1.8-Intimidazione: Cap. 1 Come Vincere la Paura

Matteo 14,24-27:  Gesù cammina sulle acque Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull'altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù. La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: "È un fantasma" e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro: "Coraggio, sono io, non abbiate paura". Pietro gli disse: "Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque". Ed egli disse: "Vieni!". Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: "Signore, salvami!". E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?". Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: "Tu sei veramente il Figlio di Dio!".       Preghiera   Gesù, ti presento tutte le mie paure: la paura di essere ri­fiutato da Dio, la paura nei confronti degli altri, la paura di certi luoghi e animali, la paura dinanzi al futuro e a situazio­ni difficili, la paura di dare una brutta impressione di me stesso. Ti presento tutte le mie insicurezze, i miei dubbi, le mie incertezze, il disprezzo che a volte sento di me stesso e della mia vita. Per queste paure e insicurezze mi sento come in mezzo a una tempesta. Tu hai detto agli apostoli sul lago di Galilea in tempesta: "Coraggio, sono Io, non temete!". Dillo anche a me e nel mio cuore si placheranno le onde furiose dell'insicurezza e della paura. Liberami da ogni dubbio e incertezza irragionevole, da ogni disprezzo di me stesso e della vita. Sii Tu il mio coraggio, la mia sicurezza, il mio punto d'appoggio, la mia forza di vivere e di agire. Infondi in me il tuo Spirito Santo che è Spirito di potenza e di libertà. Cuore di Gesù, confido e spero in Te.
Matteo 14,24-27:
Gesù cammina sulle acque Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull’altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù. La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: “È un fantasma” e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro: “Coraggio, sono io, non abbiate paura”. Pietro gli disse: “Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque”. Ed egli disse: “Vieni!”. Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: “Signore, salvami!”. E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”. Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: “Tu sei veramente il Figlio di Dio!”.
Preghiera
Gesù, ti presento tutte le mie paure: la paura di essere ri­fiutato da Dio, la paura nei confronti degli altri, la paura di certi luoghi e animali, la paura dinanzi al futuro e a situazio­ni difficili, la paura di dare una brutta impressione di me stesso.
Ti presento tutte le mie insicurezze, i miei dubbi, le mie incertezze, il disprezzo che a volte sento di me stesso e della mia vita. Per queste paure e insicurezze mi sento come in mezzo a una tempesta. Tu hai detto agli apostoli sul lago di Galilea in tempesta: “Coraggio, sono Io, non temete!”. Dillo anche a me e nel mio cuore si placheranno le onde furiose dell’insicurezza e della paura.
Liberami da ogni dubbio e incertezza irragionevole, da ogni disprezzo di me stesso e della vita.
Sii Tu il mio coraggio, la mia sicurezza, il mio punto d’appoggio, la mia forza di vivere e di agire. Infondi in me il tuo Spirito Santo che è Spirito di potenza e di libertà.
Cuore di Gesù, confido e spero in Te.

 

Cap.1

COME VINCERE LA PAURA UTILIZZANDO I DONI DI DIO IN NOI

 

Molti di coloro che sono chiamati alla fede, spesso sono preda della paura, hanno un cuore puro verso Dio e verso gli uomini, tuttavia sono prigionieri di se stessi e i doni di Dio rimangono inattivi.

 

Spesso coloro che sono intimiditi, non si rendono conto contro che cosa lottano, come per la maggior parte delle astuzie di satana, la paura è camuffata e sottile.

 

Ne sentiamo gli effetti: depressione, confusione, mancanza di fede, scoraggiamento, disperazione, visione pessimistica della vita, spesso combattiamo non proprio contro la paura, ma solo contro questi effetti senza conoscerne la radice.

 

Infatti possiamo definire la paura come sentimento ansiogeno, ripetitivo e martellante. Chi si lascia dominare da questo sentimento vive in uno stato di preoccupazione angosciante con il timore di perdere sé stesso e i beni a cui è legato; si ci lascia condizionare da paure immotivate o irrazionali che possono portare a delle nevrosi o anche psicosi, c’è paura per il futuro e sfiducia in se stessi e nella vita.

 

I rapporti con il prossimo sono caratterizzati da instabilità, insicurezza e inaffidabilità. Emergono atteggiamenti iperprotettivi e preoccupazioni ossessive con il risvolto negativo sviluppare una personalità insicura incapaci di assumersi  le  proprie responsabilità.

 

Alcuni cercano di superare gli effetti della paura recandosi da consulenti e figure professionali, i quali pur svolgendo un grande aiuto per gestire le paure, spesso non riescono a raggiugere le profondità dell’anima che solo Dio può toccare, molti affrontano le conseguenze piuttosto che l’intimidazione stessa e la sua radice.

 

In tal caso possiamo sperimentare un sollievo temporaneo, ma la lotta non finisce, si possono raccogliere i frutti di un albero, ma finchè le sue radici rimangono intatte, il frutto finirà per ricrescere.

 

Questo ciclo può essere scoraggiante, come se non riuscissimo a liberarci da tali ostacoli, cominciamo a sentirci disperati e ci accontentiamo di una posizione di gran lunga inferiore a quella a cui Dio ci ha chiamati con il battesimo.

 

SATANA CERCA DI DEVIARCI PER RIAPPROPRIARSI DELL’AUTORITA’ CHE GESU’ GLI HA STRAPPATO

 

In qualità di credenti in Cristo è importante comprendere che facciamo parte del corpo mistico di Cristo, quindi siamo membra, a questa posizione si aggiunge l’autorità in quanto sacerdoti, re e profeti, il nemico vuole questa autorità, se riesce a farci rinunciare all’autorità che Dio ci ha dato, la prenderà e la userà contro di noi, con effetti devastanti per noi e per coloro che sono a noi vicini.

 

Proprio come fece con Adamo nel giardino dell’Eden, satana cerca di togliere l’autorità che Dio gli aveva dato, in caso positivo aumenta la sua autorità per agire contro noi stessi.

 

Nel giardino satana non era interessato all’elefante oppure al leone, ma cercava l’uomo perché aveva autorità, e togliendogli l’autorità che Dio gli aveva affidato, avrebbe potuto regnare su tutto ciò su cui l’uomo regnava e si prendeva cura.

 

Infatti l’apostolo Paolo afferma:” Non date occasione al diavolo”(Ef 4,27),  dipende da noi, a non farci spogliare dell’autorità di figli di Dio.

 

Quando satana scalza l’amministratore di una casa dalla sua posizione, tutti quelli che gli sono sottoposti diventano vulnerabili.

 

Spesso tanti mali nelle nostre famiglie provengono dai nostri peccati, tanti genitori trasgrediscono deliberatamente i comandamenti di Dio, allora è solo questione di tempo prima che i loro figli ne seguano il loro esempio.

 

Con il peccato i genitori hanno perso la loro autorità lasciando i loro figli vulnerabili al nemico. Un uomo redento nascosto in Cristo ha una posizione spirituale al di sopra del diavolo, infatti Gesù affermò audacemente:

 

“Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare”(Lc 10,19).

 

Alla luce di questa parola comprendiamo meglio il grande mandato che Gesù ha affidato ai suoi discepoli e anche a noi oggi:

 

E Gesù disse loro: Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni…(Mt 28,18-20).

 

Vediamo adesso mediante alcuni personaggi biblici come si perde l’autorità di Dio attraverso le nostre scelte sbagliate:

 

Giuda Iscariota perse per sempre la sua autorità e il suo posto nel corpo mistico per la sua trasgressione (At 1,16-20).

 

Davide era forte e il suo regno stabile sotto di lui, Dio lo aveva benedetto con un gran numero di figli e figlie, ma fece l’errore di prendere ciò che Dio non gli aveva dato:

Betsabea, commettendo adulterio con lei e facendo uccidere il suo marito Uria (2 Sam 11,-27).

Davide viene rimproverato dal profeta Natan il quale smascherò il suo peccato.

Davide confessò, si pentì e fu perdonato, (2 Sam 12,13), ma aveva reso la sua vita e la sua famiglia vulnerabili al nemico, i suoi tre figli morirono.

Aveva perso l’autorità a causa del suo peccato trasgredendo i comandamenti sprigionando il male sulla sua famiglia.

 

Adamo e Eva avevano la posizione più elevata sulla terra: “ … e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, su tutte le bestie selvatiche…”(Gen 1,26).

 

Adamo camminava in comunione con Dio con l’autorità e il potere che Dio gli aveva dato, ma commettendo il peccato cedette la sua autorità a satana, non solo Adamo perse la sua posizione di dominio su tutto, ma il suo atto sbagliato influenzò tutto ciò che Dio gli aveva affidato, cominciò in declino di ogni armonia e ordine.

 

Mentre prima i leoni non divoravano gli animali (Is 65,25), gli agnelli non temevano i lupi, dopo la caduta sia gli animali che la terra divennero maledetti operando contro l’uomo invece che per lui, che doveva lavorare duramente per ottenere il frutto che prima gli veniva offerto gratuitamente.

 

Questi personaggi biblici ci hanno presentato come portando il peccato nella loro vita, satana gli ha sottratto l’autorità che Dio gli aveva dato. Anche a noi può succedere la stessa cosa, se siamo determinati a servire Dio con tutto il cuore, il nemico cercherà di sottrarci l’autorità spirituale attraverso l’intimidazione.

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza