11.6-Testimonianze-Giuseppe-&-Concetta

OASI CRISTO RE

CALTANISSETTA

27- 28 GIUGNO 2015

Machio e Femmina li Creò (Gen 1,27) FAMIGLIA ICONA DI DIO TRINITA'
Machio e Femmina li Creò (Gen 1,27)
FAMIGLIA ICONA DI DIO TRINITA’

 

TESTIMONIANZA DI GIUSEPPE E CONCETTA PALERMO

 

Vogliamo raccontarvi, una storia vissuta da una famiglia con una cristianità tiepida, con una vita umile senza grandi pretese fatta di cose semplici….e di una consapevolezza, che DIO esisteva, stava in cielo andava pregato e una volta a settimana la domenica andava ascoltato.

Questa famiglia siamo noi, vogliamo raccontarvi il nostro cambiamento, la nostra conversione,  di come ci siamo innamorati di DIO e lui di noi, aprendogli il cuore e abbandonandoci  a lui, come bimbi svezzati nelle braccia d sua madre, lo abbiamo riconosciuto come padre, e a vivere solo per compiacerLo.

Vogliamo oggi testimoniare, che lui è vivo ed è in mezzo a noi, nella nostra vita quotidiana:

 – a tavola dandoci il pane;

 – a lavoro dandoci la salute e la forza;

 – e con la famiglia rinnovando l’amore, la pace del cuore e la serenità.

E’ presente nelle nostre preghiere, motore della nostra fede, in nostro figlio frutto della nostra tenerezza, e nella nuova vita che porto in grembo voluta da lui e amata da noi.

Nella nostra casa adesso la preoccupazione è sostenuta dalla fede in Cristo Gesù nostro Signore, ci sentiamo al sicuro dove lui vuole portarci, con un amore che non appartiene a questo mondo.

Tutto ha avuto inizio quando siamo approdati nella Spiritualità della TenerezzaAquila e Priscilla”, una grande famiglia di famiglie, ci hanno presentato Gesù come la soluzione dei nostri problemi e la tenerezza come stile di vita, siamo stati invitati a:

 – perdonare le offese: riconciliandoci con tutte le persone con le quali non eravamo in buoni rapporti, familiari compresi;

 – ci siamo lasciati trasformare dal Vasaio Divino mediante la Sua Parola e i sacramenti, ancora oggi continua a modellarci secondo i suoi progetti, trasformando non senza difficoltà il nostro modo di pensare e vedere le cose;

 – a servire Gesù mettendo al suo servizio e della comunità i doni e i carismi che ci donato nel nostro battesimo, non essere più spettatori della fede, ma operatori di pace e costruttori di ponti

Gesù ha parlato e continua a parlare ai nostri cuori e noi lo abbiamo riconosciuto il nostro Signore e Salvatore.

La nostra vita non è più tiepida, possiamo dire che forse ha raggiunto un’alta temperatura.

Confidiamo sempre più nella sua misericordia e nell’affetto vero dei fratelli della comunità, ma soprattutto nel dono della provvidenza che ha invaso la nostra vita arricchendola con grazie e gioie, nei momenti di maggiore criticità.

Potremmo raccontarvi ad esempio di quando dopo mesi in cui non riuscivamo a pagare l’affitto, ci vediamo recapitare un rimborso che non era previsto per quel periodo, e di come riuscendo ad adempiere quindi ai nostri doveri e condividendo la provvidenza del SIGNORE con gli altri su suo suggerimento, lui ancora una volta ci ripaga portandoci a vincere in un sorteggio parrocchiale il premio più grande, una lavatrice che è andata a sostituirne una che faceva già la ruggine ed era  mal funzionante.

E ancora quando al sopraggiungere della seconda gravidanza tanto attesa, nel nostro cuore riaffiorava la preoccupazione di dover affrontare ulteriori spese con pochissime risorse economiche, ma senza farci cogliere dallo sconforto, ci siamo affidati a Dio con la certezza che lui provvederà al necessario.

Ogni giorno la nostra fede viene provata, infatti, dovendo fare un esame ginecologico (morfologica) che mi sconsigliavano di fare con il servizio sanitario nazionale perché  in ospedale l’apparecchiatura era scadente, quindi eravamo obbligati ad effettuarla privatamente ad un costo che momentaneamente non potevamo affrontare.

Ma le vie del Signore sono infinite, lui ha ascoltato la nostra preghiera e nel silenzio del nostro cuore ci ha risposto.

Infatti, in  una visita di routine all’ospedale ci ritroviamo diciamo “casualmente” senza saperlo ad inaugurare una nuova apparecchiatura per la eco morfologica, come esame di prova del nuovo apparecchio,  nel silenzio guardandoci negli occhi abbiamo  detto: Grazie Gesù.

Tanti ancora sono gli episodi che potremmo raccontarvi e che continuano ad accadere ogni giorno della nostra vita, per tale motivo vogliamo pubblicamente ringraziarlo, lodarlo e benedirlo perché eterna è la sua misericordia, Grazie Signore per il tuo amore infinito per ognuno di noi.

Adesso continuiamo a servire Gesù nei fratelli, infatti abbiamo compreso che servendo la nostra comunità, la nostra parrocchia e tutti coloro che si affidano al nostro servizio, rendiamo felice Gesù attualizzando la sua parola: “Qualunque cosa avete fatto ai più piccoli, lo avete fatto a me” (Mt 25,40).

 

Le misericordie del Signore non sono finite, se ha cambiato, risollevato la nostra vita sicuramente vuole farlo anche con tanti altri, basta solo affidarsi a Lui con cuore sincero e donargli il primo posto nel nostro cuore.

Concetta, Giuseppe e Nicolò Palermo, (GsT San Cataldo)

Caltanissetta 27/28 Giugno A. D. VII Convegno di Tenerezza

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza