2.5-Il ruolo Taumaturgico del Canto

Coro dei Cantori
Coro dei Cantori

 

IL RUOLO TAUMATURGICO DEL CANTO

Nella preghiera il ruolo del canto è centrale per l’effetto taumaturgico (cioè la capacità di guarire), che da esso si sprigiona, dal contesto della lode a quello dell’intercessione.

In 1 Samuele 16, 14 – 23, leggiamo: “Lo Spirito del SIGNORE si era ritirato da Saul; e uno spirito cattivo, permesso dal SIGNORE, lo turbava.

 I servitori di Saul gli dissero: «Ecco, un cattivo spirito permesso da Dio ti turba. Ordini ora il nostro signore ai tuoi servi, che stanno davanti a te, di cercare un uomo che sappia suonare l’arpa; quando il cattivo spirito permesso da Dio verrà su di te, l’arpista si metterà a suonare e tu ti sentirai meglio».

Saul disse ai suoi servitori: «Trovatemi un uomo che suoni bene, e conducetelo qui». Allora uno dei giovani prese a dire: «Ho visto un figlio di Iesse,  il betlemmita, che sa suonare; è un uomo forte, valoroso, abile nelle armi, saggio di parole, è di bell’aspetto e il SIGNORE è con lui». Saul dunque inviò dei messaggeri da Iesse per dirgli: «Mandami Davide, tuo figlio, che è con il gregge».

E Iesse prese un asino carico di pane, un otre di vino, un capretto e mandò tutto a Saul per mezzo di Davide suo figlio. Davide arrivò da Saul e si presentò a lui; Saul gli si affezionò molto e lo fece suo scudiero. Saul mandò a dire a Iesse: «Ti prego, lascia Davide al mio servizio, perché egli ha trovato grazia agli occhi miei». 

Or quando il cattivo spirito permesso da Dio veniva su Saul, Davide prendeva l’arpa e si metteva a suonare; Saul si calmava, stava meglio e il cattivo spirito andava via da lui.

Davide suonava con una tale unzione da avere un potere esorcizzante sullo spirito maligno.

L’uomo di oggi è atterrito dallo stesso  nemico antico, ma sempre attuale, che ha la missione di fare cadere l’uomo nella tristezza e con essa, nella perdita della fede, della speranza e della carità. Nella preghiera analogamente i fratelli giungono, stanchi, oppressi, paurosi, sfiduciati, ma attraverso il canto unto dallo Spirito santo, pian piano ritornano alla gioia.

Questo è l’effetto taumaturgico del canto. Tale aspetto ritrova riscontro anche nell’ambito terapeutico, tant’è che si parla di musicoterapia.

La musica pertanto è annuncio della salvezza che sana i cuori e proclama Gesù Signore della vita. E’ questo il senso che il salmista vuole dare quando afferma: “svegliatevi arpa e cetra, voglio svegliare l’aurora”.

Lo Spirito Santo ci impone di svegliarci dalla notte del cuore; è come se Davide ci stesse dicendo: “ da troppo dura la notte, voglio svegliare l’aurora, da troppo tempo dura la tenebra nel mio cuore, da troppo tempo il mio cuore indugia, eppure i segni ci dicono che questo è tempo di lode, è tempo di risveglio, è il tempo  dello Spirito Santo, è tempo di combattimento spirituale!

Svegliamo l’aurora e lasciamo fuggire le tenebre che avvolgono il cuore dell’uomo.

Leggiamo prima lettera ai Tessalonicesi al capitolo 5,4 -6: “ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, sì che quel giorno abbia a cogliervi a guisa di ladro; poiché voi tutti siete figliuoli di luce e figliuoli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre; non dormiamo dunque come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri”. 

Siamo figli della luce e del giorno, noi non apparteniamo alla notte o alle tenebre, questo è tempo di testimonianza, è il tempo in cui il mondo riceva una grande testimonianza di fede attraverso le scelte definitive di cuori forti, che non temono il combattimento.

La lode spontanea, creativa  e gioiosa, ha il grande potere di portare tutto il nostro essere alla presenza di Dio; è come se obbedissimo ad un comando del Signore. La lode non è pertanto una preghiera ma un’esperienza del cuore e uno stile di vita.

La lode è un immersione nella santità di Dio! Nella lode noi crediamo e proclamiamo a voce alta che Dio è il tre volte santo, il misericordioso, il Dio d’ogni bontà, il Signore ricco di grazia che ha riempito la nostra vita. La lode del cuore non si cura di nulla tranne che di rivolgere a Dio l’amore di cui il nostro cuore è capace.

Per lodare il Signore occorre il cuore! La lode comunitaria è raccontare il nostro amore ai fratelli i quali risponderanno: Amen!

Certo! E’ così anche per noi! Perché il mondo sappia chi è Gesù a gloria di Dio Padre. Amen!

Col nostro canto e la testimonianza della nostra vita, dobbiamo spargere il profumo di Cristo sulla terra. Questo profumo nasce come profezia che deve essere annunziata a tutti i popoli di ogni tribù, nazione e lingua. Amen Alleluia!

Siracide 39, 13 – 16: “Ascoltatemi, figli santi, e crescete come una pianta di rose su un torrente. Come incenso spandete un buon profumo, fate fiorire fiori come il giglio, spargete profumo e intonate un canto di lode; benedite il Signore per tutte le opere sue.

Magnificate il suo nome; proclamate le sue lodi con i vostri canti e le vostre cetre; così direte nella vostra lode: «Quanto sono magnifiche tutte le opere del Signore! Ogni sua disposizione avrà luogo a suo tempo!». Non c’è da dire: «Che è questo? Perché quello?».

Tutte le cose saranno indagate a suo tempo.

 

(Sintesi di Alice e Gaetano GsT Santo Spirito CL)

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza