11.10-La-Famiglia-Oggi

OASI CRISTO RE

CALTANISSETTA

27- 28 GIUGNO 2015

Machio e Femmina li Creò (Gen 1,27) FAMIGLIA ICONA DI DIO TRINITA'
Machio e Femmina li Creò (Gen 1,27)
FAMIGLIA ICONA DI DIO TRINITA’

Sintesi delle relazioni in preparazione al VII Convegno di Tenerezza

 “La Famiglia oggi: modelli e processi destrutturanti”

Relatore: Don Carlo Rocchetta

25 Giugno 2015 Parrocchia San Luca – Caltanissetta


Verso quale modello di famiglia ci stiamo orientando? Una famiglia comunità di vita e di amore oppure una famiglia non –famiglia che non assolve al suo ruolo?

Con questo quesito si apre la relazione tenutasi nei giorni 27/28 giugno da Don Carlo Rocchetta in occasione del seminario formativo, organizzato dal gruppo della spiritualità della tenerezza “Aquila e Priscilla – Sicilia”  sul tema “la Famiglia oggi: modelli e processi destrutturanti

Un quesito che invita ad una profonda analisi e riflessione tutte le famiglie e coloro i quali si accingono a divenire tale. Partendo dalla situazione attuale in cui molte famiglie oggi si ritrovano, don Carlo Rocchetta traccia delle linee guida e di comportamento a cui ogni famiglia dovrebbe ispirarsi per adempiere al grande progetto d’amore di Dio.

Molti dei malesseri sociali di cui oggi sentiamo parlare derivano proprio dalla disgregazione della famiglia. Basti pensare a tutti i casi di violenza tra coniugi o verso i figli, per rendersi conto di quale impatto negativo abbia la disgregazione della famiglia.

Numerosi e diversi sono i modelli di famiglia di cui potremmo parlare ma volendoli raggruppare si possono individuare quattro modelli di famiglia oggi:

Famiglia iperprotettiva ed intimista  in cui le relazioni tra i membri sono molto forti al suo interno ma non si interagisce con l’esterno, una famiglia-rifugio incapace di dare e di ricevere che provoca nei figli profonde fragilità;

Famiglia aperta e disgregata o famiglia albergo in cui ciascun componente vive per conto proprio, non vi sono forti relazioni e i genitori non fungono da filtro per i loro figli;

Famiglia anonima in cui i membri hanno relazioni unidirezionali (ad esempio è solo la mamma che si occupa dei figli). Definita anche famiglia “porto di mare” dove manca l’unità dei coniugi che possibilmente si informano tra loro (si è rotta una cosa, il bambino ha bisogno di una cosa…) ma non comunicano( non decidono insieme sul da farsi). La strategia educativa spesso è lasciata al singolo, si litiga davanti ai figli provocando un danno gravissimo; 

Famiglia comunità della tenerezza di Dio in cammino  a cui tutti dovremmo tendere. Una famiglia-casa dove vi è comunione tra  i coniugi, in cui prevale la tenerezza che è la linfa vitale della famiglia.

La tenerezza, in senso orizzontale, tra i coniugi viene messa in circolo tra i figli; la tenerezza in senso verticale da Dio si infonde negli sposi.

La famiglia in cammino si forgia, si reinventa, cambiano le situazioni e si trasforma per essere filtro, per essere presente. E’  una meta, un obiettivo a cui tendere: costruire una casa sulla roccia, sul dialogo, sulla comunicazione. La casa è proprio il luogo in cui si nasce, si cresce, dove ognuno si sente amato e al sicuro.

La famiglia comunità della tenerezza di Dio è un sogno di Dio, che voleva dei nuclei, delle comunità che fossero a sua immagine. Purtroppo questo sogno è stato infranto con il peccato originale ma è un sogno che viene sempre ricostruito dalla grazia di Dio.

La società di oggi ha messo in atto una serie di processi destrutturanti che hanno messo in crisi la famiglia odierna.

Innanzitutto vi è stata la separazione tra il fine procreativo e il fine unitivo indotto con l’uso del contraccettivo. Da qui una netta separazione tra il sesso e l’amore e quindi la procreazione; il ricorso alla fecondazione in vitro; la possibilità di utero in affitto; le unioni omosessuali e i modelli monogenitoriali di famiglia come ad esempio i matrimoni gay; l’ideologia del gender.

Quest’ultima ha provocato tre gravi dicotomie: maschile- femminile;  coniugalità – genitorialità; genitorialità-figli.

Nel  disegno di Dio invece: la persona nasce sessuata; il matrimonio porta alla coniugalità; la genitorialità è data dalla fecondità.

Bisogna ritrovare il senso della famiglia come Dio l’ha voluta e ricongiungere questi termini. I figli sono un miracolo di Dio, non li fanno i genitori, è Dio che li crea e i genitori sono chiamati a cooperare con Dio. I genitori devono considerare i loro figli come figli di Dio. Essi sono custodi e non padroni dei figli.

“ I genitori sono come un arco e devono lanciare i propri figli verso l’obiettivo. È necessario essere buoni genitori per essere un buon arco il cui arciere è Dio”

La famiglia è il luogo privilegiato dell’esperienza dell’amore, oltre che della trasmissione della fede. Bisogna prima di tutto divenire buoni sposi per essere buoni genitori. Genitori non si nasce ma si diventa tali.

 Educare è difficile e ancora di più educare come genitori, è l’arte delle arti. È necessaria la presenza di entrambi i genitori, tanto del padre quanto della madre. La presenza dei genitori deve essere affettiva ed effettiva.

La presenza del padre deve essere di forte tenerezza, la presenza della madre deve essere di tenera fortezza”

I genitori devono impegnarsi e costruire insieme un modello educativo condiviso, paragonabile ad un triangolo rovesciato, in cui la forte relazione tra i genitori si rispecchia nei figli. La tenerezza nuziale costituisce la linfa vitale di ogni progetto educativo per questo è necessario regalare la tenerezza ai figli.

In aiuto della coppia interviene lo SPIRITO SANTO che è il maestro interiore degli sposi. È necessario evitare di cadere negli estremi e cioè di essere troppo attivisti e quindi fare da sé senza l’aiuto di Dio ma anche l’opposto attendere che faccia tutto Dio. Spesso nel matrimonio non si sono messe le basi ma si è costruito sulla sabbia. Bisogna vedere il matrimonio come un grande viaggio e la coppia come un tandem.

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza