4.6-Capitolo VII Parte Prima

Un bimbo nel grembo della madre - ANSA
Un bimbo nel grembo della madre – ANSA

Viaggio nella tenerezza Nuziale

(capitolo VII  I parte)

Gli sposi nel grembo della Divina Tenerezza

“La strada del matrimonio è percorribile dagli sposi che si sentono nel “cuore Dio” e si lasciano portare
da quel cuore verso le cime più alte.”

LA GRAZIA DI  UNA NUOVA TENEREZZA NEL RISPETTO DELLA RECIPROCITA’ AFFETTIVA UOMO -DONNA

Il sacramento del matrimonio rappresenta la grazia di una nuova tenerezza, una grazia che non si sovrappone alla tenerezza naturale che è in ogni cuore di uomo e di donna innamorati, ma viene ripresa è trasformata all’interno del matrimonio come alleanza tra Dio è l’umanità, così come la stessa alleanza nuziale che lega Cristo alla Chiesa.

L’atto sacramentale del matrimonio infatti, è un dono di grazia  trinitaria perché a suggellare questo atto c’è lo Spirito Santo che  gli sposi invocano davanti a Dio. L’amore divino che viene effuso sugli sposi, è del tutto rispettosodell’alterità uomo – donna ed  è condizione necessaria perché avvenga l’incontro tra gli sposi e Dio, donandoci  il tempo di farlo nascere maturare affinché l’incontro sia totale ed unico e reciproco.

La reciprocità  affettiva tra uomo-donna  significa che non solo si è complementari,  ma anche reciproci cioè che quando due persone entrano veramente  a far parte l’una dell’altro, prendendosi cura l’uno dell’altro, rendendo la relazione che si viene a creare una relazione trinitaria, perché hanno scelto Dio.

Un passo importante della Scrittura che ci fa comprendere il senso della reciprocità è :” E VOI MARITI, AMATE LE  VOSTRE MOGLI COME CRISTO HA AMATO LA CHIESA E’  HA DATO SE STESSO PER LEI PER RENDERLA SANTA PURIFICANDOLA MEDIANTE LA PAROLA  PER PRESENTARE A SE STESSO LA CHIESA SENZA  MACCHIA NE RUGA MA SANTA ED IMMACOLATA”(EF 5,25-25).

Quindi la relazione trinitaria suscita un amore più grande simile a quello che unisce il Cristo-sposo con la Chiesa-sposa, così
anche la tenerezza nuziale deve riflettere tale scambio d’amore e lo si evince nel seguente passaggio biblico: “COSI’  ANCHE VOI: CIASCUNO DA PARTE SUA AMI LA PROPRIA MOGLIE COME SE STESSO E LA MOGLIE SIA RISPETTOSA
VERSO IL MARITO
. (EF 5,32)

NUZIALITA’ IN CRISTO E NELLA CHIESA

La nuzialità si apre al mistero trinitario. Dio è Amore, convivialità di persone che si riconoscono, si donano e  si accolgono. Questo è il  mistero nuziale. La coppia umana è espressione di tale mistero e tende ad inabissarsi in esso.  La nuzialità, attinge freschezza ed identità dal cuore della Trinità di cui è trasparenza. Dio, Amore infinito, chiama tutti alle nozze con sé. “Le nozze divine sono il cuore del cuore dell’uomo, come sono il cuore del  cuore di Dio uno e trino, alla cui immagine e somiglianza quello dell’uomo è stato plasmato” .

Possiamo quindi, contemplare la nuzialità umana e divina insieme, a partire da Cristo. La relazione della nuzialità in Cristo e nella Chiesa si lega agli sposi nel momento in cui i due si accolgono e si donano l’un l’altro come Cristo risorto si  è donato alla Chiesa ed entrambi hanno detto “Si”. Tale è il significato  decisivo dello sposarsi nel Signore,  la consapevolezza che quel  si è detto con il cuore umano è divino.

La lettera agli efesini delinea perfettamente questo contenuto del matrimonio  quando rapporta gli sposi cristiani tra lo sposalizio originario di ADAMO-EVA e lo sposalizio con Cristo e la Chiesa.  Infatti già nel libro della Genesi si evince la profezia: “ per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne” (Gen
2,24).

La grazia nuziale di Cristo –Sposo, rappresenta il fondamento di questo cammino essa plasma il patto matrimoniale dei battezzati non solo nel giorno della celebrazione ma per tutta la vita. A questo punto del cammino del matrimonio siamo d’innanzi alla promessa nuziale dove si racchiude il mistero tutta l’affettività del matrimonio nella formula che gli sposi
proclamano durante la celebrazione del sacramento : ‘’ IO ACCOLGO TE COME MIO SPOSO E PROMETTO  DI ESSERTI  FEDELE SEMPRE, NELLA GIOIA E NEL DOLORE, NELLA SALUTE E NELLA MALATTIA E DI AMARTI ED ONORARTI TUTTI I GIORNI DELLA MIA VITA ‘’ Così, dunque, dalle parole, con le quali l’uomo e la donna esprimono la loro disponibilità a divenire “una sola carne”, secondo l’eterna verità stabilita nel mistero della creazione, passiamo alla realtà che corrisponde a queste parole.

L’uno e l’altro elemento sono importanti rispetto alla struttura del segno sacramentale, a cui conviene dedicare il seguito delle presenti considerazioni. Dato che il sacramento è il segno per mezzo del quale si esprime ed insieme si attua la realtà salvifica
della grazia e dell’alleanza, bisogna considerarlo ora sotto l’aspetto del segno, mentre le precedenti riflessioni sono state dedicate alla realtà della grazia e dell’alleanza.

Gli sposi faranno queste promesse davanti al sacerdote e ai testimoni ma in particolare viene chiamato a gran voce Dio amore infatti,  viene sottinteso nella formula un passaggio fondamentale:
“IL SIGNORE ONNIPOTENTE E MISERICORDIOSO CONFERMI IL CONSENSO CHE AVETE MANIFESTATO DAVANTI ALLA CHIESA E SI DEGNI DI RICOLMARVI DELLA SUA BENEDIZIONE. NON OSI SEPARARE L’UOMO CIO’ CHE DIO UNISCE”.

Gli anelli: segno di tenerezza nuziale

Un profondo significato è attribuito al rito dello scambio degli anelli con l’invocazione della trinità con cui si conclude. L’anello, a forma di cerchio, è un simbolo antico. Proprio perché è rotondo, è simbolo della totalità della persona: esso vuole completare ciò che nell’essere umano è incompleto.

Il cerchio si richiude su se stesso, ed è quindi simbolo dell’unità e della perfezione; non avendo né inizio né fine, è anche simbolo dell’eternità. Per questo motivo negli anelli nuziali è racchiusa la speranza che i due sposi raggiungano quell’unità che rende perfetti, e che il loro amore possa attingere all’eternità. L’anello è anche un segno di protezione contro le forze del male
e deve proteggere gli sposi dai pericoli a cui è esposto l’amore.

Gli anelli sono, inoltre, simbolo di unione, di fedeltà e di appartenenza a una ; comunità. Lo Spirito Santo è il protagonista invisibile, infatti è lui che con amorevolezza presenta la nostra storia d’amore a Dio, lo Spirito Santo è il nostro vero testimone dinanzi a Dio, è Lui che trasforma il nostro rito in un’alleanza con Dio amore.

La parola promessa unita allo scambio degli anelli si fa parola di grazia, questa parola una volta  proclamata rimane per
sempre, non essendo solo una parola umana ma una parola stessa del Kyrios celeste pronunciata nella potenza dello Spirito Santo e confermata nella Chiesa.

Essa è una parola che garantisce la vita degli sposi che deve essere sempre proiettata verso Dio, dal quale non dovremmo mai allontanarci. Allora guardando i nostri anelli dovremmo ricordare sempre le nostre promesse ma soprattutto il nostro tenero amore per l’altro che abbiamo proclamato alla presenza di Dio.

SPUNTI PERLA RIFLESSIONE

  1. Ci lasciamo plasmare dall’Amore di Cristo –  Sposo per la Chiesa  – Sposa ? Che cosa dobbiamo fare per crescere in questa Tenerezza Amante ?     _________________________________________________________________________
  2. Vedo il mio coniuge come un dono di Dio alla mia Tenerezza ? _________________________________________________________________________
  3. Sentiamo il Sacramento del matrimonio come un dono di integrazione per vivere la differenza maschile-femminile, come ricchezza e crescere nel dono dell’accoglienza? _________________________________________________________________________
  4. Abbiamo riscoperto l’importanza degli  anelli nuziali come segno di testimonianza,  completezza, perfezione e protezione  degli sposi che li portano con fedeltà?_______________________________________________

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza