1.7.4-La Coppia al Servizio del Prossimo

C'è una grande bellezza che è capace di stupire: è quella della solidarietà, del mettersi amorevolmente al servizio del prossimo. I gesti che esprimono "La .
C’è una grande bellezza che è capace di stupire: è quella della solidarietà, del mettersi amorevolmente al servizio del prossimo. I gesti che esprimono “La bellezza della solidarietà, amore che sorprende”

4. LA COPPIA AL SERVIZIO DEL PROSSIMO

Aiutare la gente a risolvere i propri problemi è compito di tutti. I pastori e altri responsabili hanno una particolare esperienza in questo campo, ma in un modo o nell’altro, tutti noi siamo coinvolti nel consigliare.

Anche se ci fosse un numero sufficiente di esperti e consiglieri pastorali per trattare i bisogni di tutti, alcune persone potrebbero ancora preferire discutere dei loro problemi con un vicino o un amico.

Gli amici sono intimi, non fanno sentire in obbligo, e si può discutere più facilmente con loro piuttosto  che con un forestiero che si presenta con l’intimidente titolo di “consigliere”.

Ci sono alcuni “modi di essere” per una coppia che vuoi aiutare il prossimo:

 

1. Essere disponibile. La maggior parte dei consigli informali può essere data nelle relazioni personali quotidiane..

2. Essere compassionevole. La gente vuole un amico sensibile, comprensivo,premuroso.

3. Essere un attento ascoltatore. «Ognuno sia pronto ad ascoltare, lento nel parlare» (Gc 1,19).

 

4. Non lasciarsi impressionare! Non essere pronti a giudicare. Ciò non vuol dire che dobbiamo lasciar correre azioni che sentiamo essere sbagliate. Dio ci ama nonostante ci comportiamo male, ma dobbiamo aver il coraggio di correggere i fratelli con tenera- fermezza e ferma tenerezza.

«Il mondo … reclama evangelizzatori che gli parlino di un Dio, che essi conoscano e che sia a loro familiare, come se vedessero l’invisibile.

Il mondo esige e si aspetta da noi semplicità di vita, spirito di preghiera, carità verso tutti e specialmente verso i piccoli e i poveri, ubbidienza e umiltà, distacco da se stessi e rinuncia».

(Evangeli! Nuntiandi N. 76)

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