4.7-Capitolo VIII Parte Prima

Il Signore non chiede la laurea in pedagogia ai genitori; basta l'amore e quindi la ricerca del vero bene dei figli.
Il Signore non chiede la laurea in pedagogia ai genitori; basta l’amore e quindi la ricerca del vero bene dei figli.

I genitori epifania della Tenerezza trinitaria

 “Dio è amore”

(Gv 4,16)

“Ogni bambino che nasce è una lieta notizia di Dio al mondo e icona vivente della eterna Tenerezza”

Se il Sacramento del matrimonio rappresenta la personificazione dell’Amore Trinitario che Dio ha per gli uomini, ogni bimbo che nasce ne diventa la manifestazione concreta.

Giovanni nel Vangelo dice che “Dio è Amore”, non che lo rappresenta solamente.

Tra le persone della Trinità c’è uno scambio infinito di amore: tra il Padre, Eterno Amante, e il Figlio, Eterno Amato, entrambi immersi nell’Eterna Amorevolezza dello Spirito Santo.

Nel Monoteismo cristiano Dio non è un Io-solo, ma un Io-noi e in se stesso vive una relazione di eterno dono, eterna accoglienza ed eterna condivisione.

Nel cuore stesso della Trinità quindi c’è una circolarità di amore tale da diventare principio di ogni vita, cioè il motivo per cui noi esistiamo.

Un figlio per una coppia rappresenta la piena realizzazione dell’Amore di Dio che è accoglienza/dono/condivisione.

La coppia uomo-donna però offre un’immagine incompleta in quanto, una volta costituita, deve completarsi con la procreazione; tutto questo per poter meglio rappresentare per intero l’immagine di Dio Trinità.

La reciprocità “io-tu” dell’uomo e della donna diventa di fatto  “noi”, ne consegue che il voler essere “UNO” di Adamo ed Eva conduce al voler essere “TRE”.

Il diventare genitori non è una questione privata, infatti i coniugi ricevono da Dio-Trinità questa vocazione, accettando quindi la missione di essere cooperatori con Dio, per rendere visibile la piena realizzazione del suo “Essere-Amore”.

Il sacramento del Matrimonio è un vero e puro “evento di grazia”. Gli sposi manifestano al mondo la loro partecipazione nell’effusione dello Spirito al matrimonio di Cristo con la Chiesa.  Grazie a questo la famiglia si trasforma in una Chiesa
domestica. Avviene quindi la personificazione dell’Amore di Dio.

I figli sono un miracolo di Amore Trinitario, sono un dono che Dio fa alla coppia, ma prima di essere frutto dell’amore di un uomo e di una donna sono figli di Dio; li riceviamo da Dio-Trinità che li affida ai  genitori per proteggerli, aiutarli a crescere, contribuire a  discernere per realizzare il progetto e la vocazione per cui sono stati chiamati. La vita che nascerà siccome viene da Dio è sacra e inviolabile.

I genitori quindi cooperano con Dio in ordine al dono della vita ad una nuova persona, sono collaboratori e interpreti
del suo amore non dimenticando mai di essere anzitutto “figli di Dio”.

Se gli uomini avessero la piena consapevolezza  di ciò non esisterebbe l’aborto, l’infanticidio e ogni forma di violenza nei confronti dei bambini.

Ogni bimbo che nasce è la parola di Dio incarnata e icona vivente della Sua eterna Tenerezza.

Il poeta indiano Tagore afferma che “ogni bambino che nasce dice al mondo che Dio non è stanco degli uomini.

Se questo è vero per ogni nascita, lo è in assoluto per la nascita di Gesù incarnato dalla Vergine Maria ed evento gioioso per tutta l’umanità, ed per questo che negli occhi di ogni bimbo vi si legge l’amore di Dio, per cui esiste un legame profondo tra una nuova vita umana e la nascita di Gesù.

Tra la genitorialità di Maria e di Giuseppe e quella di ogni coppia vi è una correlazione storica-salvifica, infatti la Santa Famiglia di Nazareth è la custodia santa di ogni famiglia.

Con il battesimo il bambino appena nato rinasce in Cristo e nella Chiesa facendo diventare i “figli di Dio” dei “figli della grazia”  in virtù di Gesù nato da Maria e Redentore dell’uomo e del mondo.

Quindi i genitori oltre a preoccuparsi della crescita sul piano naturale devono far sì che i figli crescano anche spiritualmente.

Solo così si manifesta la vera ministerialità dei genitori, la vera tenerezza amante.

Fare i genitori è un “ministero” che dovranno svolgere nello “Spirito di Cristo”.

Diventeranno generatori di vita soprannaturale solo pregando con i figli, leggendo la Parola di Dio e avviandoli su
un percorso cristiano, come è avvenuto all’inizio nella Santa Famiglia.

In questo modo la famiglia diventa come una piccola Chiesa domestica, vera e propria comunità di grazia e salvezza, dove si loda Dio, lo si cerca e lo si ascolta.

San Giovanni Crisostomo diceva: <Fate della vostra casa una chiesa>, invito ripreso dal Concilio che si esprime così: <I genitori devono essere per i loro figli, con la parola e con l’esempio, i primi annunciatori della
fede>.

La fecondità è un valore soprattutto spirituale per la coppia che non si deve riferire solamente alla procreazione.

Prima di tutto in una coppia ci deve essere una “fecondità di vita” che porta gli sposi ad amarsi profondamente rinnovando di giorno in giorno la loro tenerezza nuziale.

Da questo tipo di fecondità di vita e di amore deve scaturire la fecondità di opere che si fa servizio alla vita e all’amore. Il Concilio Vaticano II dice che questo 2° livello di fecondità deve essere orientato ad aiutare e assisterechi ha bisogno: adottare i bambini abbandonati, assistere gli adolescenti, aiutare i fidanzati e le coppie in difficoltà sia materiali che spirituali e provvedendo agli anziani.

Quindi la fecondità genitoriale deve essere portata ad un livello più alto superando il solo dato biologico.

Prova ne sono tante coppie senza figli  ma ricche di fecondità spirituale che le porta ad offrire l’amore gratuito agli altri e alla Chiesa.

I figli non basta solo metterli al mondo, ma questo presuppone che debbano essere seguiti e
amati.

I genitori sono responsabili della loro educazione e della loro crescita psicologica e affettiva. Un figlio va pensato, desiderato, amato. Prima di concepire un figlio si deve costruire il “noi coniugale”. Non si hanno figli ma si diviene genitori.

Tommaso d’Aquino sostiene che i figli sono un dono che impegna i genitori a curarli ed assisterli nella crescita. Questo presuppone la presenza effettiva e affettiva del padre e della madre.

La presenza della madre è necessaria ed è un diritto dei figli. La donna deve privilegiare il suo compito di madre che deve prevalere su qualsiasi altro compito pubblico e su tutte le altre funzioni come dice il Magistero della
Chiesa. Il compito materno è un valore.

L’onore della donna non deriva soltanto dal lavoro esterno ma anche dall’attività familiare. In questo la società dovrebbe aiutare e tutelare di più il lavoro e l’impegno che la donna mette nella famiglia. La donna deve avere la capacità di
conciliare al meglio la gestione della casa e la cura dei figli con il suo lavoro, per cui deve privilegiare l’essere e non l’avere o il  fare.

La prima forma di tenerezza il bambino la riceve dalla madre e ne ha pieno diritto. La mancanza causa gran parte dei disturbi di personalità nei ragazzi.

Anche la presenza del padre è importante, infatti nella nostra società è presente la piaga dei figli senza padre. Questa mancanza causa, direttamente o indirettamente, una serie di disturbi comportamentali che vannodall’omosessualità alla tossicodipendenza, a forme di violenza, anoressia e bulimia, suicidio.

Ma la cosa più grave e che la vita dei giovani di oggi spesso è segnata dalla mancanza sia del padre celeste che terreno. Per cui la Familiaris Consortio auspica che è necessario adoperarsi al recupero nella società di oggi dellaconvinzione che il compito del padre nella famiglia è insostituibile. La presenza del padre deve essere affettiva ed effettiva. Solo lui  può garantire una stabilità emotiva e una sicurezza affettiva che assicura al bambino una crescita sana.

Nella famiglia è insita la tenerezza: tra i coniugi, tra i genitori e figli, tra fratelli e sorelle. La tenerezza deve essere la linfa vitale di una famiglia e non deve essere fondata su false manifestazioni superficiali ma deve essere un posto sicuro per  garantire lo sviluppo sereno dei figli.

Lo psichiatra Willy Pasini afferma che se da piccoli si è stati presi in braccio con affetto e coccolati  più dal tono
delle parole che dal contenuto di esse, ne consegue una crescita umana e soprattutto di autentica umanità.

Se riceviamo amore e tenerezza siamo più pronti a restituirlo. La tenerezza quindi è conseguente dell’amore generoso e si manifesta con una carezza dolce, dal calore che esprimiamo con le parole o con uno sguardo pieno d’amore.

Le qualità che rappresentano la tenerezza sono: calore affettivo, fiducia e stabilità.

Il calore affettivo non deve essere confuso con atteggiamenti soffocanti e iperprotettivi ma  deve esserecontraddistinta da un amore positivo.

La fiducia deve poggiare su sentimenti genuini fondati sulla stima data e ricevuta e suppone anche autorevolezza.

La stabilità garantisce la continuità e la solidità del rapporto evitando possibili delusioni proporzionate alle attese. Su queste tre basi si deve fondare il rapporto genitoriale.

La presenza del padre e della madre garantisce lo sviluppo emotivo e affettivo di un bambino assicurandogli anche una crescita serena mentre la privazione ne causa traumi e gravi problemi caratteriali. Anche la mancanza diDio\madre\padre può causare al bambino una chiusura verso il mondo trascendente portandolo nel buio totale.

Perciò il compito dei genitori deve essere considerata una vera e propria missione. La Familiaris Consortio  afferma che con la nascita di un figlio ricevono da Dio un’immensa responsabilità. L’amore che dimostrano ai figli deve essere
segno visibile dell’amore di Dio. Con il loro comportamento devono dimostrare il vero volto di Dio che è amore e infinita tenerezza.

Questo amore di Dio dal quale siamo avvolti ci dona la libertà e la certezza di essere immersi nella grazia di Dio. I genitori diventano così ministri di Dio.

Nel salmo 103,13 è scritto: ”come un padre prova tenerezza per i suoi figli così il Signore è tenero verso tutti.” Può mai dimenticarsi una donna del suo bambino? Ma anche se questo potrà succedere Dio non ci dimenticherà mai (Is. 49,14-15; 66,13).

Gli sposi devono far conoscere ai figli quanto è grande l’amore di Dio diventando “casa della tenerezza”.

Per  Paolo VI la famiglia è come una piccola chiesa che ricolma di grazie e di misericordia i suoi componenti: deve
rappresentare il volto gioioso e dolce della Chiesa.

Questo è il messaggio che ci viene dalla Santa Famiglia di Nazaret. La tenerezza degli sposi è l’inizio di una nuova comunità familiare che ha le basi nel cuore di Dio-Trinità.

Quindi gli sposi partendo dall’amore di Dio arrivano a compiere la propria vocazione che li porterà alla fecondità diventando “Ministri di Grazia”, prima uno per l’altro e insieme per i figli, per la Chiesa e per il mondo.

(Mons Carlo Rocchetta)

Gruppi di Spiritualità della Tenerezza