc 16,15)

 

Il fine di questo ministero

  • L’ obiettivo del contatto è che una famiglia venga raggiunta dall’annuncio nel proprio ambito di vita, alla stessa maniera di Gesù Maestro itinerante;
  • Il Signore ci dà una grande responsabilità anche se per brevi periodi ci affida quella famiglia per accompagnarla all’incontro con Gesù;
  • L’atteggiamento primario è amare le persone che Dio ci mette davanti, senza moralizzazioni o atteggiamenti di supremazia nei loro confronti, ma con tenerezza li accompagniamo lungo la strada come fece Gesù con i discepoli di Emmaus;

Partiamo a due a due, come gli apostoli

  • Gesù ci manda due a due perché si veda l’amore tra noi: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore  gli uni per gli altri”(Gv 13,35). Quindi non si evangelizza mai da soli, specialmente i coniugi;
  • E’ importante che la coppia sia unita con una testimonianza personale coerente;
  • E’ necessario pregare prima del momento stabilito affinché si crei unità nella coppia per mezzo all’azione della persona dello Spirito Santo agente principale di ogni evangelizzazione (EN 75);
  • Durante l’annuncio mentre uno parla, l’altro sta in silenzio e prega e viceversa, anche se dovesse avere cose migliori da dire, o in un modo diverso. Casomai successivamente in separata sede, mai davanti l’evangelizzato, si condividono le modalità “Secondo me si poteva dire…oppure : la prossima volta stai attento a …” 
  • Dopo, alla fine della serata, si continua a pregare per i volti incontrati, si possono scrivere le domande, le situazioni difficili, i rifiuti ecc.

 

L’approccio : come fare ?

  • L’annuncio è personale, cioè alle coppie o uno di essi, non i grandi gruppi;
  • E’ molto importante curare l’atteggiamento esteriore dell’approccio, anche il sorriso, la serenità e la semplicità rivelano la gioia di testimoniare Cristo;
  • Non esiste un metodo unico e non ci sono parole magiche, ognuno ha il suo stile, il suo carattere, il suo temperamento, evitando di dare l’impressione di essere troppo perfetti, ma bisogna inculturarsi nell’evangelizzato;
  • Dopo aver annunciato Cristo – soluzione di tutti i problemi, invitiamo la coppia in Chiesa per incontrare realmente Gesù, dopo si potrà spiegare meglio il cammino che stiamo facendo;

 

Un dialogo per dare la propria testimonianza

  • Dopo aver instaurato un dialogo, possiamo porre delle domande : “Credi in Dio” Qual è la tua posizione in merito..” Successivamente occorre arrivare all’annuncio della persona di Gesù in maniera esplicita e spontanea “Dio vi ama oggi, noi siamo qui per testimoniarvelo”
  • Infatti, l’annuncio più efficace è la propria testimonianza personale o di coppia, raccontando le meraviglie compiute dal Signore, come eravamo prima dell’incontro con Cristo e dopo, evidenziando il nostro cambiamento;
  • Ascoltare la persona profondamente, dietro ogni critica può nascondersi una ferita personale o di coppia;
  • Non giudicare MAI la fede di coloro che incontriamo, talvolta dietro una persona o coppia apparentemente lontana può sussistere un rapporto profondo con Dio, magari non con la Chiesa, in tal caso è necessario aggiustare il tiro passo passo;
  • Se uno attacca la Chiesa e i suoi peccati, non tentiamo di difenderla ma offriamo un incontro con Gesù, guardiamo a Lui che è il Santo e senza peccato. Se dovesse essere utile si può chiedere scusa a nome della Chiesa che in quel momento stiamo rappresentando, in quanto da lei inviati. Non è il caso aprire discussioni in tematiche che prevedono approfondimenti e conoscenza, è necessario all’inizio soffermarsi sull’incontro con Gesù, poi con la sua nuova luce, tante cose si spiegheranno da sole;
  • Dobbiamo essere sinceri e umili se non dovessimo saper rispondere a qualche domanda, si potrebbe dire : “non sono sicuro, mi informerò e ti farò sapere ..ecc”

 

La conclusione dell’incontro

  • Alla fine del colloquio si può invitare la persona a fare una breve preghiera, oppure si può concludere dicendo :”Pregherò per te”, oppure : vieni con a pregare insieme a tanti fratelli e sorelle che hanno fatto la stessa esperienza di Gesù”. Solo alla fine del colloquio si deve fare l’invito esplicito verso la comunità, mentre all’inizio presentiamo solamente la persona di Gesù.

 

  • Il risultato finale non dipende dalle nostre capacità, ma dall’azione discreta e invisibile dello Spirito Santo, è Lui che convince e converte i cuori, Lui :“il principale agente di ogni evangelizzazione” (EN75);

 

  •  Noi siamo solo i  collaboratori-strumenti al servizio del Grande Maestro interiore, che è lo Spirito Santo, sia che sperimentiamo la vittoria o la sconfitta della nostra missione, non ci scoraggiamo in caso negativo, né ci appropriamo di meriti che non sono nostri, in caso di risultati positivi, la Gloria è sempre e solo dell’artista: lo Spirito Santo. Noi invece : “Siamo servi inutili, abbiamo fatto ciò che dovevamo fare”(Lc 17,7)

 

Alcune note pratiche

  • Vestirsi bene, con sobrietà, senza eccedere in abbigliamento immorale, poiché il vero annuncio rimane sempre e solo la testimonianza della nuova vita in Cristo. Infatti, anche l’aspetto estetico deve comunicare la bellezza e il rispetto che dobbiamo ai figli di Dio che abbiamo di fronte.

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza