1.2-Il Discepolo

Ma prima di tutti noi è stato Gesù "il discepolo" che il Padre ha amato. Perché nella sua obbedienza di Figlio egli ha reso possibile la trasformazione della "lettera" dell’Antico Testamento nello "spirito" del suo Vangelo. La storia della salvezza con i suoi simboli e i suoi personaggi, con le sue vicende e con i suoi drammi confluisce ora nella persona di Gesù, che l’evangelista Giovanni presenta come il "simbolo" e il "sacramento" definitivi nei quali "tutto è compiuto". Nella conclusione del suo Vangelo, Giovanni fissa "il discepolo che Gesù amava" nel verbo "rimanere": "se io voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te?" (Gv 21,22).
Ma prima di tutti noi è stato Gesù
“il discepolo” che il Padre ha amato.
Perché nella sua obbedienza di Figlio egli ha reso possibile la trasformazione della “lettera” dell’Antico Testamento nello “spirito” del suo Vangelo.
La storia della salvezza con i suoi simboli e i suoi personaggi, con le sue vicende e con i suoi drammi confluisce ora nella persona di Gesù, che l’evangelista Giovanni presenta come il “simbolo” e il “sacramento” definitivi nei quali “tutto è compiuto”.
Nella conclusione del suo Vangelo, Giovanni fissa “il discepolo che Gesù amava” nel verbo “rimanere”: “se io voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te?”
(Gv 21,22).

 

IL DISCEPOLO

 

 

In un contesto storico-culturale segnato da profondi cambiamenti e dominato da IDOLATRIE ANTICRISTIANE, da un vissuto carente di familiarità con il Vangelo, vivere da discepolo di GESU’ è seguire i suoi insegnamenti.

 Gli Apostoli di GESU’ erano inizialmente coloro che Gesù’ aveva inviato per predicare il Vangelo (Buona Notizia).

 Dopo queste cose il Signore designò altri 72 discepoli e li mandò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per andare (Lc 10, 1).

 Egli ci ha indicato come essere suoi discepoli dicendo: VENITE IMPARATE DA ME, ci esorta ad ascoltare la sua parola, perché solo così, ha detto “SARETE MIEI DISCEPOLI”.

 Il Signore disse a Matteo, SEGUIMI (Mc 2, 14), a Pietro e Andrea disse SEGUITEMI e vi farò pescatori di uomini ed essi, lasciate subito le reti, lo seguirono (Mt 4, 18-20). Se uno vuole essere vero discepolo deve seguire il Maestro INCONDIZIONAMENTE.

 Se uno vuole venire dietro di me, rinneghi se stesso prenda ogni giorno la sua croce e mi segua (Lc 9, 23 ; Lc 9,57-62), perché ci sono persone che seguono Gesù, per motivi sbagliati. La folla seguiva Gesù per essere SAZIATI (Gv 6,26), i discepoli IMMATURI per ricever una ricompensa (Mt 19,27), Pietro, che nel momento della PROVA, seguiva Gesù da lontano (Mt 26, 58). Seguire Gesù è donarsi completamente a LUI e dare un taglio netto con il nostro passato.

 Il discepolo deve impegnarsi a vivere ogni giorno con la certezza che egli ci ama in qualsiasi circostanza, di sentirsi avvolto dall’AMOREVOLE CURA DI DIO; di tenersi LIBERI da SENTIMENTI di PAURA, poiché “NELL’AMORE NON C’E’ TIMORE” (1 Gv 4,18); di RICONCILIARSI CON DIO davanti ad ogni INFEDELTA’ e RINGRAZIARLO per questo suo AMORE GRATUITO-FEDELE, testimoniando che DIO E’ AMORE mostrando agli altri che siamo “AMATI DA DIO PADRE”.

 IMPARATE DA ME: I primi discepoli erano attenti nell’ascoltare l’insegnamento degli Apostoli (At 2,42) che a loro volta lo avevano imparato  da Gesù. IMPARARE non significa ricevere un’acquisizione teorica, dottrinale delle cose riguardo a Gesù, ma è l’accettazione di CRISTO stesso come insegnante della nostra vita, rifiutando tutto quello che non è conforme alla SUA PAROLA!  GESU’ disse: Io sono la via, la verità e la vita (Gv 14,1-6). Perciò il vero discepolo, si dedicherà completamente alla verità cioè GESU’ (Ef 4, 20).

 Il discepolo deve fare tutto per la gloria di Dio sull’esempio di GESU’.

 La finalità della sua vita terrena è VIVERE ed essere FEDELE alla sua parola e metterla in pratica: mettere Dio al centro della nostra vita affinché EGLI venga glorificato in tutto il proprio essere, il proprio agire nel vissuto quotidiano, infatti scrive Paolo “sia che mangiate sia che beviate sia che facciate alcun altra cosa, fate tutto a GLORIA di DIO” (1 Cor 10,31). Il discepolo deve offrire una testimonianza luminosa di vita evangelica davanti agli uomini (Mt 5, 16), diventare “chicco di grano caduto a terra” che muore per dare la vita; tradurre nel vivere quotidianamente le tre grandi richieste del PADRE NOSTRO” SIA SANTIFICATO IL TUO NOME, VENGA IL TUO REGNO, SI COMPIA LA TUA VOLONTA’ (Mt 6, 9-10).

 Il discepolo di GESU’ deve rivolgersi a DIO come a un padre affettuoso e confidenziale, deve aprire il proprio cuore con fiducia in qualsiasi occasione, rivelarlo ad ogni persona attraverso il suo comportamento, “Compiacimento del PADRE”; egli deve accogliere GESU’ nella propria vita come unico BUON PASTORE, un amore del genere fa riconoscere che egli è un discepolo di Gesù “da questo tutti sapranno che siete miei discepoli” (Gv 13,35).

 Questo amore rende il discepolo di GESU’ un fratello universale capace di sentire ogni persona umana carne della propria carne, disponibile a rendersi utile al prossimo, di mantenere vivo il rapporto di comunione con tutte le persone, cioè aprirsi col  “VANGELO DELL’AMORE VISSUTO, DALL’AMORE DI GESU’ PER NOI” (Gv 13,34-35);  questo amore è la nostra vocazione fondamentale e di condividere GIOIE-SPERANZE-TRISTEZZE e ANGOSCIE di questa nostra umanità, impegnandoci a diventare costruttori di BONTA’ di RICONILIAZIONE e di PACE.

 Il discepolo deve lasciarsi guidare dallo SPIRITO SANTO in un incessante cammino di purificazione, rivivendo così l’esperienza degli apostoli nell’evento della PENTECOSTE.

 Essere discepoli di GESU’, “AGNELLO DI DIO” è il compito che PAPA FRANCESCO, affida alla CHIESA e a tutti noi, mettere al posto della MALIZIA L’INNOCENZA, al posto della FORZA L’AMORE, al posto della SUPERBIA L’UMILTA’; al posto del PRESTIGIO il SERVIZIO. Essere discepoli dell’AGNELLO significa non assumere ATTEGGIAMENTI DI CHIUSURA, ma proporre il VANGELO a tutti, testimoniando con la nostra vita e seguendo GESU’ ci rende più liberi e più GIOIOSI.

 

Antonio & Maria Grazia

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza