3.4-Rebecca

Rebecca was going to be the mother of twins!
Rebecca was going to be the mother of twins!

REBECCA

“Isacco supplicò il Signore per sua moglie, perché essa era sterile, e il Signore lo esaudì, cosicché Rebecca sua moglie divenne incinta.” (Gen 25,21)

Rebecca, donna intraprendente, energica, cortese, premurosa e sicura di se, è una figura chiave nella storia biblica (Gen 24,16-20). Pur sterile, diviene madre, perché i progetti di Dio si realizzano al di là delle logiche umane. Dunque, anche Rebecca, la bellissima moglie di Isacco, era sterile. Sterile come Sara, la mamma di Isacco, che lo partorì quando ormai era in menopausa. Ma Rebecca era giovane! Ma pure lei, non poteva avere bambini. Nonostante la benedizione per la fertilità rivoltale dai fratelli, Rebecca è sterile e dopo 20 anni di preghiere concepisce due gemelli. Anche se in effetti, non sappiamo se i problemi li avesse Isacco.

In quel tempo era scontato, che se la coppia non aveva figli, la “colpa” fosse della donna! e non c’erano analisi che potessero smentire questa ipotesi. Comunque fatto sta che Isacco e Rebecca non avevano figli. Nella Bibbia non ci viene raccontato nulla dei sentimenti della donna. Li possiamo immaginare. Ecco che Isacco supplica il Signore per sua moglie.  Isacco e Rebecca furono esauditi ed ebbero due gemelli: Esaù e Giacobbe. Ciò che colpisce e  fa riflettere è la preghiera di Isacco. Il marito prega per sua moglie. Fa qualcosa per lei. Isacco rappresenta il marito ideale, il compagno di viaggio della vita. Magari i  mariti non pregano, ma tante volte assistono impotenti alle sofferenze del coniuge e del loro non essere madri.

I mariti, pur soffrendo per non essere genitori, non possono capire le sofferenze di una mancata maternità per la donna, è una sofferenza diversa,  sono lì a patire con la moglie cercando di sostenerla, con quella esperienza e formazione  che provengono dalla propria vita, ma forse con quello stile di preghiera che forse è ancora fermo ai tempi del catechismo. Questa sera il Signore interroga noi mariti: “Qual è il nostro vocabolario della preghiera? Come, quando e quanto preghiamo? Secondo la tradizione, Rebecca rimane incinta dopo vent’anni, un lungo periodo di attesa e di preghiera insistente con fiducia e pazienza, secondo gli imprescrutabili disegni di Dio.  Se Isacco prega per Rebecca per un tempo così lungo, possiamo comprendere quale grande fede era animato quest’uomo. Oltre al grande amore verso la moglie e non solo per se stesso egoisticamente per avere un figlio, ma soprattutto si è fatto compagno di viaggio, e non accusatore cercando alleviare la sofferenza della moglie stessa per la sua mancata maternità. Anche noi mariti dobbiamo pregare, accompagnare  le nostre mogli, cercando di custodire i desideri del loro cuore con atteggiamento di paterna sicurezza e amorevole comprensione. Da questo brano possiamo trarre degli insegnamenti importanti:

  1. Imparare a pregare (non solo i mariti o le mogli separatamente, ma insieme). A pregare si impara pregando, sforzandosi di crescere nell’arte della preghiera del cuore, non solo fatta da formule fredde che non arrivano spesso al cuore di Dio, ma con parole che scaturiscono dal profondo di noi stessi, così come si parla ad un amico. Come pregare allora? 
  1. A) Con fede,
  2. B) Con insistenza,
  3. C) Credendo già di essere esauditi;
  4. D)Con perseveranza.
  1. La fiducia in Dio che ci ama sino alla follia, Lui conosce meglio di noi ciò che è buono per noi, i suoi tempi non sono i nostri tempi, i suoi progetti spesso non corrispondono con i nostri. E’ necessario affidarsi a Dio con paterna e materna fiducia come un bimbo nelle braccia della madre (Sal 130).
  2. Saper aspettare. Gli uomini e le donne di Dio, sanno aspettare, senza pretendere “IL TUTTO SUBITO” come la società odierna ci trasmette. Saper aspettare Dio, significa che in questo tempo di attesa più o meno lungo, dobbiamo non cadere nella trappola del maligno che sussurra alle nostre orecchie sentimenti di mormorazione, rabbia, giudizio e condanna contro Dio e gli uomini. Non ci viene detto nelle Scritture quale era la disposizione del cuore di Isacco e Rebecca, sicuramente anche se cadevano in momenti di disperazione, successivamente la fede e la speranza in Dio li riconducevano in atteggiamenti di filiale attesa.

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza