5.4-L’Incontro di Preghiera

4-taize_joy2L’INCONTRO DI PREGHIERA DI UN GRUPPO DI SPIRITUALITA’
DELLA TENEREZZA

  1. PREPARARE L’AMBIENTE
  2. Quando il gruppo si incontra è importante preparare un ambiente accogliente affinchè il momento di incontro sia positivo. Gli accorgimenti di carattere pratico possono essere molto importanti. I seguenti suggerimenti potranno esservi di grande aiuto:
  1. Assicuratevi che il luogo sia accogliente e confortevole. L’apprendimento delle persone sarà reso                                          più difficile se queste avranno troppo caldo o troppo freddo.                
  2. Abbiate cura che vi sia illuminazione sufficiente.
  3. Cercate di evitare distrazioni e rumori molesti: telefono, animali,  campanelli, ecc.
  4. Evitate:

*  Ostacoli alti che impediscono la vista.

*  Che qualcuno sia seduto vicino all’entrata.

* Di far sedere gli uomini da un lato e le donne dall’altro. (Coniugi e  

   fidanzati si siedono vicini  l’uno accanto all’altro).

* Di far sedere le persone talmente vicino da darsi fastidio.

* Di assegnare i posti a sedere.

  1. MODALITA’ DEGLI  INCONTRI  SETTIMANALI

Oltre a rispettare quanto previsto nelle linee guida GST (pag.13-14) gli incontri si svolgeranno tenendo conto dei seguenti punti indispensabili:

  1. Accoglienza della coppia guida che arriverà sempre puntuale;
  1. Preghiera di lode (possibilmente avendo cura di far pregare tutti ed evitare che vi siano sovrapposizioni di stessi fratelli, aiutando i più timidi a superare ogni forma di chiusura. (15 min. c.a.)
  2. Invocazione dello Spirito Santo e proclamazione della Parola di Dio che verrà scelta dal brano trattato nell’incontro. (10 min. c.a.);
  3. Esposizione del tema da parte della coppia guida o da una coppia  incaricata preventivamente   

     dalla coppia guida, al fine di rendere tutti  partecipi e coinvolti nel cammino;

  1. Condivisione a cura della coppia guida, svolgendo funzione di

moderatori,-cercando dì far intervenire tutti, vigilando che quanto viene detto sia in piena sintonia al testo guida e in piena ortodossia della Tradizione della Chiesa. Soffoca con ferma – tenerezza quegli interventi troppo lunghi che impediscono la collettiva partecipazione, impedendo che i  partecipanti si facciano maestri di coloro che aprono il cuore davanti a tutti. Il clima della condivisione                                 è quello della reciproca sottomissione e stima vicendevole, senza mortificare nessuno, tenendo conto che l’ultima parola è data sempre al sacerdote e alla coppia guida a cui si deve ubbidienza e rispetto.

  1. Invocazione del Nome di Gesù e attualizzazione del tema con 

     preghiera d’intercessione per i bisogni dei presenti e degli assenti;

  1. Testimonianze se esistenti;

Esaminiamo questi sette punti attentamente:

  • L’Accoglienza: è una fase molto importante dell’incontro di preghiera, ove la coppia guida dovrà averne particolare cura. Infatti, un’accoglienza calorosa, amorevole e sorridente delle coppie che arrivano pieni problemi, ha fatto gia un gran bene nei loro cuori. Lo Spirito Santo poi durante l’incontro farà il resto.

Particolare accoglienza verrà fatta alle coppie presenti per la prima volta, facendoli sentire amati da Dio e da tutti i presenti. La coppia guida che arriverà sempre prima di tutti gli altri all’incontro del gruppo, cercherà di accogliere quanti più fratelli e sorelle possibile prima dell’incontro scambiando brevi dialoghi sull’andamento della settimana trascorsa. L’accoglienza può essere resa sempre diversa e creativa dando incarico ad una coppia alla volta di preparare dei messaggini sulla Tenerezza, sulla Parola di Dio, oppure distribuendo prima dell’incontro caramelle, un fiore offerto al marito da consegnare poi alla moglie al fine di sviluppare gesti concreti di Tenerezza.

  • Preghiera di Lode (circa 15 minuti)

Lodare Dio solleva il cuore e alleggerisce l’anima. Questo è il modo migliore di  incominciare un incontro. E’ bene anche cantare sempre prima di iniziare a pregare.

Questo momento di preghiera spontanea inizia ogni incontro e deve essere guidato della coppia guida. La preghiera e la lode si esprimono meglio attraverso il canto, se possibile accompagnato da uno strumento. Se non siete abituati a cantare in un piccolo gruppo, potete usare, come ultima risorsa dei canti registrati che siano familiari a tutto il gruppo. Parlate poi con voce gioiosa (la gioia e l’entusiasmo sono più importanti dell’avere una “bella voce”) e lasciate che Dio faccia il resto. Sarebbe bene nominare un responsabile della musica e canto nel vostro gruppo. I canti di apertura conducono più facilmente alla preghiera di lode. La musica è un mezzo di espressione completa. Il canto raggiunge le più remote profondità della nostra anima. Leggiamo queste citazioni:

«Intrattenetevi a vicenda con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e inneggiando al
Signore con tutto il vostro cuore.» (Ef  5, 19)

«La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con
ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi inni e cantici spirituali. »
(Col 3, 16)

«Gioisca il mio cuore nella tua salvezza e canti al Signore che mi ha beneficato.»  (Sal 13,6)

 

«Servite il Signore nella gioia, presentatevi a Lui con esultanza.» (Sal 100, 2)

Ecco alcuni suggerimenti per cantare in un gruppo:

  1.       Non aspettate di sentirvi a vostro agio per includere il canto nel vostro incontro. Siate consapevoli che potrete sentirvi in imbarazzo, potrete anche perdere la vostra dignità, ma Dio vi benedirà se continuerete. (1 Sam. 16, 23)
  2.       Nominate qualcuno che si incarichi di condurre la lode. Può essere il momento adatto per dare un incarico ad una coppia e valorizzarla.
  3.       L’incaricato dovrebbe organizzare il canto. Naturalmente ci deve essere spazio per la spontaneità, tuttavia non avere un ordine equivale ad avere un cattivo ordine.
  4.       Una buona progressione di canti è quella che va da canti veloci e gioiosi a canti più lenti e meditativi. Questo è vero soprattutto quando si passa dalla lode alla preghiera di adorazione.
  5.       Gli strumenti sono un optional. E’ bene avere una chitarra, ma non è strettamente necessario per lodare veramente.
  6.       Se intonate un canto, intonatelo a metà della vostra ampiezza vocale. In questo modo generalmente non sarà ne troppo alto ne troppo basso.
  7.       E bene cantare in coro più volte.
  1. Se siete stonati fatevi aiutare da una cassetta audio a buon volume.
  • Invocazione allo Spirito Santo:

E’ lui che ci insegna a pregare, preparare il nostro cuore ad accogliere la parola di Dio, riscalda i nostri cuori e ci rivela le verità di Dio.

  • Condivisione (circa 15 minuti)

Durante gli incontri settimanali del gruppo, nel momento in cui i membri condividono quello che Dio sta insegnando loro e quello che sta accadendo nella loro vita, si verifica uno dei più grandi doni. Fate attenzione a quello che dicono i membri; è nella condivisione che la maggior parte delle difficoltà personali vengono in superficie. Attraverso questo momento i membri si educano a vicenda a riconoscere la presenza di Dio nella loro vita.

Alla coppia ultima arrivata deve essere concesso di parlare di se stessi solo se lo desiderano, cercando di non costringere nessuno.

La condivisione può essere, inizialmente, anche la condivisione della nostra vita (cosa accade ad ognuno di noi personalmente). Ma successivamente deve tendere a diventare la condivisione di ciò che Dio ha fatto per noi e di ciò che io ho fatto per lui. Non bisogna avere troppa premura. Il
gruppo ci deve arrivare gradualmente e insieme. La condivisione deve essere orientata all’interiorizzazione del brano del testo guida prescelto. Infatti, l’uso di un solido insegnamento e l’approfondimento che segue danno una direttiva al gruppo, forniscono una profonda conoscenza della nostra tradizione e della nostra identità cattolica. Un gruppo potrebbe perdere la sua via se non fosse guidato adeguatamente.

Dato per accertato che il momento della condivisione è anche quello in cui i membri del gruppo (soprattutto i nuovi arrivati) possono svuotare il loro cuore permettendo al gruppo di diventare realmente una famiglia premurosa che condivide gioie e dispiaceri reciproci, la condivisione deve
seguire sostanzialmente due piste:

  • CIÒ CHE GESU’ HA FATTO PER ME.

È importante abituare i fratelli ad accorgersi dell’opera di Dio nella vita di ciascuno, sia attraverso gli avvenimenti, che attraverso la Parola, per fare così proprio l’invito di Paolo: «La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza…»           (Col 3,16).

  • CIO’ CHE IO HO FATTO PER GESU’.

Si tratta di mettere al corrente i fratelli di ciò che si sta facendo per servire la propria famiglia  perciò per evangelizzare. Questo diventa un forte stimolo ad uscire dai limiti del proprio io, soprattutto per coloro che sono nuovi. Il salto di qualità è raggiunto quando, facendosi carico del peso degli altri, non si è più ripiegati su se stessi.  Alcune linee guida da seguire durante il tempo della condivisione sono:

* All’inizio cominciate da esperienze della vostra vita. Il gruppo Si                                                                                                                                                                                                                                              aprirà a seconda di quanto voi vi aprite nei suoi confronti.               

 * Generalmente, entro 4/6 settimane, tutti i nuovi membri del gruppo cominceranno anche loro a condividere.

* Evitate di monopolizzare il discorso commentando tutto ciò che viene condiviso. Fate sì    

   che il vostro scopo sia quello di applicare concretamente la Parola alla vita: fare cioè    

   quello che il Signore desidera che ognuno di noi faccia. Fate attenzione che è meno    

   impegnativo parlare astrattamente che condividere realmente le implicazioni pratiche

   della Parola di Dio. C’è pure la tentazione costante di trattare argomenti controversi (ad  

   esempio la predestinazione, i  doni spirituali, ecc.). Potete contribuire nei seguenti modi a  

                mantenere la discussione sugli obiettivi:

*   Dando alla vostra condivisione un orientamento pratico. Per   esempio, invece di dire: «In Isaia 14, 24 ho visto come Dio regna su tutto», dite: «Ho visto, in Isaia 14, 24, che Dio ha
controllo su tutto, mi sono reso conto che non c’è ragione di preoccuparmi se non ho abbastanza soldi per comperare i mobili nuovi. Dio può e vorrà darmi i fondi sufficienti quando sarà il momento.»

* Coinvolgete la gente in implicazioni pratiche, facendo domande che si riferiscono a situazioni concrete.

* Se gli argomenti sono irrilevanti, se non possono essere trattati adeguatamente senza   maggiore approfondimento, o se necessitano di più tempo di quanto è possibile dedicare loro, posticipateli ad un altro incontro o stabilite un momento per approfondirli privatamente.

Tenete d’occhio l’ora! Trascurare la condivisione spontanea devasterebbe il gruppo, ma, potreste probabilmente impiegare anche tutto il tempo dell’incontro nella condivisione senza portare a termine nulla.

  • Invocazione del Nome di Gesù e preghiera d’intercessione (circa 15 minuti)

Questo momento sgorga direttamente dalla preghiera iniziale di lode. Pregate per le intenzioni che avete ricevuto dalla comunità parrocchiale e per le intenzioni che vengono dai membri del gruppo.

Prima che inizi questo momento dell’incontro sarebbe opportuno presentare, qualora vi fossero, delle intenzioni particolari di qualche coppia.

Esaminate l’eventualità di nominare un responsabile per la raccolta delle intercessioni all’interno del  gruppo. Siate pronti ad approfondire la preghiera se qualcuno è troppo breve o troppo timido e incoraggiate tutti a contribuire con le loro preghiere.

La realtà della nostra fede di cattolici è illuminata anche dalla invocazione dell’intercessione di Maria e dei Santi. Si tratta della preghiera spontanea che segue l’insegnamento. È la preghiera di intercessione che si pone di fronte a tutto il Corpo di Cristo e la preghiera di guarigione in risposta ai bisogni personali. In ogni incontro c’è flessibilità di tempo sulla durata di ognuno dei suddetti momenti. Tutto affidato al discernimento della coppia guida. Nel complesso, occorrerebbe seguire questo schema di incontro. Bisogna sapere bene che tutti gli ingredienti sono necessari per un incontro equilibrato Il momento della preghiera di intercessione è la parte dell’incontro più importante e indispensabile. Se è necessario si può avviare una preghiera di guarigione. Per iniziare questo momento sarà di aiuto un’invocazione generica per tutti i presenti.

Sarebbe opportuno che sia la coppia guida o il sacerdote stesso a guidare questa preghiera di guarigione,  quando necessaria, pur invitando tutti a pregare con molto amore per chi ha delle necessità sia fisiche che interiori.

Tutti coloro che hanno bisogno di una speciale preghiera di guarigione devono essere invitati a chiederla con confidenza. Questo infatti è un momento specialissimo di sostegno per coloro che nel gruppo, stanno sperimentando momenti di crisi nella vita. Dovrebbero tornare a casa con la certezza di essere amati ed aiutati da Dio e dai fratelli:«Pregate gli uni per gli altri per essere guariti. (Gc5,16)

 

  • Testimonianze personali e di coppia se esistenti: danno concretezza all’opera di Dio. E’ necessario tenere contodell’ A-B-C della testimonianza che deve essere:

A:        Allegra, gioiosa, serena e portatrice di pace;

B:        Breve non si può partire da troppo lontano, poiché chi ci ascolta si può distrarre e non essere toccati dall’opera di Dio in noi, bisogna sintetizzare i fatti senza scendere troppo nei particolari inutili;

C:        Cristocentrica il centro di ogni testimonianza è Cristo e la sua azione misericordiosa e taumaturgico, e con noi stessi, ma a lui solo a lui tutta la gloria.

            La testimonianza personale è il mezzo più efficace di predicazione poiché rende manifesta l’opera di Dio oggi senza che nessuno possa contraddirla, poiché è un fatto personale realmente accaduto e accertato con un tempo considerevole di discernimento.

            Infatti prima di gridare ad una guarigione fisica, è necessario accertare anche con dei testi clinici la guarigione fisica, anche Dio spesso interviene anche attraverso i medici e le medicine.

            La scienza medica stessa è al servizio do Dio per il bene dell’umanità

  1. LA PREGHIERA DEL CUORE (Mt. 18, 19-20)

Dio desidera la nostra amicizia, e noi possiamo metterci in comunicazione con Lui in una nuova dimensione di amicizia e intimità attraverso la preghiera spontanea. La preghiera spontanea è un modo di pregare che può essere usato in gruppo. E’ attraverso questa preghiera che si vuole giungere a parlare dal profondo del cuore e in intimità con Dio. Parlando quindi brevemente e a voce alta, anche più volte, non preoccupandosi di impressionare coloro che ci ascoltano. Non facciamo tanta attenzione alla forma o alle specifiche parole della nostra preghiera, quanto piuttosto a metterci semplicemente in contatto con Dio. Ecco alcuni consigli:

iniziate A PREGARE PIUTTOSTO CHE A METTERE IN COMUNE LE RICHIESTE.

La maggior parte del tempo utile sarebbe speso, altrimenti, nella condivisione delle richieste piuttosto che nella preghiera. Generalmente chi è afflitto per qualcuno o qualcosa sarà colui che inizierà la preghiera per quella persona o quella cosa.

pregate PER UN ARGOMENTO ALLA VOLTA.

È importante pregare il più possibile per un argomento alla volta. Una persona può pregare per un amico malato, ed una seconda persona può restare in argomento chiedendo forza per la famiglia mentre il malato si rimette. In seguito un’altra persona può pregare affinchè i bisogni finanziari della famiglia siano alleviati lungo la durata di tutta la malattia. Poi vi sarà una pausa, qualcuno poi potrà cambiare argomento. Ad esempio, dopo la pausa qualcuno può pregare per avere un periodo di tranquillità duraturo. Un altro può chiedere che questo periodo di pace sia più significativo. Un altro
può pregare per approfittare di questo tempo di quiete per meditare le Scritture che legge. Noi dobbiamo fare il possibile per evitare di saltare di palo in frasca. Non dobbiamo avere tempi morti, ma una preghiera legata e significativa in cui chiedere, di comune accordo, le intercessioni che si presentano.
Il fine della preghiera in un gruppo è soprattutto quello di sostenere i fratelli del gruppo stesso che si stanno evangelizzando. Occorrerà quindi immergersi profondamente nella preghiera che si sta facendo “dimenticandosi”, per così dire, delle necessità personali.

pregate BREVEMENTE.

Nel caso in cui prendiate in considerazione solo un aspetto di un argomento, pregate brevemente.

Potete lasciare altri aspetti dell’argomento ad altre persone. Se ciascuno prega brevemente avrà la possibilità di pregare ancora in seguito, il che non è possibile se ognuno prega più a lungo. Questo mantiene tutti attivi, svegli e coinvolti in ciò per cui si sta pregando.

pregate SPONTANEAMENTE,  NON IN ORDINE.

All’ inizio per invogliare tutti alla preghiera è utile fare pregare a circolo facendo passare il cero acceso. Successivamente raggiunta una certa maturità non è necessario  pregare seguendo il senso del circolo, ma lasciate che ognuno preghi per ciò che lo interessa. Ad esempio, se si prendono in considerazione sei argomenti durante la preghiera, voi potete avere un vivo interesse soltanto in tre di essi. Non pregate per qualcosa di cui non siete informati o motivati. Nella preghiera spontanea si prega quando ci sono argomenti per i quali si sente di dover pregare.

Quando vi sono coppie che non sono abituate a questa preghiera, si può usare il “metodo della candela o del cero”. Fate passare, partendo da noi, il cero al vicino e invitatelo a esprimere semplicemente una preghiera. Costui farà la stessa cosa con chi gli è accanto

Pregare spontaneamente non significa pregare avventatamente. Mentre un altro sta pregando sull’argomento trattato, c’è il tempo perché lo Spirito Santo confermi nel vostro cuore ciò per cui pregare.

Quando preghiamo in gruppo, ci possono essere facilmente momenti di silenzio, durante i quali le persone placano i loro cuori e focalizzano la loro attenzione sullo scopo che si presenta loro, quello cioè di pregare efficacemente. Non dobbiamo avere dunque paura dei momenti di silenzio.

Normalmente, l’argomento su cui si focalizza la preghiera, parte da Dio e si avvicina alle singole richieste. Generalmente in un gruppo è meglio partire lodando e ringraziando. Qualcuno può iniziare lodando il Signore per la sua grandezza, un altro lo loderà per il suo potere. Un altro ancora potrà lodare Dio per la sua fedeltà. Un altro potrà ringraziarlo per un vicino che ha
recentemente iniziato ad avere fiducia in Cristo. Un altro ancora lo ringrazierà per la lunga esistenza vissuta in Cristo. Possiamo poi pregare per i bisogni all’interno del gruppo. Noteremo che, appena inizieremo a pregare l’uno per l’altro, le nostre relazioni con gli altri membri del gruppo diventeranno più personali. Scoprirete anche di avere un ulteriore fardello di preghiere reciproche da recitare durante la settimana. Poi possiamo pregare per le necessità esterne al gruppo. Il numero di bisogni è illimitato. Tuttavia è più importante pregare approfonditamente per pochi problemi piuttosto che disperdersi superficialmente su una gamma troppo ampia di bisogni. Pregare per la nostrafamiglia  deve avere la priorità. Pregando con parole proprie proverete una esperienza più convincente: quella di pregare in gruppo. Scopriremo che il tempo passa più velocemente. Scopriremo anche che ciò conduce a preghiere più abbondanti sia nel gruppo sia quando preghiamo da soli.

RIASSUMENDO

  1. Non condividete. Pregate.
  2. Trattate un argomento alla volta.
  3. Siate brevi.
  4. Siate spontanei.
  5. Curate le coppie nuove.

 

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