4.4-Capitolo V Parte Terza

Amore e Psiche (Canova)
Amore e Psiche (Canova)

Viaggio nella tenerezza nuziale
(Capitolo V  III parte)


La tenerezza come estetica spirituale dell’amore
“Nessun incanto è paragonabile alla tenerezza; essa trasforma il deserto in un campo fiorito. Dove trionfa la tenerezza avviene sempre un miracolo”
Mentre il sentimento che si contrappone all’amore è l’odio, ciò che si contrappone alla tenerezza è la violenza. La tenerezza è rifiuto di ogni violenza, sia di quella data che di quella subita. Si contrappone alla violenza data, perché la tenerezza è amorevolezza, rispetto e simpatia verso l’altro, pure quando non se ne condividono le opinioni e i comportamenti. La tenerezza è contrapposta alla violenza subita in quanto non accetta che una persona sia strumentalizzata o ridotta ad oggetto da dominare. Chi fa della tenerezza la propria regola di vita riconosce a sé e agli altri la propria identità personale, quindi è contrapposta ad ogni forma di possesso.
La logica della tenerezza non è possedere, ma carezzare; è umile amore contrapposto alla forza brutale. La tenerezza non è debolezza, in quanto si può essere guerrieri al fine di contrastare ogni falsificazione della verità e al fine di affermare i diritti di verità senza perdere la tenerezza.
Chi sceglie la tenerezza come stile di vita rifiuta ogni forma di violenza di coppia, di pedagogia educativa, di organizzazione della società. Essere non violenti non significa sorridere o usare un tono dolce di voce o essere disposti ad accettare offese. Si può essere violenti anche quando si subiscono offese senza reagire o si sorride all’altro, in quanto sono violenza le proprie rigidità mentali, comportamentali, l’incapacità di comprendere i bisogni di coloro che ci stanno accanto, l’indisponibilità a chiarire le situazioni, il rifiuto di perdonare.
Vivere la tenerezza significa educarsi a riconoscere la violenza che è nascosta in noi, educarsi a gestirla e a canalizzarla in modo non violento. I coniugi, consapevoli di questa natura, devono imparare a distinguere tra sentire ( conoscere sé, l’altro e i relativi bisogni) e l’acconsentire, creando un clima di lealtà con sé stessi e di dialogo con gli altri, offrendosi agli altri. L’educazione alla tenerezza deve tener conto dei conflitti e dei limiti umani e far emergere le nostre migliori energie.
La tenerezza dà un cuore all’amore coniugale. Gli sposi grazie all’Amore di Dio effuso in loro per il dono dello Spirito Santo sono chiamati ad essere capaci di tenerezza. La tenerezza non fa diventare meno uomini o meno donne, ma ci fa diventare più uomini e più donne, in quanto fa emergere il genuino maschile e femminile. Essa trasforma il volto dell’altro nel volto di un amico, porta a prendersi cura dell’altro e a mettersi a servizio dello stesso.
La tenerezza non è né timidezza, né introversione, né paura; a livello educativo rifiuta ogni abuso di autorità, mentre presuppone la fermezza educativa e l’autorevolezza. Un’educazione è autorevole quando i genitori sono testimoni credibili e coerenti di ciò che trasmettono ai figli. Chi sceglie la tenerezza adotta un’educazione diretta a formare persone adulte e responsabili in grado di distinguere il bene dal male. La tenerezza comporta uno stile educativo che congiunge all’autorità, cioè all’imposizione di regole, e all’autorevolezza,  la disponibilità effettiva verso l’altro. In molte famiglie l’educazione non ricomprende questi elementi, in quanto o l’educazione si fonda sul permissivismo, cioè sul lasciar fare, o sull’autoritarismo, cioè  su di un abuso della fermezza educativa . L’educazione richiede di saper dosare affettività, il rispetto delle regole e il saper comprendere. San Giovanni Bosco poneva a fondamento dell’educazione dei giovani “la dolce fortezza”, vista quale strada per una formazione cristiana. Alle volte si pensa che un’educazione fondata soltanto  sull’autorità, sulla durezza, priva di emozioni sia necessaria per ottenere il rispetto dei soggetti sottoposti. Tale impostazione potrebbe essere condivisa se si vuole educare dei servi, in quanto in tal caso occorre instaurare un rapporto di dominio, ma quando si vuole educare alla libertà occorre saggiamente combinare autorità e disponibilità affettiva.

Riflessioni personali e/o di coppia
1) La tenerezza è rifiuto di ogni forma di violenza. Nella vita, nel rapporto di coppia come ci comportiamo? Siamo in grado di dominare la carica di violenza presente nella natura di ciascuno di noi?______________________________________________________________________
______________________________________________________________________
2) Come genitori riusciamo a congiungere fermezza e tenerezza? Siamo in grado di ascoltare i nostri figli e chi ci sta accanto? _____________________________________________________
______________________________________________________________________
3) Come coniugi ci aiutiamo e ci sosteniamo a vicenda nell’educazione dei figli? Cosa privilegiamo nella loro educazione?_________________________________________________
______________________________________________________________________
4) Ci aiutiamo e sosteniamo a vicenda con atteggiamenti condivisi, nel difficile compito dell’educazione dei figli alla fede, primario impegno dei genitori cristiani ?___________________

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza