3.4-Esperienza-Gruppo-Sacro-Cuore

CORSO GIOVANNI CALTANISSETTA 31 MAGGIO/1-2 GIUGNO 2014 - OASI CRISTO RE FORMAZIONE DEI DISCEPOLI
CORSO GIOVANNI
CALTANISSETTA 31 MAGGIO/1-2 GIUGNO 2014 – OASI CRISTO RE
FORMAZIONE DEI DISCEPOLI

CORSO GIOVANNI3.4.1

Che bella esperienza questo corso… di corsa.

Eh si che Michele, Giuseppe Miraglia e altri che già avevano vissuto l’esperienza del “corso del cuore”, ci avevano già detto che il tempo occorrente per apprendere tutti gli insegnamenti relativi, era di non meno di cinque giorni però, con l’aiuto dello Spirito Santo, ce l’abbiamo fatta lo stesso in due giorni e mezzo.

Splendidi i Ns due fratelli ragusani relatori, Gianni e Rosanna che hanno trasformato i due giorni e mezzo di corso in un momento di illuminazione spirituale e con dolcezza, entusiasmo, gioia, spirito, passione e competenza, hanno affrontato le varie tematiche con sapiente oculatezza e profondo amore per la Parola.

Ogni tematica è stata corredata da una dinamica trattata inizialmente con leggerezza e con mirata ilarità per poi trasformarsi in intimo insegnamento cosa che ha posto l’apprendista discepolo ad un bivio, ad una scelta su “cosa fare da grande”: il discepolo di Cristo o il Cristiano della domenica.

Il corso è stato diviso in due parti: una in verticale ed una in orizzontale: la prima traccia il cammino del Maestro, la seconda invece approfondisce la spiritualità in cui si deve porre il discepolo.

Andiamo ad occuparci del Maestro e, per capire la sua figura, rispondendo a quattro domande, possiamo affermare che:

  1. Che cosa è venuto a fare? Lui è venuto ad essere Gesù (il Salvatore)
  2. Perché è venuto? E’ venuto per confermare il Regno di Dio
  3. Come? Percorreva, insegnava, predicava e pregava. Lui predicatore

Itinerante. Inoltre insegnava con autorità datagli dal Padre Celeste e

lo faceva dandone testimonianza con la propria condotta di vita.

  1. Strategia: Si trovò innanzitutto a fronteggiare due problemi: il tempo

lo spazio. Gesù superò questi problemi formando dei formatori di formatori

In merito alla strategia di Gesù ne consegue che una delle principali regole per essere dei veri discepoli è che non si può essere tali se non ci si adoperi alla formazione di altri discepoli.

Altra tematica affrontata, sviluppata e condivisa riguarda la didattica di Gesù:

Per didattica di Gesù dobbiamo intendere cosa Lui vuole insegnare qualcosa alla mia vita  e come:

  • Risulta palese che Gesù parta dal concreto, dalla realtà quotidiana per arrivare all’insegnamento astratto.

A questo punto bisogna aggiungere che per poter meglio comprendere quello che Egli vuole dire bisogna sempre partire dai piedi del Maestro: andare, operare secondo i suoi dettami e ritornare ai suoi piedi. Solo così noi possiamo essere buoni discepoli.

  • Gesù istruisce creando un dialogo ricco di domande che poi sono rivolte alla coscienza di ogni aspirante discepolo. Ad esempio in Giovanni 1-38 Gesù rivolto a due dei suoi discepoli che lo seguivano li interroga dicendo: “Che cosa cercate?”. E’ da evidenziare il fatto che Il Nazareno non chiede loro “chi” ma “cosa cercate”.
  • Altra caratteristica della didattica del Cristo è l’uso di frasi chiave, frasi cioè capaci di catalizzare l’attenzione di chi ascolta. Ad esempio quando Gesù inizia un insegnamento usa l’espressione “In verità, in verità vi dico”.
  • Gesù fa tesoro anche del detto latino “Repetita iuvant”. Infatti molto spesso lui ripete i concetti con le stesse identiche parole per dar più forza al discorso e una migliore comprensione di quanto proferisce. (Mt 25-31,49)
  • Spesso cita gli insegnamenti dell’Antico Testamento però ogni qualvolta questo avviene ne consegue un superamento di tali insegnamenti. Infatti Gesù porta una rivoluzione alla lex antica. Gesù viene sulla terra per dare compimento all’antico testamento con l’inserimento del nuovo, fatto di amore e sacrificio offerto con gioia.
  • Spesso nelle sue predicazioni esagera volutamente i contrasti, creando il paradosso che imprime con caratteri divini, l’insegnamento nella mente e nell’anima.
  • Frequentemente usa delle immagini atte a far meglio comprendere ed assimilare il succo del discorso: espressioni come “Io sono la porta” oppure “Io sono la luce” e ancora “Io sono la verità e la vita” ecc.
  • Non di rado ricorre a dei segni profetici per poter spiegare il perché della sua missione sulla terra. (Gv 13-1,17)
  • Quando si rivolge a Dio lo fa chiamandolo papà come un qualsiasi bambino fa con il proprio padre denotando l’intimo rapporto che lo lega al Padre celeste.
  • Sovente nelle Nuovo Testamento troviamo il termine Ajaraj che significa letteralmente “seguimi, vieni con me” e Gesù rivolge tale invito a tutti i suoi discepoli, non solo a quelli originari.

Sono state, quindi, poste in essere delle dinamiche aventi come tema “UN GIORNO CON GESU’”. A cura di alcuni fratelli, Sono stati creati degli ambienti tipici del tempo e dei personaggi in costume, riguardanti la vita del Salvatore: “La sinagoga”, la “casa di Pietro”, il “mercato”.

Infine è stato proposto un “esame di ammissione al discepolato” che con delle domande precise rappresenta il DECOLLO DEL DISCEPOLO.

A questo punto ci si è trovati con gioia ed entusiasmo, e il cuore riboccante di Spirito Santo, ad affrontare la seconda parte del corso: Il Discepolo.

Primo insegnamento impartito riguarda il Vangelo di Marco 10-17,22, che tratta del “Giovane ricco” che tradotto in “soldoni” educa all’abbandono delle cose materiali (la conversione passa attraverso il portafoglio diceva il buon Gianni facendo riferimento ad un suo precettore sacerdote).

A questo punto è stata fatta una enunciazione di regole che il discepolo deve seguire per poter dichiararsi tale:

  • Mettere innanzitutto Dio al primo posto;
  • Rinunciare ai beni materiali che possano in qualche modo allontanarci dalla Parola;
  • Sequela incondizionata a Gesù ed ai suoi insegnamenti senza se e senza ma;
  • In ultimo, da intendere come “dulcis in fundo” usando una espressione cara ai latini, “prendere ognuno la propria Croce e portarla con dignità e spirito di abnegazione, come ha fatto il Cristo.

Altro insegnamento che mi è rimasto impresso è il fatto che tutti indistintamente siamo chiamati ad essere discepoli di Cristo, noi INDIVIDUALMENTE dobbiamo proferire il nostro “ECCOMI” senza pensare a cosa ne scaturirà. Sarà poi lo Spirito Santo che ci sviscererà i nostri talenti per metterli a frutto secondo il progetto di Dio.

L’ultimo giorno del corso ampio spazio è stato dato alle sei relazioni del discepolo che chiariscono in maniera inequivocabile l’essere discepolo in relazione con la meravigliosa varietà di doni avuti nel progetto divino.

Sono state elencate e sviluppate con dovizia di particolari e abbondanza di esempi, dette sei relazioni:

  1. Con Dio come
  2. Con Gesù come Maestro
  3. Con lo Spirito Santo come guida
  4. Con gli altri come fratelli
  5. Con le cose, con la libertà
  6. Con se stesso
  1. Relazione con Dio Ns Padre che trova il suo sbocco naturale nella preghiera al Padre infinitamente buono e misericordioso.
  2. Con Gesù come Maestro, sì perché Gesù ci sceglie (Lui non noi) e ci erudisce sul volere del Padre. Inoltre la relazione di Amore è intima a tal punto di accettare la Croce per la Nostra salvezza.
  3. Della relazione con lo Spirito Santo è più complicato parlarne anche se nel nostro intimo sappiamo con certezza che senza il suo soffio vitale noi saremmo niente. Possiamo anche affermare che è attraverso di lui che noi riusciamo a conoscere l’Essenza stessa di Dio.
  4. Con i fratelli, Gesù stesso ci ha insegnato di amarli come noi stessi. Inoltre una cosa che il discepolo di Cristo deve imparare è l’ascolto del fratello, senza interromperlo, rispettandolo, amandolo, facendosi carico delle sue ansie, dei suoi problemi. Un discorso particolare è stato fatto sull’antitesi dell’Amore verso il fratello, che costituisce anche un aspetto della relazione, ossia l’odio e sul circolo chiuso a cui si sottopone chi non riesce a superare un torto subito col perdono.

Infine è stata trattata la metodologia di Gesù con l’immagine del candelabro a sette luci che rappresentano i sette momenti della liturgia eucaristica:

  3.4.2 
         3.4.3                                         3.4.4

  • 1. Prese il pane (da formare, da plasmare)
  • Lo benedisse (Da dire bene “Ascolta Israele”)
  • Lo spezzò (Rappresenta la tappa della purificazione)
  • Lo diede ai suoi discepoli e disse (Offerta frutto di scelta incondizionata dettata dall’Amore)
  • Questo è il mio Corpo (Rappresenta la Comunità senza la quale non si può vivere pienamente la Parola di Cristo)
  • Offerto in sacrificio per voi (Gesù è il sacrificio, è l’agnello di Dio venuto sulla terra per la salvezza dell’umanità intera)
  • Fate questo in memoria di me (Esortazione alla formazione e all’insegnamento della formazione).

Altro momento abbastanza toccante ed emozionante, oltre che molto introspettivo, è la dinamica dello specchio, dove ognuno di noi è stato chiamato a specchiarsi, a constatare che Gesù ci ha scelti così come siamo e a farsi un profondo esame di coscienza dopo il quale effettuare la scelta di essere o no discepolo.

Spero vivamente di aver centrato lo spirito di questo breve riassunto, mi scuso se ho dimenticato dei momenti di questi tre giorni meravigliosi di comunità cristiana.

Un grazie va a tutti coloro che si sono adoprati per il pieno successo del corso e dei fini che lo stesso si prefigge.

Un grazie particolare, oltre ai fratelli di Ragusa, Gianni e Rosanna di cui ho già detto, a Michele e Carmela per l’impegno profuso, ai fratelli del gruppo Davide che ci aiutato con la musica e a tutti i fratelli che hanno operato e partecipato con la gioia di cui parla Papa Francesco nella sua esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”, alla chiamata del Maestro.

E come non ringraziare le nostre sorelle consacrate dell’Oasi Cristo Re, per la loro ospitalità piena e incondizionata.

In ultimo, ma non ultimo, grazie Padre Mariano, che Dio ti protegga e ti preservi come una perla preziosa e come un prezioso discepolo.

  Caltanissetta 08/06/2014 A.D. Solennità di Pentecoste

                                                                                                              Lucia e Peppe Milazzo

3.4.5

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