06-Preghiere-Sposi

06-Preghiere-Sposi
06-Preghiere-Sposi
16-Grazie a te donna

Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell’es­sere umano nella gioia e nel travaglio di un’e­sperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.

Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.

Grazie a te, donna figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua gene­rosità e della tua costanza.

Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l’indispensabile contributo che dai all’elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del “mistero”, alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.

Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani. (Lettera di Giovanni Paolo II alle donne del 1995)

 

Beato il papà

17-Beato il papà che chiama alla vita e sa donare la vita per i figli.

Beato il papà che non teme di essere tenero e affettuoso.

Beato il papà che sa giocare con i figli e perdere tempo con loro.

Beato il papà per il quale i figli contano più della partita.

Beato il papà che sa ascoltare e dialogare anche quando è stanco.

Beato il papà che dà sicurezza con la sua presenza e il suo amore.

Beato il papà che sa pregare con i figli e confrontare la vita con il Vangelo.

Beato il papà convinto che un sorriso vale più di un rimprovero, uno scher­zo più di una critica, un abbraccio più di una predica.

Beato il papà che cresce insieme ai figli e li aiuta a diventare se stessi.

Beato il papà che sa capire e perdonare gli sbagli dei figli e riconoscere i propri.

Beato il papà che non sommerge i figli di cose, ma li educa alla sobrietà e alla condivisione.

Beato il papà che non si ritiene perfetto e sa ironizzare sui propri limiti.

Beato il papà che cammina con i figli verso orizzonti sconfinati aperti all’uomo, al mondo, all’eternità.

 

18-Affidamento della famiglia alla Vergine Maria

Noi ti lodiamo, Padre santo, perché ci hai amato tanto da donarci il tuo figlio Gesù.

Noi ti benediciamo, Signore Gesù: ti sei offerto per noi sulla croce per redimerci dalle nostre colpe e per ricondurci al Padre, e ci hai donato, come supremo gesto di amore, la Madre tua come nostra Madre.

Guidati dallo Spirito Santo, noi vogliamo rispondere a questo amore affidandoci a Lei.

Noi ci affidiamo a Te, Vergine Maria, che per prima hai creduto all’adempimento delle parole del Signore; aiutaci a vivere la nostra vita di sposi nell’obbedienza della fede, nell’amore vicendevole di ogni giorno, e nel servizio verso la nostra comunità.

Noi ci affidiamo a Te, Vergine Maria, che nella casa di Nazareth, unita al tuo sposo Giuseppe, hai vissuto in quotidiana familiarità con il tuo Figlio e hai glorificato il Padre con il lavoro delle tue mani, con la tua vita, adorando Dio nel silenzio e nella preghiera fa’ che anche noi glorifichiamo Dio nella nostra vita con il lavoro delle nostre mani, nella fatica e nella speranza.

Noi ci diamo a te, Vergine Maria, che con il tuo sposo non comprendesti le parole del tuo Figlio dodi­cenne, ma nella fede hai continuato la tua missione di madre; fa’ che anche noi impariamo a custodire nella speranza e a meditare parole e avvenimenti che non comprendiamo nella vita dei nostri figli, nelle vicende della nostra comunità, nella ricerca di chi ci sta vicino, certi della presenza misericordiosa del Padre dei cieli.

Noi ci adiamo a Te, Vergine Maria: sul Calvario il tuo Figlio morente ti ha affidato la missione di una maternità universale; fa’ che anche la nostra famiglia faccia propria la missione della Chiesa, sia segno di speranza e testimone di carità praticando l’accoglienza e realizzando la solidarietà con tutti, soprattutto con i poveri e con i forestieri.

 

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza