2.4-Cronache:25,1

Era il cantore che sceglieva di volta in volta il canto che preferiva (quale volueris)
Era il cantore che sceglieva di volta in volta il canto che preferiva (quale volueris)

 

In 1 Cronache 25,1 – 7

leggiamo che Davide formò una vera e propria scuola di musica con maestri e allievi. La formazione è importante per assicurare la preparazione e la continuità di un ministero.

L’ESPERIENZA DELLA LODE:

Non si può diventare cantori se personalmente non si è sperimentata la potenza salvifica della lode.

Davide compose i salmi perché fece un’esperienza della presenza di Dio, forte e totalizzante e grazie a questa forte esperienza del cuore comprese:com’è bello dar lode a Dio” (Salmo 92).

L’uomo, riconoscente verso Dio sente un’insopprimibile desiderio di cantare al mondo le meraviglie che opera il Signore.

In tal senso l’esperienza della lode diventa autentica quando non si ferma alla componente emotiva, ma diviene uno STILE DI VITA in cui il cantore si identifica.

IL CANTO NELL’EVANGELIZZAZIONE:

Il ruolo primario della chiesa è quello di evangelizzare. In tale ambito la musica assume oggi un aspetto importantissimo, si pensi al fatto che dalla politica, all’informazione, ai talk – show, tutto viene proposto partendo dalla musica, con ciò non vogliamo parlare di Gesù come di un prodotto, ma vogliamo solo sottolineare uno dei principi che oggi movimentano i mass – media.

Se riflettiamo, il re Davide, riscattò gli strumenti pagani per porli al servizio di Dio.

Allo stesso modo dobbiamo recuperare i mezzi e le tecniche moderne per annunciare che il Signore è morto e risorto per la salvezza dell’uomo.

Lo studio della musica pop e moderna è oggi fondamentale se vogliamo comunicare qualcosa attraverso la musica ai nostri fratelli che non conoscono ancora l’amore di Dio.

Diciamo però che l’ambito dell’evangelizzazione è completamente diverso da quello della liturgia e della preghiera spontanea. Dobbiamo saper fare un’importante distinzione, perché, conoscere l’ambito nel quale esercitiamo il nostro ministero, significa qualificare la nostra ministerialità.

Bisogna prima di tutto comprendere il contesto in cui siamo chiamati ad esercitare il nostro ministero: incontro di preghiera, liturgia o evangelizzazione; sebbene la finalità di tali momenti è unica e cioè quella di portare i fratelli alla presenza del Signore, diverse sono le modalità di utilizzo della musica.

Dobbiamo conoscere il “pubblico” a cui è rivolto il nostro canto, per esempio, fratelli facenti parte di gruppi di preghiera o fratelli che non hanno ancora incontrato l’amore di Dio.

Per esempio potremmo usare la chitarra sia in un momento di evangelizzazione che in uno di liturgia, solo che in una celebrazione non si può fare un assolo di chitarra elettrica, in un concerto di evangelizzazione si, anzi, esso può essere il mezzo che ci fa stabilire una comunicazione forte con chi ci sta di fronte.

Constatiamo cioè, che, ciò che è sconveniente in una liturgia è invece molto fruttuoso in una piazza durante un momento di evangelizzazione.

  (Sintesi di Alice e Gaetano GsT Santo Spirito CL)

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