3.1-Formazione alla Fecondita

Gruppo Rebecca
Gruppo Rebecca

GRUPPO REBECCA

Formazione alla fecondità e preghiera di intercessione per ottenere la grazia di un figlio

In questi anni di cammino accanto alle coppie di sposi, dei gruppi di Spiritualità della Tenerezza “Aquila e
Priscilla”
, abbiamo condiviso gioie e sofferenze, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto della fecondità. Alcune delle giovani coppie di sposi della nostra comunità, avvertivano una certa sofferenza per il mancato arrivo di un figlio. 

 

 Abbiamo sperimentato come tale sofferenza può causare notevoli danni nella coppia, soprattutto se quest’ultima non viene aiutata sia dal punto di vista psicologico, spirituale e affettivo.

Infatti la sterilità rappresenta sempre un evento traumatico che mette in crisi e limita i propri progetti di vita. La scoperta di non poter avere figli destabilizza e costringe a dare un senso a ciò che è accaduto, a rivisitare la propria vita
alla luce di una realtà imprevista e indesiderata.

Essa si configura come una ferita narcisistica, che costringe a una ridefinizione di se e della propria relazione con gli altri.


Costringe a rinunciare al figlio senza volto e senza nome che ciascuno ha inconsciamente conservato dentro di se. Per
questo motivo la scoperta della sterilità si configura come un vero e proprio lutto, e come tale va affrontato.

 

L’elaborazione del lutto della sterilità è una fase indispensabile e imprescindibile nel percorso di coppia.

Essa non viene affrontata ed elaborata una volta per tutte, ma si risolve poco per volta, in un percorso che può durare anni e proseguire anche dopo l’arrivo del figlio nella propria famiglia.

Saper gestire le emozioni e i sentimenti connessi a questo lutto, tuttavia, diventa un requisito indispensabile per poter
dare risposta ai bisogni affettivi ed emotivi di un bambino che viene in casa con un bagaglio, spesso pesante, di traumi, dolori e privazioni.

Essere genitori è una delle condizioni che coinvolgono maggiormente l’essere umano, “Genitori non si nasce, si diventa”(C. Rocchetta).

Vengono coinvolte componenti emotive, cognitive, psicologiche, affettive, comportamentali, ma è necessario rimanere fedeli alla chiamata della vita a due, ricordarsi che si è sempre coppia, persone bisognose di affetto e amore che hanno deciso di congiungere la loro vita per sempre nella gioia e nel dolore.

Alla luce di quanto detto sopra, abbiamo sentito forte nel nostro cuore l’amore per questi giovani sposi, e il bisogno di fare qualcosa per loro. Con la preziosa collaborazione del nostro assistente spirituale diocesano Don Mario Audino, il primo venerdì  dell’agosto scorso abbiamo iniziato un  percorso di formazione alle coppie sterili attraverso uno studio biblico, riflettendo sulle sette donne sterili della Bibbia, seguita poi da una messa per chiedere la grazia di un figlio. In questi primi cinque incontri mensili già avviati, abbiamo visto come lo Spirito di Dio ci è stato propizio benedicendo quattro delle spose presenti che da anni chiedevano la grazia di un figlio, mentre un’altra coppia sposata da tanti anni, ha ricevuto una telefonata che riapriva la pratica di adozione precedentemente respinta dalla Russia.


I figli sono dono di Dio, Lui solo è datore di vita, l’insegnamento principale è che ogni bambino, a prescindere dal modo con cui viene concepito, è dono di Dio, figlio di se stesso, non è un appendice dei genitori.

E’ unico e irripetibile i genitori sono solo dei custodi. I figli, hanno un preciso compito nella vita e sta ai genitori fare in modo che lo scoprano e siano fedeli a questo in ogni momento della loro vita. Visti i  prodigi di Grazia abbiamo denominato questa esperienza con il nome di Rebecca, moglie di Isacco, il quale pregò per oltre venti anni per la moglie sterile, fin quando il Signore ascoltò questo grido e diede loro due gemelli: Esaù e  Giacobbe.


Ogni primo venerdì del mese consacrando i nostri cuori al Sacratissimo Cuore di Gesù, secondo le dodici promesse fatte a Santa Margherita Maria Alacoque con la conseguente preghiera di consacrazione delle coppie presenti, provenienti anche fuori città, vogliamo attraverso la preghiera e i sacramenti risvegliare la fede in tante belle coppie di sposi, affinchè abbiano un incontro con Gesù che cambia la vita sulla loro via di Damasco.

 

Gli incontri si terranno presso la parrocchia Santa Barbara in Caltanissetta alle ore 20.30 di ogni primo venerdì del mese aperto a tutte quelle coppie di sposi che desiderano inginocchiarsi davanti al Re della vita: Cristo Gesù e ricevere le grazie che Lui solo può dispensare per la nostra vita.


Le dodici promesse di Gesù


  1. Darò loro (alle persone devote del mio Cuore) tutte le grazie necessarie al loro stato.

2. Metterò la pace nelle loro famiglie.

3. Le consolerò in tutte le loro afflizioni.

4. Sarò il loro rifugio in vita e soprattutto nella loro morte.

5. Benedirò le loro imprese.

6. I peccatori troveranno misericordia.

7. I tiepidi diventeranno ferventi.

8. I ferventi saliranno presto a grande perfezione.

9. Benedirò il luogo dove l’immagine del mio Cuore sarà esposta e onorata.

                                      

  1. Darò loro le grazie di toccare i cuori più duri.11. Le persone che propagano questa devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non sarà mai cancellato.12. Io prometto nell’eccesso grande di misericordia del mio Cuore che il suo amore onnipotente ccorderà a tutti coloro che si comunicheranno il primo venerdì del mese, per nove mesi consecutivi, la grazia della penitenza finale e non morranno in mia disgrazia né senza ricevere i sacramenti e il mio Cuore
    sarà per essi un asilo sicuro negli ultimi momenti.

Intronizzare il S. Cuore significa mettere su un trono, al posto d’onore del focolare, l’im­magine o la statua del S. Cuore e proclamare davanti a questa immagine che il Cuore di Gesù è il Re della famiglia che si consacra a Lui senza riserve. Per fare bene questa pratica e trarne molti frutti non basta considerare la sola cerimonia esteriore, ma occorre comprenderne il significato simbolico e impegnarsi seriamente a realizzarlo a poco a poco … Occorre conoscere la portata soprannaturale e profonda di questo omaggio pubblico di fede e di amore alla  Regalità del Cuore di Gesù.

 

L’Intronizzazione del S. Cuore di Gesù non è dunque una semplice cerimonia, ma la rico­noscenza ufficiale e pratica fatta nella fami­glia della Regalità Sociale di Nostro Signore e in modo molto speciale della sua Sovranità d’Amore e di misericordia.

 

Questa ricono­scenza, l’Intronizzazione la richiede non pas­seggera e di un giorno solo, ma PERMANENTE trasformazione graduale della vita di famiglia sotto l’influenza del Cuore di Gesù.

 

ATTO DI CONSACRAZIONE AL SACRO CUORE DI GESU’

 (di Santa Margherita Maria Alacoque)

Noi  (nome e cognome della coppia), doniamo e consacriamo  al Cuore adorabile di nostro Signore Gesù Cristo le nostre persone  e le nostre vite, (le nostre famiglie/il nostro matrimonio o fidanzamento), le nostre azioni e le nostre  sofferenze, per non volere  più servirci d’alcuna parte del nostro essere, che per onorarlo, amarlo e glorificarlo. E’ questa la nostra volontà irrevocabile: essere suoi  e fare ogni cosa per suo amore, rinunciando  di cuore a tutto ciò che potrebbe dispiacergli. 


Ti scegliamo, o Sacro Cuore, come unico destinatario del nostro amore,

come custode delle nostre  vite, delle vite dei nostri  figli o  di quelli che avremo in futuro, sei  pegno della nostra salvezza, rimedio delle nostre fragilità e incostanze, riparatore di tutte le colpe della nostra vita e rifugio sicuro nell’ora della nostra morte. Sii, o Cuore di bontà, la nostra giustificazione presso Dio, tuo Padre, e allontana da noi  la sua giusta indignazione. O Cuore amoroso, poniamo  tutta la nostra fiducia in te, perchè temiamo  tutto dalla nostra  malizia e debolezza, ma speriamo  tutto dalla
tua bontà.   Consuma, dunque, in noi  quanto può dispiacerti o resisterti; il tuo puro amore s’imprima profondamente nei  nostri  cuori, in modo che non ti possiamo  più scordare o essere da te separati.  Ti chiediamo, per la tua bontà, che i  nostri nomi e quelli dei nostri figli  siano scritti  in te, poiché vogliamo  concretizzare tutta la nostra  felicità e la nostra  gloria nel vivere e morire come tuoi  servi. Amen.

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