3.8-Mikal

Mikal aiuta Davide a scappare
Mikal aiuta Davide a scappare

MIKAL  LA MOGLIE DI DAVIDE

(Lettura del brano 2 Sam 6,16-23

La storia di Mikal, fra le sette donne della Bibbia, è quella che sembra quella poco conosciuta e la meno fortunata, in quanto,  è l’unica donna sterile della Bibbia che non ha avuto figli, ma vediamo perché.

Mikal  era la figlia di Saul e moglie di Davide. Saul l’aveva promessa in sposa a Davide se questi avesse ucciso cento filistei, Davide volle strafare: ne uccise duecento, Saul geloso, decise di ucciderlo. Mentre Davide cercava di scappare dalla furia omicida di Saul, rifugiandosi nel deserto, il re costrinse sua figlia a sposare un altro uomo. Dopo la morte di Saul, Davide tornò a Gerusalemme e chiese che gli fosse restituita Mikal come moglie legittima. Doveva essere una storia a lieto fine ma non lo fu.

Davide aveva percorso un lungo cammino: Dio lo aveva condotto dai greggi al palazzo reale, era stato proclamato finalmente re ed ora stava riconducendo l’Arca dell’Alleanza nel tabernacolo della sua città con celebrazioni gloriose. Davide era al settimo cielo: cantava, danzava davanti all’Arca ma….. ben presto dovette fare i conti proprio con sua moglie Mikal la quale guardò fuori dalla finestra e vide Davide che danzava. A causa di tutto ciò che aveva vissuto, usata dal padre per promuovere i propri scopi egoistici; costretta a sposare un altro uomo mentre era già sposata con Davide; sola e senza una vera guida, dopo tutto questo, ebbe la sfrontatezza di guardare fuori da una finestra e invece di guardare in alto verso Dio, si guardò attorno, invece di guardare in alto, il suo sguardo era verso il basso, vede le cose solo dal punto di vista umano.

Questo atteggiamento è presente nei nostri cuori ancora oggi. Alcuni sono stati feriti dai genitori, forse molestati o comunque hanno subito abusi, abusi verbali, o il clima di terrorismo psicologico causato da genitori insensibili o eccessivamente rigidi.  Qualcuno potrebbe essere stato l’oggetto di scherno durante tutta la fase scolastica da non riuscire ad avere un solo amico vero ancora oggi. Forse siamo stati usati o manipolati, ci hanno mentito o siamo stati ingannati.

Qualunque male abbiamo vissuto nella nostra vita, è quello di smettere di guardarci attorno, smettere di guardare verso il basso; smettere di guardare gli altri e guardare piuttosto verso Gesù, senza temere ed essere assoggettati al giudizio degli altri. Dobbiamo aver il coraggio di guardare in alto e Dio giudicherà le nostre motivazioni (ciò che mette in moto le azioni). Lasciamo riposare la fede nel sorriso di Gesù e non nell’approvazione dell’uomo. Un giorno, tutti compariremo davanti al tribunale di Cristo; quindi non preoccupiamoci troppo del giudizio dell’uomo.

Mikal  era piena di amarezza e questa sua amarezza la portò a pensare in modo sbagliato: pensava di essere superiore agli altri ed al di sopra delle cose umili della vita. Questa insita amarezza la portò a rifiutare tutto e chiunque si trovasse al di fuori del suo modo di vedere condizionato dalle sofferenze passate. Non permettiamo alle amarezze del passato di impedirci di lodare Dio oggi. Indipendentemente da ciò che noi abbiamo dovuto affrontare in passato o stiamo sperimentando al tempo presente, dobbiamo lodare Dio in ogni circostanza, anche negativa, per non fare prevalere l’amarezza neutralizzandone il veleno con il balsamo della lode.

Mikal vedeva in modo offuscato e non solo, ma adottò persino un atteggiamento di sdegno. La Scrittura dice infatti che vedendo Davide danzare in quel modo lo disprezzò in cuor suo. Era incline al disprezzo: guardava tutti dall’alto in basso, aveva la puzza sotto il naso, ignorava le intenzioni degli altri e disdegnava tutto. In poche parole, era critica.

Mikal guardava gli altri dall’alto verso il basso credendo di essere migliore di loro. Accusò Davide di essersi mescolato con gente di basso rango, con il popolino. E in questo ricorda molto i farisei. La maggioranza di essi non si abbassò mai ad andare a vedere Gesù, perché si sentivano migliori degli altri. Essi non avevano bisogno di Gesù.  L’orgoglioso e l’arrogante non ha bisogno di nulla e così Dio li prende in parola e non da loro nulla. Ed alla fine se ne andranno all’inferno a causa del loro non aver bisogno di nulla e nessuno e tantomeno di Dio e della Sua salvezza in Cristo Gesù.

Mikal aveva anche un cuore distaccato. Le persone con un cuore distaccato non saranno al nostro fianco nei momenti bui. Dov’era Mikal quando Davide era nel deserto? Era rimasta al sicuro. Non era andata con lui perché forse ciò sarebbe stato troppo umiliante per una persona di alto rango come lei.

L’amarezza per la sua vita era profonda e le aveva causato un problema al cuore, quando lasciamo le cose marcire dentro di noi, quando non le affrontiamo e non perdoniamo quanti ci hanno ferito e finiamo per definirci una sorta di “essere supremo”  che conosce più di chiunque altro ed è al di sopra di tutto e di tutti, allora sviluppiamo un serio problema di cuore, perdiamo la sensibilità del cuore, la compassione per la sofferenza degli altri, freddi, apatici e ripiegati su noi stessi. 

E’ necessario evidenziare anche che mentre Davide veniva per benedire la sua famiglia, Mikal, a causa della sua visione offuscata, dello sdegno e del suo problema radicato nel cuore, non ebbe figli fino al giorno della sua morte.

La durezza di cuore produce sterilità. Quando non ci fermiamo per rivolgere lo sguardo verso l’alto e lodare Dio per le Sue benedizioni o quando distruggiamo o inceneriamo il prossimo con le nostre condanne, non facciamo altro che tagliarci fuori dalla Benedizione stessa di Dio e nessuna cosa buona potrà venir fuori da noi. Diveniamo sterili ed incapaci di produrre qualcosa di buono per Dio o per gli uomini, tutto, sarà contagiato e finirà per ammalarsi. Saremo inefficaci per il Regno di Dio, pieni di nulla; solo di aria bollente, critiche e biasimo.

Dobbiamo praticare uno stile di vita di lode in ogni circostanza specialmente nei momenti tristi e negativi, “perché tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” (Rm 8.28).  Dobbiamo lodare Dio non per quello che fa, ma per quello che Lui è: Dio Amore e Tenerezza, lodare Dio significa riconoscere che Lui è il Creatore e noi siamo solo sue creature. La lode a Dio non ha forma o modalità, ma scaturisce dal cuore con la certezza che Dio ci ama e si sta prendendo cura di noi anche se non lo sperimentiamo al momento.

Spunti per la Riflessione

  • Abbiamo chiesto a Gesù di guarire il nostro passato per non compromettere il nostro presente e il nostro futuro personale e di coppia?_________________

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  • Qual è il nostro modo di vedere le cose ? Guardando orizzontalmente assoggettati al giudizio degli altri? Oppure con lo sguardo verso l’alto, verso Gesù? _________________________________________________________
  • Quali di questi sentimenti sono dominanti nel nostro cuore: amarezza, pessimismo, cuore distaccato a tutto e tutti, superficialità, orgoglio, freddezza nelle relazioni con gli altri?______________________________

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  • Quale preghiera siamo più inclini a formulare: La Lode a Dio o La richiesta di ciò che abbiamo bisogno? ________________________________________

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