3.3-Sara

Abramo manda Agar e Ismaele lontano – Foto da Le Sacre Scritture

SARA

 

Nella Bibbia troviamo le vicende di sette donne sterili, sei nell’Antico e una nel Nuovo Testamento. Sette donne  che hanno saputo vivere i tormenti della sterilità affidandosi alla volontà di Dio.  Non si sono mai incontrate tra loro, perché hanno vissuto in diversi periodi storici, ma tutte hanno vissuto in una società che considerava la sterilità una colpa e una maledizione di Dio. 

 

SARA (Gen 16-18; 21)

La prima donna che abbiamo incontrato il mese scorso è Sara, la moglie di Abramo. Donna bellissima e intraprendente, ma ormai alle soglie della terza età. Sara, come tutte le donne sterili di ogni epoca, è triste e, pur di aver un bimbo fra le  braccia, chiede ad Abramo di sposare la sua schiava e di metterla incinta. Le leggi di quel periodo permettevano la schiavitù e la poligamia.

Ormai Sara, in menopausa, ha novant’anni e Abramo novantanove. Sono vecchissimi, ma Dio appare ad Abramo e gli promette che Sara avrà un figlio da lui. Nel sentire la notizia Abramo e Sara reagiscono allo stesso modo: ridono. Che altro avrebbero potuto fare i due vecchietti? Cosa altro potremmo fare noi di fronte ad una notizia simile? Quando ormai non ci si pensa proprio più, quando ormai anche il tempo della speranza è finito. Quando ormai è proprio impossibile, quando ormai la scienza e la coscienza hanno detto stop. 

Quale sarebbe il nostro comportamento in tale situazione? Se non pregare insistentemente con fiducia dall’alba fino al tramonto per ripagare tutte quelle lacrime delle donne che riempiono gli oceani? Come si potrebbe chiamare un bambino così, arrivato  ridendo dal cielo? Se non Isacco, cioè: Dio sorride ed è favorevole? Anche questa sera Dio ci sorride ed è favorevole, ci guarda con benevolenza e ci ama così come siamo. Nulla è impossibile a Dio. Non deve spegnersi nel nostro cuore la speranza cristiana che è una persona Cristo Gesù, che ci ama e ci invita a seguirlo attraverso il cammino della croce, il quale anche se all’inizio è intriso da una certa sofferenza, successivamente sfocia nella gioia della resurrezione e nella vittoria.

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