1.10-Intimidazione: Cap. 3 Spezzare l’Intimidazione

intimidazióne s. f. [dal fr. intimidation, der. di intimider «intimorire», da timide«timido»]. – Atto o parole di minaccia, che hanno lo scopo di incutere timore e costringere ad agire o a desistere da un’azione con lo stimolo della paura; il timore stesso che in tal modo s’incute in altri: stesso significato assume anche per l'aspetto spirituale.
intimidazióne s. f. [dal fr. intimidation, der. di intimider «intimorire», da timide«timido»]. – Atto o parole di minaccia, che hanno lo scopo di incutere timore e costringere ad agire o a desistere da un’azione con lo stimolo della paura; il timore stesso che in tal modo s’incute in altri: stesso significato assume anche per l’aspetto spirituale.

 

Riassunto dei temi precedenti

Cap 3

SPEZZARE L’INTIMIDAZIONE

Lo scopo dell’intimidazione è di farci rinunciare alla nostra autorità e rendere così i doni che Dio ci ha dato inattivi. Siamo così ridotti ad operare entri i limiti della nostra forza e della nostra abilità, ciò cambia sostanzialmente la nostra posizione che da offensiva diventa difensiva, e così consapevoli della nostra vulnerabilità ci ritiriamo in ciò che è comodo e sicuro. E’ necessario allora spezzare l’intimidazione, prima che essa spezzi noi. Ci viene in aiuto san Paolo: “Dio infatti ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, amore e saggezza” (2 Tm 1,7).

 Per riconoscere e affrontare l’intimidazione dobbiamo essere fermi su due punti:

  • La timidezza o paura è uno spirito;
  • Non viene da Dio.

La parola greca tradotta con Spirito in questo brano è pneuma, la stessa usata per lo Spirito Santo, infatti, scritto in maiuscolo lo identifica ad uno spirito che ha un potere e che essendo un potere negativo, di conseguenza non viene da Dio. Quindi possiamo affermare che lo Spirito di timidezza non va confuso con l’atteggiamento del nostro carattere, ma è uno spirito cattivo che agisce in noi come abbiamo visto sopra ed è possibile combatterlo non attraverso l’intelletto o la volontà ma solo con lo Spirito Santo promesso dal Padre per combattere le cose spirituali. L’intimidazione attacca la nostra anima, non la si sconfigge con la psicologia o il pensiero positivo, ma solo con la nostra arma che è: “la spada dello Spirito, che è la Parola di Dio”(Ef 6,17). Notiamo spesso persone intelligenti e forti che vengono intimiditi da altre persone più deboli nel corpo e nella mente, vivono nel terrore costante che le loro vicende possano volgere al peggio, sprecano energia fisica e spirituale preoccupandosi di salvaguardare sé stessi contro qualcosa che potrebbe non accadere mai. Sono paralizzati da uno spirito di timidezza, di paura. Ad altri uomini e donne invece sembra andare tutto come vogliono loro, la loro formazione o posizione non hanno importanza primaria, ma riescono a riconoscere e dominare l’intimidazione sottomettendola allo Spirito Santo evitando di essere paralizzati da essa, e i loro doni sono di conseguenza in piena attività, per tale motivo riescono tutte le loro imprese.

Alla luce di quanto sopra, possiamo affermare allora che uno degli effetti deleteri dell’intimidazione in noi, è quello di addormentare i doni di Dio, rendendo la nostra vita sociale e spirituale, limitata o addirittura paralizzata. Cosa allora risveglia in noi i doni di Dio? La risposta è l’audacia.L’intimidazione ci spinge a farci indietro, l’audacia ci spinge in avanti anche di fronte all’opposizione. L’audacia di cui parliamo non è quella che viene dalla sprovvedutezza o incosciente testardaggine, ma quell’audacia che viene da Dio stesso. Infatti riprendendo l’esortazione di San Paolo a Timoteo dice: “Dio non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza”(2 Tm 1,7), troviamo le tre virtù: forza, amore e saggezza.

La forza che di cui parla san Paolo non è certo la forza fisica, ma lo spirito di Fortezza come dono dello Spirito Santo per superare le avversità della vita con la forza di Dio.

L’amore come grazia effusa nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci spinge ad amare Dio, il prossimo e noi stessi.

La saggezza/autocontrollo è una particolare connotazione o capacità propria di chi è in grado di valutare in modo corretto, prudente e equilibrato le varie opportunità, optando di volta in volta per quella più proficua secondo la ragione e l’esperienza.

L’audacia che viene da Dio è sostenuta e alimentata da queste virtù divine e risveglia in noi i doni di Dio. Certe persone non hanno alcuna virtù dietro la loro audacia sono alimentati da ignoranza e arroganza che cercano di celare con una apparente sfacciataggine, ma le buone radici di un albero non si vedono quando il tempo è bello, ma quando soffiano i venti dell’avversità esso sarà sradicato oppure si dimostrerà forte. Gli uomini e le donne di Dio, vengono sempre alla luce con le loro opere fruttuose alimentate da questa santa audacia. Esempio biblico che ci aiuta a capire quanto detto è re Davide il quale affermò” Il Signore è mia luce e mia salvezza di chi avrò paura? (Sal 27,1). Davide proclamò il Signore sua forza e potenza sapendo che non c’è nessuno più grande di Lui poteva dichiarare a testa alta non ho paura di nessuno, non soltanto a parole ma anche con la vita. Questa audacia gli permise di governare in maniera giusta, ma anche nelle imprese impossibili fu sostenuto dalla grazia di Dio specialmente contro Golia che sfidava i soldati d’Israele:

“Scegliete un uomo tra di voi che scenda contro di me. Se sarà capace di combattere con me e mi abbatterà, noi saremo vostri schiavi. Se invece prevarrò io su di lui e lo abbatterò, sarete voi nostri schiavi e sarete soggetti a noi”(1 Sam 17,8-9).

Golia non era un soldato qualunque, era alto più di tre metri ma era soprattutto un guerriero di grande esperienza. Il re Saul e tutto Israele ebbero un gran paura (1 Sam 17,11). Davide fu mandato da suo padre a portare cibo ai suoi fratelli maggiori. Davide vide Golia e rimase stupefatto non dalle sue dimensioni, ma dallo stato d’intimidazione del re e di tutti i soldati. Davide si sarà chiesto:” Hanno dimenticato chi sta dalla nostra parte? Non sta sfidando noi ma Dio”. Davide si fece avanti per sconfiggere Golia nel nome del Signore, ma prima dovette affrontare tre forti intimidazioni. Prima i suoi stessi fratelli e commilitoni fecero del loro meglio per sminuirlo, calunniarlo e minacciarlo. Se avesse ceduto alla loro intimidazione, avrebbe rinunciato a proseguire ciò che Dio gli aveva messo nel cuore, avrebbe fatto ritorno a casa e il dono di Dio sarebbe rimasto inattivo e gli esiti per il popolo sarebbero stati diversi con la conseguente schiavitù. Poi affrontò le affermazioni sminuenti del re, ma non si lasciò intimidire dal capo e mantenendo il rispetto come capo della nazione riuscì a persuaderlo e permettergli di combattere. Infine affrontò l’intimidazione del gigante filisteo, il quale non solo era alto, grosso e ben armato, ma tentò di far sentire Davide più debole e insignificante di un piccolo animale.

Domanda per noi: Contro quale gigante stiamo combattendo? Come lo stiamo affrontando? Siamo intimiditi da certe opposizioni? Qual è la nostra fiducia nel Signore?

Davide aveva una tale fiducia nella potenza di Dio che rischiò la propria vita, questa audacia risvegliò il dono di Dio in lui, sconfisse il gigante che aveva intimidito e oppresso l’intero esercito per quaranta giorni. Questa potenza produce franchezza così come scrive san Paolo:” Se dunque ciò che era effimero fu glorioso, molto più lo sarà ciò che è duraturo. Forti di tale speranza, ci comportiamo con molta franchezza…”(2 Cor 3,11-12).

Potremmo aggiungere con molta audacia spinta dalle tre virtù divine sopraesposte. Si nota una grande franchezza nei credenti che non confidano nelle proprie forze ma in quella di Dio, non sono intimiditi dalle circostanze, dagli altri o dal diavolo, perché Dio non si lascia intimidire, questa dev’essere la nostra promessa:” …perché Dio stesso ha detto: non ti lascerò e non ti abbandonerò. Così possiamo dire con fiducia: il Signore è il mio, aiuto non temerò. Che mi potrà fare l’uomo?” (Eb 13,5-6). Dobbiamo dichiarare a testa alta: Che mi potrà fare l’uomo? La stessa fiducia è a disposizione di ogni credente, siamo credenti e a volte non crediamo, credere in Dio con fiducia, credere che nessun uomo, demone possa intimidirci a motivo di Gesù, nessun nome e nessuna potenza è più grande. Nelle sue parole: “Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare”(Lc 10,19). Egli ci ha dato potere su tutto ciò che il nemico possiede. L’intimidazione è un nemico, ci inganna e ci dice:” Ho più autorità e potere di te, meglio che abbassi la cresta e fai quello che ti dico! Se non lo farai ne pagherai le conseguenze”. Se dovessimo dar ascolto a queste menzogne, i doni di Dio resterebbero inattivi, vivendo in uno stato di oppressione, ma quando conosciamo Colui che ha promesso di essere fedele, possiamo dimorare nella potenza che è al di sopra di ogni altra potenza e come Davide affrontare il gigante dell’intimidazione con grande coraggio. Questo messaggio non è difficile da comprendere, il vero Vangelo non è complicato, diviene tale solo a causa della nostra incredulità.

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