1.2-Sintesi-sulla-Relazione

Ritiro del  12 Ottobre 2014

Parrocchia Sacro Cuore della Roccia  Vittoria (RG)

La televisione, il cinema e la pubblicità la richiamano in maniera ossessiva tramite parole, immagini, ammiccamenti. La sessualità è svilita. Strumentalizzata. Si fa lussuria. Eppure, è un dono bellissimo che Dio rinnova di continuo all’uomo e alla donna: la possibilità di darsi l’un l’altra, in un armonico intreccio di anima e corpo. Quando, però, si trasforma in vizio, la sessualità deforma il linguaggio dell’amore rendendolo passione incontrollata ed egoistica.  l’arte cristiana esalta l’amore, indica la castità come disciplina, condanna la lussuria e coloro che se ne rendono protagonisti: Dio, infatti, ha creato l’uomo e la donna come maschio e femmina a sua immagine e somiglianza. Così, dai mosaici di Monreale (XIII e XIV secolo) al trittico del Giardino delle delizie di Hieronymus Bosch (XVI secolo), viene mostrata la bellezza del Paradiso terrestre in cui uomo e donna vivevano in uno stato di purezza che si esprimeva proprio nella loro nudità fisica.
La televisione, il cinema e la pubblicità la richiamano in maniera ossessiva tramite parole, immagini, ammiccamenti. La sessualità è svilita. Strumentalizzata. Si fa lussuria. Eppure, è un dono bellissimo che Dio rinnova di continuo all’uomo e alla donna: la possibilità di darsi l’un l’altra, in un armonico intreccio di anima e corpo. Quando, però, si trasforma in vizio, la sessualità deforma il linguaggio dell’amore rendendolo passione incontrollata ed egoistica.
l’arte cristiana esalta l’amore, indica la castità come disciplina, condanna la lussuria e coloro che se ne rendono protagonisti:
Dio, infatti, ha creato l’uomo e la donna come maschio e femmina a sua immagine e somiglianza.
Così, dai mosaici di Monreale (XIII e XIV secolo) al trittico del Giardino delle delizie di Hieronymus Bosch (XVI secolo), viene mostrata la bellezza del Paradiso terrestre in cui uomo e donna vivevano in uno stato di purezza che si esprimeva proprio nella loro nudità fisica.

Sessualità dono d’Amore

Per un esercizio moralmente corretto della sessualità

 “Sessualità dono d’Amore. Per un esercizio moralmente corretto della sessualità”

 

 “Tutto mi è lecito ma non tutto  giova”.

La relazione tenuta da padre Mario Cascone, teologo moralista,  in occasione della giornata formativa sul tema “Sessualità dono d’Amore. Esercizio moralmente corretto della sessualità”, tenutosi il 12 ottobre 2014 presso la chiesa Sacro Cuore di Vittoria e organizzato dai Gruppi di  Spiritualità della Tenerezza “Aquila e Priscilla”, viene introdotta attraverso la Prima lettera di San Paolo ai Corinzi cap. 6, 12 – 20.

Nella comunità di Corinto erano già presenti problemi inerenti la sessualità. Corinto era una  città portuale, pervasa da una comunità corrotta per la quale tutto era lecito, ma anche da una comunità carismatica propensa alla assoluta castità.

San Paolo interviene per  smentire entrambe le correnti e chiarire questo aspetto della sessualità:

“tutto mi è lecito ma non tutto mi giova“, poiché il  vivere una sessualità sbagliata reca ferite profonde.

 “Noi siamo le membra di un corpo che è tempio dello Spirito Santo” e dobbiamo vivere la sessualità così come progettata da Dio.

La sessualità non è la semplice genitalità, non  riguarda soltanto gli organi riproduttivi  ma la totalità della persona, il suo modo di vedere la realtà circostante e di relazionarsi con gli altri.

La sessualità è la ricca differenza tra il maschile e il femminile voluta da Dio. Dio ha voluto la sessualità come linguaggio d’amore tra il maschio e la femmina: “ l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie”

La sessualità ha diritto solo nel matrimonio, non prima, non al di fuori. Ma perché?

Innanzitutto, perché il rapporto sessuale è la “totale” donazione tra un uomo e una donna, l’uno si dona all’altra in modo definitivo, per sempre. Prima del matrimonio non c’è questa condivisione, questa responsabilità (ad esempio la responsabilità genitoriale). Bisogna ricevere il sacramento prima di celebrare. La sessualità dentro il sacramento è lode a Dio, è quasi eucarestia. Gesù, infatti, dice – “Prendete il mio corpo”- e   cosi lo sposo alla sposa  –  “ prendi il mio corpo io lo dono a te”.

La castità invece è la capacità di vivere la sessualità con Dio non facendosi vincere dall’istinto. Nella consacrazione verginale il prete testimonia come si ama nel regno di Dio. Il voto di castità è la testimonianza dell’amore infinito di Dio verso il quale tutti dobbiamo tendere e che i vergini e le vergini consacrate si sforzano di anticipare in questa vita. È una sublimazione dell’aspetto genitale della sessualità.

Vivere la sessualità dentro il matrimonio significa, inoltre, viverla nel rispetto della persona che non è l’oggetto del nostro desiderio ma è soggetto.

Infine la sessualità, per volere di Dio è legata alla procreazione. L’unione sessuale tra moglie e marito può sfociare anche in un figlio. Il figlio è la manifestazione dell’amore tra l’uomo e la donna.

Domande e risposte

D: Nel Rapporto genitori-figli, come porsi riguardo a concetti quali la verginità o  l’omosessualità, quando la società continua a proporre modelli differenti da quelli che vorremmo per i nostri figli?

I ragazzi sono fortemente condizionati dai media, da internet, dagli amici, ma possono essere fortemente indirizzati nella via giusta dai genitori, specialmente, se questi agiscono fin dalla tenera età senza timore nello spiegare determinate nozioni quale ad esempio la diversità tra femminile e maschile. Non è vero che l’omosessualità è normale, non dobbiamo discriminare nessuno ma omosessuale si diventa per una molteplicità di cause.

Educare al senso autentico della sessualità, presentare in maniera chiara positiva e serena la sessualità come dono di Dio. Durante la prima adolescenza ( 11-12 anni) il processo va guidato, il papà dovrebbe aiutare il figlio maschio e la mamma la figlia femmina. Ci vuole l’ informazione ma anche la formazione ovvero i valori. Educare all’amore, questa è la responsabilità del genitore, attraverso un dialogo intimo con i propri figli.  Far comprendere che la sessualità è Amore.

D: Informazione – formazione. Siamo figli di una educazione piena di tabù sulla sfera sessuale, parlarne è difficile. Come possiamo fare?

Gesù dice: “siamo nel mondo ma non del mondo”. Ci troviamo a contrastare una mentalità molto forte, siamo impotenti di fronte al drammatico. Noi educatori, sacerdoti , genitori, abbiamo tante difficoltà in una cultura impregnata di valori sbagliati. È necessario intessere un dialogo costante e di fiducia: “io che sono tuo padre mi fido di te, attento a non tradire la mia fiducia perché questo mi creerebbe dolore”, questo è il messaggio che bisogna trasmettere.  Non è bene che i ragazzi facciano tutto quello che vogliono, ci vogliono delle regole. Non dobbiamo dimenticare che la sessualità è un campo minato, dobbiamo essere presenti con la preghiera. Oggi molti genitori sono impreparati e soprattutto i padri poiché alla vecchia figura di padre autoritario non si è sostituito nulla. Il ruolo dei genitori è determinante, dobbiamo aiutare le famiglie perché questo è il centro su cui far ruotare tutto.

D: La Chiesa non dovrebbe, invece , adeguarsi ai tempi e adattarsi alla realtà?

Non si può chiedere alla Chiesa di modificare la verità, questo è sbagliato. Non possiamo farci portatori di messaggi sbagliati. È necessario, piuttosto, un discorso pedagogico che con gradualità, tono giusto e comprensione porti alla verità. Le difficoltà che incontriamo non ci devono portare a giustificare e quindi a modificare la verità ma dobbiamo avviare con gradualità.

D: La castità coniugale come si articola?

Non viene prima la morale e poi l’evangelizzazione. Al contrario, viene prima l’evangelizzazione ovvero l’annuncio di Cristo risorto. Quanto più si conosce Dio tanto più si arriva alla morale poiché l’incontro con Cristo rivoluziona anche la sessualità.

La castità coniugale non può essere compresa senza l’incontro vivo con il Signore. Noi abbiamo la grande responsabilità di evangelizzare, la morale viene dopo perché è la conseguenza.

La morale cristiana è la morale di chi si lascia guidare dallo Spirito Santo.

(Relatore Don Mario Cascone)

12/10/2014 –  Parrocchia  Sacro Cuore – Vittoria

 

 

Sintesi di Maria Rosa e Michele

(Gruppo Giovani)

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza