1.7.1-Funzione Pastorale della Coppia Guida

Dal Vangelo secondo Giovanni (9,1-41) In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (9,1-41)
In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio.

1. LA CURA PASTORALE

In Matteo 9,36-38 Gesù, che è il Pastore ideale, vide le folle come pecore senza pastore. Egli disse:

«pregate dunque il Padrone della messe che mandi operai nella sua messe!» Degli operai-pastori, uomini e donne che lavoreranno costantemente accanto a quelli che amministrano il gregge. Uomini e
donne che chiederanno allo Spirito Santo un cuore da pastori. Questo metodo di riproduzione dei gruppi permette anche ai laici di diventare partecipi del ministero del Sommo Pastore Gesù, non per una responsabilità di cui ci si è impadroniti, ma per un incarico che viene ufficialmente (anche se temporaneamente) riconosciuto dall’autorità.

La coppia guida ha un mandato specifico: guidare con amore i fratelli perché: abbiano “la vita” e l’abbiamo in abbondanza.(Gv 10.10b).

Ma non potremo mai “mettere mani all’aratro” se prima non saremo sicuri che ogni malinteso, ogni equivoco, ogni divisione siano annullati.

La coppia guida infatti è modello del gregge, specchio di tenerezza, coppia Eucaristica con i frutti dello spirito (pace, gioia, benevolenza, amore) in ascolto della parola di Dio che continuamente grida:”estirpate di mezzo a voi ogni asprezza, animosità, collera, clamore, maldicenza, cattiverie!! (Ef.4,31-32).

Oggi il mondo ha bisogno di Tenerezza, che si esprime in un accompagnamento spirituale compassionale, fermo e deciso allo stesso tempo, con autorevolezza e non per autorità.

Infatti la coppia guida è una “guida autorevole” e non una guida cieca, ma è esempio di vita per il gregge.

 

Esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro,

testimone delle sofferenze di Cristo

e partecipe della gloria che deve manifestarsi:

pascete il gregge di Dio che vi è  affidato, sorvegliandolo non per forza

ma volentieri secondo Dio; non per vile interresse, ma di buon animo.>>

(1 Pietro 5,1-2)

 

 

ESSERE GUIDA

La coppia responsabile non è una “guida cieca” ma una “guida autorevole” che si fa “modello” del gregge: A Tito, Paolo dice di esortare i fratelli “offrendo te stesso come esempio in tutto di buona condotta” (Tt 2,7): Scrivendo al giovane Timoteo dice: “Sii d’esempio ai fedeli nelle parole, nel comportamento, nella carità, nella fede, nella purezza” (1 Tm 4,12).

La coppia responsabile, in quanto “guida”, aiuta i fratelli a prendere le giuste decisioni, seguendo il pensiero di Dio e gli insegnamenti del Magistero ordinario della Chiesa.

Fa comprendere che se noi amiamo il mondo, l’amore del Padre non è in noi,  perché tutto quello che è nel mondo: la concupiscenza della carne, degli occhi, la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo ed il mondo passa, ma Dio rimane in eterno (1 Gv 2,15-17).

Allora La coppia responsabile che si abbandona allo Spirito Santo, per essere da Lui plasmato e santificato, nella verità e senza presunzione può dire con Paolo:“fatevi miei imitatori come io lo sono di Cristo “.

ESSERE SENTINELLA

La coppia responsabile aiuta i fratelli che il Signore ha affidato loro a combattere il “peccato” che sempre è in agguato, esortandoli ad attingere forza e vigore nel Signore e nella Sua potenza attraverso l’uso di tutte le armi spirituali, atte a sconfiggere il diavolo: la verità, la giustizia, lo zelo per il Vangelo, lo scudo della fede e la spada dello Spirito che e la Parola di Dio (Ef 6,10-17).

Ogni buon responsabile, spinge i fratelli verso “una vita sacramentale” regolare e non occasionale, motivandoli nel desiderio di crescere nel cammino di “santità” e non solo di “sanità”. Il giardino di  tenerezza  favorisce e promuove 1’azione dello Spirito: guarigioni, miracoli, ma essi devono essere strumenti per accrescere il desiderio di “santità”, non il fine della nostra partecipazione alla vita del gruppo.

ESSERE CUSTODE

La coppia responsabile è custode dell’ “identità” e custode dell’ “appartenenza” alla spiritualità della tenerezza.

Se una coppia guida è strettamente unita a Dio nella preghiera, può proprio dire con Pietro: “lo Spirito Santo e noi abbiamo deciso…abbiamo considerato e programmato… “.

Ecco allora che la coppia guida può e deve esercitare, con maturità, sapienza e amore, anche la correzione: San Paolo dice: “correggete gli indisciplinati, confortale i pusillanimi, sostenete i deboli, siate pazienti con lutti

(1 Ts 5,14b).

Se non lo faremo, mancheremo di carità ed amore verso i fratelli perché non solleciti del loro bene.

PORTATORI DELLA VERA VERITÀ

Gesù, il Buon Pastore, ha detto:“sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv l0,10b).

Portiamo la “Vera Vita” al gruppo, siamo veramente canali presso quei fratelli che come quelli di Corinto, sono morti ed aspettano di risorgere!

E portare la vita non significa altro che portare Gesù che è la Resurrezione e la Vita (Gv 11,25) e portarlo a quei fratelli che forse oggi possiamo ancora recuperare, ma che domani potrebbero già essere tagliati fuori dalla grazia di Dio. Con Giosue, l’audace guida sentinella e custode del popolo d’Israele, diciamo: “Quanto a me e alla mia casa vogliamo servire il Signore.

 (Gs 24,15b)

ATTEGGIAMENTI NEGATIVI DELLA COPPIA GUIDA

1 L’ignavia e la pigrizia spirituale e fisica?

2 l’ignoranza dei nostri compiti?

3 il non ascolto, attento e scrupoloso dei fratelli?

4 l’impazienza di fronte ai loro difetti o alle colpe ripetute?

5 l’attitudine a trascurare i loro bisogni ed i loro problemi?

6 l’incapacità di accettare, noi stessi, una correzione?

7 la paura del “nuovo” o difendere i nostri “privilegi”

8 l’attaccamento a beni, persone, idee che ci hanno fatto deviare dalla

   nostra vocazione di pastori, noi che uniti agli altri pastori, siamo “servi inutili”

   dell’Unico Vero Pastore e suoi imitatori, noi che dobbiamo farci “modello” del gregge.

9 l’incapacità di perdonare completamente o di dimenticare le offese, gli

   sgarbi, le scorrettezze dei fratelli  del gruppo

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza