2.3-Il Cuore del Cantore di Dio

LA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si prega - Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore o peccatrice Nella storia del cristianesimo ...
LA PREGHIERA DEL CUORE – cos’è e come si prega – Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore o peccatrice Nella storia del cristianesimo …

 

IL CUORE DEL CANTORE DI DIO

 

E’ nella sua essenza:

  1. 1.    Cuore Adorante
  2. 2.    Cuore Amante
  3. 3.    Cuore Creante
  1.  CUORE ADORANTE: In Gv 4,21 – 24 leggiamo che il Padre cerca i veri adoratori del suo nome in Spirito e verità, da ciò comprendiamo chela scelta del servizio di lode e di adorazione è una vera e propria vocazione, alla quale noi siamo chiamati a rispondere non in forza di un talento ma di una SCELTA DI VITA.Tutto ciò scaturisce da un requisito fondamentale: la FEDELTA’ a Dio e alla nostra vocazione, cosicché essa diviene forza che conferma nello Spirito la nostra musica.  E’ QUESTA FEDELTA’ A DIO E AL SUO PROGETTO CHE DA’ UNZIONE ALLA NOSTRA MUSICA E AL NOSTRO CANTO.

Il cuore del cantore è continuamente, costantemente, permanentemente  alla ricerca di Dio, poiché Egli è l’oggetto della sua lode.

1 Sam 2,35  “Dopo, farò sorgere al mio servizio un sacerdote fedele che agirà secondo il mio cuore e il mio desiderio. Io gli darò una casa stabile e camminerà alla mia presenza, come mio consacrato per sempre”.

 

  1. CUORE AMANTE:

il cuore amante del cantore di Dio illumina i cieli. Mosè ne aveva ricevuto il simbolo: il candeliere a sette braccia, acceso perennemente davanti al Santo, secondo le prescrizioni rituali, modellante sui cieli, come gli aveva detto il Signore: “farai tutto secondo il modello”.

Ciascuno interroghi il suo cuore: se ama il fratello, lo Spirito di Dio è in lui; esamini e metta alla prova se stesso davanti a Dio e veda se c’è in lui l’amore alla pace, all’unità e alla Chiesa. Ma non ci si può limitare ad amare i fratelli vicini fisicamente, perché, grazie allo Spirito amiamo anche i fratelli lontani fisicamente. Siamo infatti una cosa sola per mezzo dello Spirito che ci unisce. Così come gli occhi pur essendo distinti si muovono insieme per armonizzare lo sguardo su uno stesso punto, così tutti quelli che amano Dio e i fratelli, muovono verso la stessa direzione.

Se dunque si vuole avere una prova di avere ricevuto lo Spirito, si interroghi il proprio cuore per non correre il rischio di scambiare il fine col mezzo: se c’è carità verso il fratello, stai tranquillo. Non può esserci l’amore senza lo Spirito di Dio, perché Paolo grida“l’amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che fu dato a noi” (Rm 5,5).

 

  1. CUORE CREANTE:

il cantore e il compositore è colui che possiede quel cuore che è in grado attraverso la fantasia e la novità dello Spirito di creare sempre cose nuove, lasciandosi guidare dallo Spirito di Dio che fa nuove tutte le cose!!!

Qual’ è il ruolo della musica e del canto?

Per rispondere citiamo le Sacre Scritture: 1 Cr 16,4-6 “ Egli stabilì che alcuni leviti stessero davanti la casa del Signore come ministri per celebrare, ringraziare e lodare il Signore Dio di Israele”. Tale ministero, da ciò che emerge dalle Scritture è per sua essenza ministero di lode.

Questa funzione “levitica”, in altre parole “sacerdotale”, è legata ad un’attività ben precisa del ministero del canto, che è quella di condurre i fratelli alla lode, alla celebrazione, al ringraziamento.

Ciò si evince più chiaramente nel libro del Siracide 47,8 e seguenti a proposito di Davide: “ in ogni sua opera glorificò il Santo Altissimo con parole di lode; cantò inni a Lui con tutto il cuore e amò Colui che l’aveva creato. Introdusse musicanti davanti all’altare raddolcendo i canti con i loro suoni; conferì splendore alle feste, abbellì le solennità fino alla perfezione, facendo lodare il nome Santo di Dio ed echeggiare fin dal mattino il santuario. Il Signore gli perdonò i suoi peccati, innalzò la sua potenza per sempre, gli concesse un’alleanza regale e un trono di gloria in Israele”.

Cosa rappresenta Davide? Davide è uomo di lode, di contemplazione, musicista e maestro di altri musicisti, esperto di liturgia, animatore del canto sacro, l’uomo che apre il suo cuore a Dio, oggetto delle promesse di Dio.

Per comprendere meglio cosa intendiamo quando ci riferiamo al canto come ad un ministero profetico, dobbiamo fare riferimento alle Sacre Scritture, prendendo questo brano che ha come protagonista il profeta Eliseo: 2 Re 3,15 – 18, “Ora cercatemi un suonatore di cetra”. Mentre il suonatore arpeggiava cantando, la mano del Signore fu sopra Eliseo. Egli annunziò: dice il Signore: scavate molte fosse in questa valle, perché dice il Signore: voi non sentirete il vento né vedrete la pioggia, eppure questa valle si riempirà d’acqua; berrete voi la vostra truppa e le vostre bestie da soma. Ciò è poca cosa agli occhi del Signore; Egli metterà anche Moab nelle vostre mani”.

Il profeta Eliseo fa espressa richiesta di un suonatore di cetra per disporsi alla preghiera e mentre il suonatore arpeggiava, lo Spirito del Signore fu sopra Eliseo che profetizzò una potente profezia. Eliseo cerca un musicista per esercitare il suo ministero profetico, perché il ministero del musicista completa quello del profeta, in quanto è esso stesso profetico. Da ciò si capisce come la profezia e il ministero profetico sono fusi in un unico ministero profetico.

La chiesa ci insegna che il profeta è colui che parla nel nome di Dio. Quando un animatore del canto intona un canto, non fa altro che intervenire nella preghiera con la parola di Dio, poiché, quasi tutti i canti hanno ispirazione biblica. Quest’azione è uguale alla proclamazione di un passo biblico e ha la stessa funzione.

Molte volte fratelli e sorelle testimoniano la potenza del canto nelle sue varie azioni (consolante, di lode ecc.). Anche S. Agostino nelle confessioni dice che la sua conversione avvenne durante l’ascolto di canti mentre passava da una chiesa. Non si può pertanto dimenticare tutta la potenza di un annuncio che risiede in un canto eseguito con unzione.

Davide, tra le altre cose, ebbe anche l’intuizione di riconvertire strumenti musicali, usati allora per i festini pagani, in strumenti per dare lode a Dio, anzi egli stesso ne inventò altri per l’uso sacro.

Qual’ è la necessità di usare tanti strumenti? Innanzitutto perché al Signore dobbiamo offrire il meglio, poiché l’incontro tra Dio e l’uomo è un momento di grande festa. Leggiamo in 1 Cronache 15, 16- 22: che Davide diede il mandato ai leviti di far udire suoni di gioia con vari strumenti e teneva in grande considerazione il suono degli strumenti musicali e degli arrangiamenti.

Chenanìa, capo dei leviti dirigeva perché era esperto: qui si riscontra una connotazione tecnica, da cui si comprende che la musica non può essere improvvisata. Occorre diventare musicisti esperti attraverso lo studio e l’applicazione costante. Per un ministero di musica e canto è fondamentale cercare di ottenere tecnicamente, una qualità che deriva da una vera e propria consacrazione del proprio talento al signore, per la gloria di Dio.

Nel Salmo 33, 3 leggiamo: “cantate al Signore un canto nuovo, con arte suonate la cetra e acclamate”. In quest’ottica, non conta tanto lo strumento che si suona, piuttosto, l’unzione e la preparazione con la quale lo si usa, perché sarà ciò che ci porterà alla presenza del Signore.

(Sintesi di Alice e Gaetano GsT Santo Spirito CL)

 

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