11.12-La-Famiglia-Icona-della-Trinità

OASI CRISTO RE

CALTANISSETTA

27- 28 GIUGNO 2015

Descrizione immagine
Machio e Femmina li Creò (Gen 1,27) FAMIGLIA ICONA DI DIO TRINITA’

Sintesi della 2^ Relazione VII Convegno di Tenerezza

LA FAMIGLIA ICONA DELLA TRINITA’

Relatore: Don Carlo Rocchetta

28 Giugno 2015 Oasi Cristo Re – Caltanissetta


La famiglia è il luogo in cui Dio abita, è questa la bellezza della famiglia. È il riflesso vivente di Dio trinità. Questo concetto di  “famiglia icona della trinità” è stato riscoperto negli ultimi tempi grazie a Papa Giovanni. Nel nuovo testamento l’uomo e la donna sono immagine di Dio. Quando l’uomo e la donna diventano tre allora abbiamo il noi trinitario e quindi familiare in cui si sviluppa l’amore trinitario: il padre(l’eterno amante), il figlio (l’eterno amato) e lo spirito.

La famiglia icona della trinità è chiamata a produrre le dinamiche della trinità. Ritornare all’ identità profonda della famiglia. Il sogno di Dio era creare comunità in grado di riprodurre l’amore trinitario e stabilire quelle relazioni di dono- accoglienza- condivisione amabile.

La famiglia comunità della tenerezza deve educarsi nel ricalcare queste dinamiche. Siamo eredi di una cultura fortemente individualista, ripiegati su noi stessi, chiusi a riccio. Questa non è la visione cristiana della persona. Dobbiamo uscire fuori da questa dimensione ed educarci alla tenerezza: dono, accoglienza e condivisione.

L’uomo si dona alla donna;  la donna accoglie l’uomo; insieme attuano la condivisione.

La prima verifica da fare all’interno della coppia è capire se si attua questa dinamica – “ cosa sto facendo io per rendere felice l’altro”- questo deve essere il ragionamento e non chiedersi -“ cosa sta facendo l’altro per me”.

Il noi trinitario è quella capacità di avere quella leggerezza dell’essere, è la capacità di perdonarsi e nella coppia chi fa il primo passo per chiedere perdono è il più forte perché anche se avesse ragione sa chiedere perdono. Concedere il perdono, essere in grado di ricominciare, di rinnovarsi, questa è la grande sfida oggi per le famiglie.

Le famiglie sono chiamate a ricopiare queste dinamiche e questo vale anche per i figli.  Anche i figli hanno bisogno della tenerezza , il bisogno dei essere amati , accolti. Questo vale  anche per gli adolescenti, è normale che si ribellino poiché non sono più bambini ma neppure adulti. Bisogna non cadere nella provocazione, l’adolescente vive continuamente dei lutti, delle situazioni difficili, ecco perché la giusta pedagogia per gestire l’adolescente è: pazienza- pazienza-pazienza.

Prima di essere buoni genitori bisogna essere buoni sposi. I figli avvertono il senso di unità dei coniugi e si sentono protetti. I figli riflettono quello che i genitori sono tra di loro. Grazie al sacramento delle nozze la trinità abita  negli sposi, nella famiglia. La famiglia deve pregare insieme e abituarsi a sentire la presenza di Dio. Deve trovare momenti di preghiera con i bambini, con gli adolescenti, ma senza forzarli. Famiglia non si nasce ma si diventa ed è possibile grazie alla presenza di Dio. Il modello trinitario quindi non più esterno alla famiglia ma interno. La stessa intimità degli sposi riflette questo aspetto trinitario.  Dobbiamo aiutare tanti sposi a riscoprire questo modello trinitario.

COME  POSSIAMO ESSERE TESTIMONI DELLA TENEREZZA DI DIO?

“Oh Dio infondi nei nostri cuori la dolcezza del tuo Amore”

È importante imparare il linguaggio della dolcezza nella coppia:

  • Tenerezza dello sguardo: sapersi meravigliare, stupirsi l’un l’altro, il fatto di amarsi è uno stupore continuo un rinascere;
  • Tenerezza dell’ascolto: è importantissimo nella coppia entrare in empatia, in sintonia, non mettersi in opposizione ma cercare di carpire le ragione dell’altro. Le soste contemplative permettono di rinascere;
  • Tenerezza del sorriso: avere la gioia che è contagiosa, l’ironia di coppia, che i coniugi sappiano sorridere e ironizzare sui propri difetti;
  • Tenerezza della parola: usare bene la parola. La parola ha un grande potere può fare vivere o morire. Dobbiamo imparare a utilizzare la parola che fa vivere, la tenerezza nella parola, le carezze verbali sono fondamentali perché rassicurano. Meglio esagerare che mancare.

La nuzialità deve essere riempita di tenerezza. Dio chiede questo agli sposi e a tutti noi “essere capaci di incarnare questa trinità.” Gli sposi si rendono santi vivendo la tenerezza. Non è un caso che il Papa ha beatificato due coppie di sposi che hanno vissuto una vita di grande santità nella tenerezza. Queste coppie sono diventate sante vivendo fino in fondo il sacramento nuziale, vivendo l’ordinario in modo straordinario. Vivere la quotidianità amandosi, vivere la tenerezza come sposi, comunicarla ai figli, diventare la luce per gli altri, le crisi ci possono  essere ma si possono superare.

“Diffondete la nostalgia della tenerezza”

(Sintesi a cura di Maria Rosa e Michele Miraglia GsT – Giovani)

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