1-Giona

 Lettere Pastorali del Vescovo di Caltanissetta

Mon. Mario Russotto

 

Libro Giona
Libro Giona

Giona.

Nella conversione di Dio la conversione dell’uomo

Lettera Pastorale 2014-2015

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Giona, in ebraico, significa “colomba”.

Figlio di Amittai e nativo nel Territorio della Tribù di Zabulon, Gat-ha-Hefer (Gat-Chefer), che attualmente viene identificata con il nome di Hirbet el-Zurra, nei pressi di el-Meshed, a quattro chilometri a Nord-Est di Nazareth, è stato, se così si può definirlo, un Profeta ribelle a Dio, recalcitrante, pauroso, lamentoso, sempre preoccupato di sé stesso.

È vissuto nel Secolo VIII a.C. e ha profetizzato tra il 783-753 a.C., quando a Samaria, Capitale del Regno settentrionale di Israele, governava il Re Geroboamo II.

Parlando del Profeta Amos, avevo esposto la vera situazione sociale, politico-religiosa ed economica, infarcita di floridezza economica e di ingiustizia sociale in quel determinato periodo. Quindi, oltre ad Amos e ad Osea, ecco che si fa sentire anche la voce del Profeta Giona, Profeta strano, Profeta della “fuga”, che non era minimamente una “rappresentazione” della Santità.
Infatti, la sua storia inizia con la disubbidienza e termina con una critica a Dio.

È conosciuto, soprattutto, per la sua peripezia in mare, per essere stato inghiottito da un grosso pesce ed è proprio da questo episodio che ha inizio la sua missione profetica.

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