1.12-Intimidazione: Cap. 5 Camminare nel Timore del Signore

I cristiani tiepidi sono quelli che vogliono costruire una Chiesa a propria misura, ma non è la Chiesa di Gesù: è quanto ha detto sabato mattina 20-Aprile-2013. il Papa durante la Messa nella Cappellina della Domus Sanctae Marthae. Erano presenti i volontari del Dispensario pediatrico “Santa Marta” in Vaticano, affidato alle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, che da 90 anni sostiene i bambini e le famiglie bisognose di Roma senza distinzione di religione o nazionalità. La prima comunità cristiana, dopo la persecuzione, vive un momento di pace, si consolida, cammina e cresce “nel timore del Signore e con il conforto dello Spirito Santo”: il Papa commenta la lettura degli Atti degli Apostoli. E’ questa l’aria stessa in cui vive e respira la Chiesa, chiamata a camminare alla presenza di Dio e in modo irreprensibile: “E’ uno stile della Chiesa. Camminare nel timore del Signore è un po’ il senso dell’adorazione, la presenza di Dio, no? La Chiesa cammina così e quando siamo in presenza di Dio non facciamo cose brutte né prendiamo decisioni brutte. Siamo davanti a Dio. Anche con la gioia e la felicità: questo è il conforto dello Spirito Santo, cioè il dono che il Signore ci ha dato - questo conforto - che ci fa andare avanti”.
I cristiani tiepidi sono quelli che vogliono costruire una Chiesa a propria misura, ma non è la Chiesa di Gesù: è quanto ha detto sabato mattina 20-Aprile-2013. il Papa durante la Messa nella Cappellina della Domus Sanctae Marthae. Erano presenti i volontari del Dispensario pediatrico “Santa Marta” in Vaticano, affidato alle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, che da 90 anni sostiene i bambini e le famiglie bisognose di Roma senza distinzione di religione o nazionalità.
La prima comunità cristiana, dopo la persecuzione, vive un momento di pace, si consolida, cammina e cresce “nel timore del Signore e con il conforto dello Spirito Santo”: il Papa commenta la lettura degli Atti degli Apostoli. E’ questa l’aria stessa in cui vive e respira la Chiesa, chiamata a camminare alla presenza di Dio e in modo irreprensibile:
“E’ uno stile della Chiesa. Camminare nel timore del Signore è un po’ il senso dell’adorazione, la presenza di Dio, no? La Chiesa cammina così e quando siamo in presenza di Dio non facciamo cose brutte né prendiamo decisioni brutte. Siamo davanti a Dio. Anche con la gioia e la felicità: questo è il conforto dello Spirito Santo, cioè il dono che il Signore ci ha dato – questo conforto – che ci fa andare avanti”.

 

Cap. 5

CAMMINARE NEL TIMORE DEL SIGNORE

 

Il cammino fatto sin qui, ci porta a sottolineare una particolare via per vincere l’intimidazione: il timore del Signore.

La Bibbia afferma in merito: (Pr 9,10; 1,7; 2,5). Nessuno vedrà il Signore senza la santificazione che si compie nel timore di Dio : (Eb 12,14), (2 Cor 7,1) e tante altre citazioni che confermano l’importanza del timore di Dio per procedere liberi da ogni intimidazione:(Pr 14,26), una forte fiducia in Dio produce la franchezza necessaria per seguire la via di Dio anziché quella degli uomini. Vediamo adesso qual è la differenza tra il timore del Signore e il timore dell’uomo.

Innanzi tutto il timore di Dio include il rispetto di Dio, ma temerlo non significa aver paura di Lui perché ci castiga o per paura dell’inferno, temerlo significa dargli il posto di gloria, onore, ringraziamento, di lode e preminenza che Egli merita.

Si tratta di ciò che merita e non ciò che noi pensiamo che Egli meriti.

Dio detiene questa posizione quando stimiamo Lui e il Suo volere al di sopra di tutto ciò che ci concerne. Odieremo ciò che Lui odia, ameremo ciò che Lui ama, tremando alla Sua presenza e davanti alla Sua Parola.

Esaminiamo ora il timore dell’uomo.

Temere l’uomo significa nutrire allarme, ansia, soggezione, paura, farsi piccoli davanti a dei mortali, nutrendo rispetto per coloro che Dio ha posto come guide nella chiesa e nella società, ma rimangono sempre e solo dei comuni mortali. Siamo così occupati a salvaguardare noi stessi assoggettandoci all’uomo che il nostro servizio a Dio risulta inefficace.

Timorosi di ciò che gli uomini possono farci, non daremo a Dio ciò che Egli merita. (Leggi Pr 29,25; Isaia 51,7-13).

Quando cerchiamo di piacere agli uomini per sfuggire agli insulti dimentichiamo il Signore: (Leggi Gal 1,10). In conseguenza serviremo ciò che temiamo.

Se temiamo l’uomo, lui serviremo, se temiamo Dio, Lui serviremo, non possiamo temere Dio e gli uomini, perché non possiamo servire due padroni: (Leggi Mt 6,24).

Spesso rischiamo con troppa familiarità di ridurre Dio al nostro fattorino, il quale subito esegue un nostro bisogno, comportandoci in maniera irreverente, anche quando con la nostra vita ci comportiamo in maniera incoerente da quello che professiamo, senza alcuna differenza tra il modo di vivere del mondo, questo dev’essere l’unico nostro timore: “Offendere Dio, ferire il Suo Cuore con il nostro peccato”.

Se amiamo veramente Dio, solo Lui dobbiamo temere, con una vita di consacrazione, non mondanità proiettati alla santità, come ci esorta Pietro:

“ Come figli obbedienti, non conformatevi ai desideri di un tempo, quando eravate nell’ignoranza, ma ad immagine del Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta; poiché sta scritto: Voi sarete santi, perché io sono santo. E se pregando chiamate Padre colui che senza riguardi personali giudica ciascuno secondo le sue opere, comportatevi con timore nel tempo del vostro pellegrinaggio.” (1 Pt 1,14-17)

Il timore di Dio è una grande motivazione per tenersi lontani dall’iniquità, ci dà potere sul peccato (Leggi Es 20,19-20; Pr 16,6; Fil 2,12).

Dove abbiamo lasciato il timore e il tremore? Abbiamo dimenticato che Egli è giusto Giudice? Leggiamo:

“ Non montare dunque in superbia, ma temi! Se infatti Dio non ha risparmiato quelli che erano rami naturali, tanto risparmierà te! Considera dunque la bontà e la severità di Dio: severità verso quelli che sono caduti; bontà di Dio verso di te, a condizione però che tu sia fedele a questa bontà”. (Rom 11,20b-22).

Siamo diventati esperti della sua bontà che ci avvicina al Suo cuore, mentre la Sua severità è dovuta non perché castiga, ma al fine di tenerci lontano dall’orgoglio e da ogni genere di peccati.

La bontà di Dio ci conduce al pentimento (Leggi Rom 2,4) e il timore di Dio e il suo giudizio ci impediscono di peccare deliberatamente: (Leggi Eb 10, 26-31). Dobbiamo allora imparare a trovare diletto nel timore del Signore perché ci aiuterà a camminare secondo la volontà di Dio nei momenti di intimidazione (Leggi Pr 14,26-27).

IL TIMORE DEL SIGNORE PRODUCE FIDUCIA E CORAGGIO

L’intimidazione può essere prodotta da:

  • Circostanze;
  • Pensieri;
  • Persone.

Con maggiore frequenza combattiamo contro l’intimidazione prodotta da persone, quando temiamo l’uomo, offendiamo Colui che non si vede(Dio), per non offendere colui che vediamo(l’uomo).

Gesù ci esorta:

“ A voi amici, dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla. Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. Sì ve lo dico, temete Costui.” (Lc 12,4-5)

Se temiamo l’uomo, quando Dio permetterà difficoltà o avversità nella nostra vita, cercheremo di proteggere e preservare noi stessi, esercitando la nostra volontà anziché quella di Dio.

Se temiamo invece il Signore, possiamo affrontare le difficoltà in un modo che onora Dio, riconoscendo che solo Lui può preservarci, avendo fiducia che Lui meglio conosce il disegno eterno delle cose.

“ Nel timore del Signore è la fiducia del forte; Il timore del Signore è fonte di vita, per evitare i lacci della morte” (Pr 14,26-27).

“ Il temere gli uomini pone in una trappola; ma chi confida nel Signore è al sicuro”(Pr 29,25).

L’intimidazione è una trappola per noi, il timore del Signore produce fiducia e coraggio, proprio gli strumenti che servono per liberarci dall’intimidazione.

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza