3.9-La donna Sunammita

La Sunamita e suo Figlio Al tempo di Eliseo, questi andò a Sunam città di Isachar e incontrò una donna molto ricca. Per il resto della storia, leggere Re2 4:8-37.
La Sunamita e suo Figlio
Al tempo di Eliseo, questi andò a Sunam città di Isachar e incontrò una donna molto ricca. Per il resto della storia, leggere Re2 4:8-37.

La Donna Sunamita

Leggere  2 Re  4,8-37

Eccoci raccontare le vicende dell’ultima delle sei donne sterili dell’Antico Testamento. Anche di questa donna non conosciamo il nome, ma si conosce il paese dove vive: Sunem, che si trova a nord d’Israele.La Bibbiaparla di lei come una donna forte, ricca, decisionista, molto devota e sposata ad un uomo anziano. Per lei la sterilità non è un problema. Non pensa ad aver figli, visto che il marito è molto anziano. Si dedica alla cura del profeta Eliseo: quando passa nel suo paese lo sfama e convince  il marito a far preparare una stanza per lui, perché è convinta che sia un uomo di Dio. Il profeta cerca di trovare il modo per sdebitarsi di tante premure. Il servo di Eliseo gli fa sapere che la donna è senza figli perché il marito è troppo anziano. Eliseo promette alla donna incredula che di lì ad un anno avrebbe avuto un figlio. E così avvenne.

 Un giorno però,  quando il bimbo aveva circa quattro anni, il padre lo porta con sé nei campi, ma ha un malore e muore. La donna alla notizia molla tutto e va nel paese dove si trova Eliseo. Curiosamente, la donna non piange, ma apostrofa il profeta con un discorso che praticamente dice: senti io non ti ho chiesto niente, e tu mi hai promesso un figlio e che fai ora me lo togli?  Eliseo subito si mise in cammino, ma fece arrivare prima il suo servo che non riuscì a far riprendere il bambino. Arrivato alla casa  Eliseo si chiuse in casa da solo con il piccolo, dopo alcuni tentativi il bimbo riprese vita e venne restituito alla madre.
Questa donna forte, che, sebbene rispettosa e fedele, parla a tu per tu con l’uomo di Dio. Vive la sua vita accettando quello che le viene offerto, ma è pronta a chiedere conto quando le viene tolto il suo bimbo. Questa donna  c’insegna il coraggio e a non aver paura di Dio, ma soprattutto in questa storia viene esaltata tutta la grandezza, la bellezza e la sovranità di Dio, un Dio meraviglioso che prepara le situazioni, le cose e le persone in modo perfetto, portando sempre a compimento i suoi piani ed esaltando tutta la  Sua gloria! Questa donna, essendo sensibile alle cose di Dio, aveva imparato a non dare nulla per scontato nella sua vita; sapeva che ogni persona o situazione poteva essere usata da Dio per parlare al suo cuore. Per questa ragione, quando vide passare Eliseo, si accorse subito che era  un uomo di Dio. Offrendo ad Eliseo tutta la sua disponibilità, sapeva di piacere a Dio. In questa storia emergono due figure: la donna e l’uomo di Dio, la fede nell’unico vero Dio è il filo conduttore tra questi due personaggi. E’ importante notare, che quando Dio parla al nostro cuore lo fa in modo diretto e personale preparando tutto ciò che è attorno noi. Dio ci ha creato in modo diverso l’uno dall’altro: spetta a noi, uomo o donna, scoprire quali sono i talenti che Dio ci ha donato e adoperarli per Lui, in tutta la sua potenzialità.

Partendo dal v. 8 dello stesso capitolo vediamo che un giorno: “il profeta Eliseo passava per Sunem, e una facoltosa lo invitò con insistenza a tavola. In seguito tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei”.  Dal punto di vista umano, il comportamento della donna potrebbe non essere capito o addirittura criticato: una donna ricca, sposata, vede passare un uomo, lo trattiene con premura, circondandolo di attenzioni e lo convince a fermarsi a mangiare da lei. L’uomo accetta l’invito. Tutto questo può apparire strano ai nostri occhi. Ma fortunatamente, Dio non ragiona con la nostra mente e non vede le cose con i nostri occhi; Egli  non si ferma davanti a ciò che appare ma va oltre, va diritto al cuore e il cuore della donna era gradito a  Dio. Questa donna, nonostante il fatto che non aveva potuto avere figli, perché il marito era ormai vecchio, era comunque serena; non permise in alcun modo al suo cuore di inaridirsi, ma lo lasciò libero di espandere attorno a sé l’amore di  Dio.  Sapeva che solo Dio era in grado di capirla davvero nella profondità del suo essere e a Lui aveva affidato ogni cosa.

Ai v. 12 e 13  Eliseo sente il bisogno di contraccambiare in qualche modo la gentilezza e la premura della donna e dice il suo servo Ghecazi:  “chiama questa Sunammita” egli la chiamò ed ella si presentò davanti a lui. Eliseo disse quindi al suo servo: “ ecco, tu hai avuto per noi tutta questa premura; cosa possiamo fare per te?” Alla domanda di Eliseo la donna risponde soltanto: “io sto in mezzo al mio popolo” Dalla risposta sembra che la  donna stia bene così, probabilmente neppure lei si era resa conto di ciò che mancava alla  sua vita, cioè l’essere benedetta con la nascita di  un figlio. Forse dava per scontato che non avrebbe mai potuto aver figli. Eliseo però non si dà per vinto, insiste e chiede ancora al suo servo Ghecazi: ”Cosa si può fare per lei?” Ghecazi risponde: “Purtroppo essa non ha figli e suo marito è vecchio”.

Eliseo, al v. 15 dice ancora al suo servo: “chiamala!” La chiamò; essa si fermò sulla porta. Allora disse: “L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio”. E così avvenne, come per Sara, “la donna rimase incinta e partorì un figlio, proprio alla data indicata da Eliseo”. Ecco la benedizione di Dio per lei, tramite Eliseo; il dono di un figlio; finalmente avrebbe provato la  gioia di tenere tra le braccia un bambino … il suo bambino. Purtroppo  nei versetti successivi  vediamo che, mentre si trovava nei campi assieme al padre, il bambino si sentì male, ma Eliseo ritornò e lo riportò in vita. La fede e la fiducia della donna, vengono ricompensate da Dio con una nascita miracolosa e una restituzione miracolosa alla vita, esaltando così tutta la Sua gloria! Ma questa  non fu l’unica benedizione concessa alla donna. Infatti, sempre in 2 Re al cap. 8 v. da 1  a 6, vediamo che quando alcuni anni dopo, il paese venne minacciato dalla carestia, la donna fu avvisata dal  profeta di andarsene con la sua famiglia, sfuggendo così alla fame e alla morte. E dopo sette anni, terminata la carestia, ritornò nel suo paese. E siccome durante  la sua assenza aveva perso sia la casa che i terreni, chiese al re che gli venissero restituiti e il re, affido l’incarico ad un funzionario che esaudì la richiesta.  Tutto questo, venne fatto sulla base del fatto che lei era la donna alla quale Eliseo aveva riportato in vita il figlio e perché aveva aiutato Eliseo “l’uomo di Dio”  e il regno di Dio! In Luca cap. 6,38  è scritto: date e vi sarà datouna buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate sarà misurato a voi in cambio”. E’ inevitabile, donando e servendo il Regno di Dio con sincerità cuore sincero, riceviamo di più, molto di più di ciò che abbiamo donato!                   

 

Spunti per la Riflessione

  • La fede di questa donna ci insegna ad essere coraggiosi servitori di Dio e dei Suoi Ministri, siamo consapevoli che servendo Dio e i fratelli  saremo ripagati con il centuplo in questa vita e la vita eterna  nell’altra ? (cfr. Mt 19.27-29)_________________________________________________
  • Siamo capaci di affidarci totalmente a Dio anche se la nostra vita non è feconda,  senza inaridire il nostro cuore come fece la sunammita?_____________________________________________
  • Abbiamo la consapevolezza dell’importanza del  servizio al Regno di Dio e del prossimo che Dio mette sul nostro cammino, in questo momento quale servizio svolgiamo per Gesù e la sua Chiesa?_____________________________________________________________________
  • Se non svolgiamo alcun servizio ci siamo interrogati del perché Dio che chiama tutti i suoi figli a lavorare nella Sua Vigna (Comunità) non abbia ancora chiamato noi ? ______________ ________

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza